Intervista alla casa editrice Ada Edizioni

Ada Edizioni

La casa editrice Ada Edizioni valuta opere letterarie da inviare esclusivamente al sito adaedizioni.it. Leggi l’intervista completa sul Piacere di Scrivere!

L’intervista

1. La casa editrice si sente molto vicina alle tematiche di Svevo. Può dirci qualcosa in più?

Svevo è un autore che ho studiato durante il mio percorso scolastico e che ho riscoperto negli ultimi anni. Una delle motivazioni risiede nel fatto che prima di ricevere la considerazione dovuta ha affrontato quella che oggi chiamiamo “una lunga gavetta”.

Italo Svevo ha vissuto appieno la sua contemporaneità e ha rivoluzionato il modo di approcciarsi alla scrittura. Ha parlato dell’uomo in un momento storico complesso, ricevendo molte critiche. Fu criticato, per esempio, per il suo lessico molto semplice rispetto a quello vigente in letteratura all’epoca. Il suo iter è d’ispirazione.

Proprio come accadde a Italo Svevo, che grazie a volti noti del panorama letterario (per citarne uno, James Joyce, suo amico e sostenitore) ha continuato a scrivere nonostante le difficoltà, anche noi sentiamo che serva un mix di talento, capacità, fortuna e supporto da parte degli amici.

Altro punto focale, l’analisi interiore dei personaggi, è ciò che più ci lega alla sua poetica. Nel nostro piccolo cerchiamo autori capaci di approfondire la psicologia di chi si muove all’interno dell’opera.

2. La casa editrice prevede un contributo da parte dell’autore. In cosa consiste questo contributo e quali servizi di promozione ci sono dietro?

Il contributo è in realtà un piccolo aiuto per entrambe le parti, consiste nell’acquisto di 50 copie da parte dell’autore, scontate al 30%, da rivendere in autonomia.

Questo perché? Innanzitutto l’autore potrà farsi conoscere all’interno della sua rete di amicizie e avrà un suo piccolo riscontro economico. I guadagni realizzati con le proprie capacità sono uno sprono a continuare (l’ho provato io stessa quando ho pubblicato con Epika Edizioni la mia raccolta di racconti Non era una certezza, ma un ottimo punto di partenza e posso assicurare che i costi non sono proibitivi e che ciò che ho acquistato non è rimasto invenduto).

ada edizioniTrovo che questo sia un metodo intelligente e ponderato, che ho abbracciato con piacere. Pubblicando solo opere che riteniamo rientrino nella nostra linea editoriale tutto ciò che riguarda stampa, editing, grafica e distribuzione è gratuito e lo rimarrà sempre. Le nostre scelte sono strettamente legate alla produzione di opere quanto più possibile interessanti e innovative.

La vendita di queste 50 copie permette, oltretutto, di captare un primo feedback dal mercato.

La promozione prevede distribuzione tramite Libro. Co e all’interno di diverse librerie di fiducia, sul nostro sito e la nostra pagina Facebook e pubblicità sempre all’interno di sito e pagina.

Per gli autori che vogliono investire economicamente nella loro opera abbiamo diversi pacchetti strutturati e creati da due dei nostri pubblicitari. I pacchetti offrono diverse opzioni tra cui la creazione di un sito internet dedicato all’autore e alle sue produzioni.

3. Cosa ne pensate delle fiere del libro in genere e di quanto sta accadendo oggi con lo scontro Torino/Milano?

Penso che le fiere del libro in linea di massima servano a donare visibilità anche a noi piccoli editori. Talvolta il problema sta nei costi di partecipazione a questi eventi, troppo onerosi per case editrici come la mia, in fase di crescita.

Noi di Ada, essendo aperti da pochissimo non abbiamo ancora assistito a fiere di spessore, ma ci piace pensare (e stiamo lavorando per questo) che in un futuro prossimo avremo il nostro spazio ideale garantito.

Ho seguito il dibattito tra le due fiere attraverso giornali e web, essendo una possibile futura partecipante.

Credo che la questione e le annesse polemiche abbiano contribuito a perdere di vista i reali obiettivi. Quando scontri e problemi diventano il fulcro di un’iniziativa, mettendo in secondo piano i benefici effettivi che questi eventi dovrebbero avere su editori e lettori, resto basita. Lo reputo “un attentato alla cultura”.

So che è una grande utopia, ma la mira comune di queste iniziative dovrebbe essere la diffusione del patrimonio culturale e se “le reciproche rigidità hanno impedito che si arrivasse a un accordo” (cito da una testata), non posso fare altro che sperare in un ravvedimento degli organizzatori.

4. Come si pone una piccola realtà nei confronti dell’universo mondo delle grandi realtà editoriali?

Ada Edizioni nasce da un amore molto forte per tutto ciò che ruota intorno al mondo della scrittura. Mi sono sempre messa in gioco e in discussione per essa. Non sento il peso delle grandi realtà, perché credo fermamente che lavorare con dedizione e passione dia i suoi frutti, anche se all’interno di un piccolo mondo. L’obiettivo che ci preme è quello di proporre prodotti intelligenti e competitivi senza perdersi d’animo davanti alle tante difficoltà da affrontare.

Penso che quello che dovremmo fare noi micro-editori è puntare sulla creazione di libri freschi e che affrontino tematiche tralasciate dalla grande editoria. Anche un piccolo può crearsi un pubblico che apprezza le sue opere. Poi in futuro, chissà…

5. Come gestite la vostra comunicazione online e quali sono le iniziative che proponete per i potenziali lettori?

Per l’online lavoriamo molto con Facebook e aggiorniamo costantemente il sito Internet, così facendo proponiamo le nostre idee a un pubblico ampio e delocalizzato.

Il nostro primo lavoro si è occupato di raccontare la storia di una famiglia con un bambino autistico, questo ci ha dato molta soddisfazione e ha permesso ai lettori di avvicinarsi a una realtà complessa e non sempre conosciuta.

A Novembre (presto usciranno data ufficiale e luogo sul sito Internet Adaedizioni.it e la pagina Facebook), proporremo un evento tra cibo e cultura. Saranno presenti operatori del settore editoriale e stand enogastronomici del panorama modenese. Il nostro obiettivo è spiegare ai lettori quali sono i passaggi che portano al prodotto finito: il libro, in parallelo la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico. Inoltre, parteciperà un’artista locale con le sue fotografie e una band a conclusione dell’evento.

6. Al momento, in catalogo c’è solo un libro: quali copertine ci saranno in un prossimo futuro sul vostro sito?

A oggi ci sono arrivati molti manoscritti, li stiamo “valutando” con perizia. Per ora stiamo lavorando a un libro per bambini. Pensiamo che entro Natale il catalogo si arricchirà di alcuni lavori molto interessanti, ma non anticipo nulla!

Vogliamo continuare a fare il nostro lavoro con entusiasmo e non dimenticare mai i motivi per cui abbiamo iniziato questa avventura. L’Editoria è un mercato, ma prima di tutto passione, intendiamo avvicinarci agli autori esordienti e aiutarli a farsi largo in questo campo.

Foto in alto:

Da sinistra Gerardina Garofalo (editor e PR), Lisa Fornaciari (titolare), Giada Panza (grafica e pubblicitaria)

Mancano all’appello Erit Beltramo (editor e pubblicitaria) e Alberto Paladino (programmatore e web designer).

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