Kindle Unlimited pay-per-page: dalla parte dei self-publisher?

kindle pay per page

Da quando Amazon ha annunciato l’avvento del nuovo metodo di pagamento pay-per-page di Kindle Unlimited se ne sono dette di tutti i colori, non ultimo che Amazon sta cercando di danneggiare gli autori.

Prima di saltare alle conclusioni, cerchiamo di capire cos’è Kindle Unlimited, cosa è cambiato e come questo influenzerà la vita degli autori.

Kindle Unlimited: come funzionava e come funziona

Kindle Unlimited (KU) è un sistema che porta discreti vantaggi sia ai lettori (forti) che agli scrittori.

I lettori sottoscrivono un abbonamento mensile che permette loro di “noleggiare” qualsiasi ebook iscritto al programma KDP Select.

Gli scrittori, in cambio della concessione del proprio titolo in esclusiva ad Amazon, ottengono vantaggi promozionali e un aumento di visibilità, fattori fondamentali per un self-publisher.

Fino a Giugno 2015, ogni volta che un lettore superava il 10% dell’ebook KU scaricato, lo scrittore aveva diritto ad una royalty.
Il calcolo delle royalties avveniva alla fine di ogni mese sulla base della frequenza di download e del fondo complessivo messo a disposizione da Amazon secondo la formula:
(Fondo KU x N download) / N complessivo download KU

A partire dal primo Luglio 2015 agli autori viene invece corrisposta una royalty per ogni pagina letta, secondo una formula analoga.

Le proteste del web

Molte sono state le obiezioni a questo cambiamento (e d’altronde, quale cambiamento non suscita proteste?), ma alcune sono poco fondate:

  • Gli autori useranno espedienti per aumentare il numero di pagine: la maggior parte di questi espedienti (ad esempio l’aumento dell’interlinea) non influenzerà il conteggio delle pagine secondo il sistema Kindle Edition Normalized Page Count (KENPC), gli altri (come l’inserimento di molte immagini) saranno penalizzati dai lettori poiché ostacoleranno la lettura.
  • Gli autori “allungheranno” il brodo per guadagnare di più: è importante ricordare che KU paga per pagina letta, non pubblicata. Se un libro è lungo e noioso, è probabile che la maggior parte dei lettori abbandonerà la lettura.
  • Amazon ha cambiato metodo di pagamento per risparmiare soldi: questo è probabilmente vero, ma ciò che conta realmente è se andrà a discapito degli autori.

Come sta andando veramente per gli autori di Kindle Unlimited

Il cambiamento annunciato da Amazon nel metodo di pagamento è attivo dal 1° Luglio 2015: è ora di fare un primo piccolo bilancio.

Amazon aveva previsto che avrebbe pagato 0,006$ per pagina, questo è stato quasi vero per luglio (0,00576$) e sempre meno vero nei mesi successivi, fino ad arrivare ai 0,004809$ di Ottobre.

Siccome l’ammontare pagato per pagina dipende dal fondo totale messo a disposizione da Amazon (12,4 milioni di $, in crescita del 3%) e dal numero complessivo di pagine lette, ciò significa che il fondo complessivo messo a disposizione non sta crescendo abbastanza velocemente.
In ogni caso, un autore che ha inserito il proprio titolo da 100 pagine in KU guadagnerà 0,48$ ogni volta che l’ebook sarà letto interamente. Considerando che moltissimi self-publisher mettono in vendita il proprio titolo su Amazon a 0,99$, con royalties al 35% (guadagno di c.ca 0,35$ per copia) non è poi tanto male.

La situazione potrebbe farsi critica se la royalty per pagina dovesse continuare a calare.
Bisogna però aggiungere una considerazione sul sistema Kindle Edition Normalized Page Count (KENPC), il sistema utilizzato da Amazon per “contare” le pagine lette: estremamente favorevole all’autore. Un libro che ha una lunghezza stimata di 172 pagine nella sua pagina prodotto di Amazon finirà per averne 292 in KENPC, aumentando notevolmente il guadagno potenziale!

Perché il pay-per-page è dalla parte della letteratura

Da tutto quello che si è appena illustrato è chiaro che un metodo che paga secondo il numero di pagine lette non è conveniente per tutti e soprattutto potrebbe non esserlo per certi self-publisher (chi scrive saggistica, per esempio).

Tuttavia è evidente come il sistema vada a premiare quegli autori che vengono letti più spesso e interamente, ovvero coloro che grazie al loro talento sono in grado di catturare l’attenzione del lettore.

Cosa significa questo per il self-publishing? Che pubblicare libri mediocri, poco curati o anche “allungati” solo per avere più pagine e guadagnare di più, sarà in realtà sempre meno conveniente (quale lettore andrebbe oltre il primo capitolo di un libro del genere?), contribuendo a realizzare quella “scrematura” tra gli autori indie di cui tanti lettori lamentano l’assenza e che nel tempo ha contribuito a diffondere il pregiudizio contro il self-publishing.

Quindi, in conclusione: benvenuto pay-per-page!

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ABOUT THE AUTHOR

Copywriter per professione, scrittrice per passione, innamorata di fantasy e horror e strenua sostenitrice del self-publishing. Sono testarda e un po’ megalomane. Attualmente la mia principale occupazione è convincere il mondo che il self-publishing è il futuro dell’editoria. Il resto sono hobby.

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