Il Festival Quartier du Livre a Parigi

festival quartier du livre 2017

Sabato mattina. La città è sveglia già da tempo, forse non si è mai completamente addormentata. Nel quinto arrondissement di Parigi, non lontano dal Panthéon in cui sono sepolti, tra gli altri, Victor Hugo e Balzac, c’è un insolito traffico di banchi, sedie e tavolini: non è il solito mercato di quartiere o meglio, lo è, ma al posto di carote, zucchine e mele ci sono libri, riviste letterarie, testi di commedie teatrali.



È la terza edizione del Festival Quartier du Livre che si svolge nell’ultima settimana di maggio proprio nel mitico quartiere della Sorbona, a due passi dal Quartiere Latino. E la scelta del luogo non è affatto casuale: “Nel quinto arrondissement, territorio di cultura, culla storica dell’università, il libro ha da sempre occupato un posto speciale. Nel nostro quartiere più che altrove, aprire la porta di una libreria, entrare in una biblioteca, aprire un libro vuol dire prendere parte a una storia secolare, vuol dire prendere coscienza di quanto ha forgiato l’anima e l’identità del nostro arrondissement”, spiega Florence Berhout, il prefetto municipale.

Le attività proposte sono tante, e adatte a qualsiasi tipo di pubblico. Per i più piccoli sono state pensate delle merende a tema letterario, con delle letture scelte da un responsabile educativo. D’altronde, partecipare agli eventi culturali in famiglia qui è la norma: non è raro vedere, nel fine settimana, mamma, papà e bambini spostarsi in metro per raggiungere questo o quel museo, raggiungere il luogo di un festival, fare tappa in una delle librerie del centro.

Il tentativo di dare a tutti una chance di accedere alla cultura si manifesta anche attraverso un’altra bella iniziativa di questa edizione: per chi si trovasse in possesso di diverse copie di uno stesso libro, o di volumi di cui si vuole disfare, il festival organizza uno spazio di raccolta per consentire la creazione di biblioteche nei luoghi di accoglienza per i poveri della regione. Non solo, ma per chiunque doni un libro, è previsto un ingresso gratuito al Panthéon, una grande ricompensa per un piccolo gesto (soprattutto considerato il costo normale del biglietto!).

Il più inaspettato tra tutti gli eventi previsti è anche quello più misterioso: il romanziere Jean-Jacques Reboux, autore di gialli, accompagnerà chi voglia seguirlo in una passeggiata di due ore intitolata “Sulla pista del crimine”: gli organizzatori non svelano altri dettagli ma l’aurea bizzarra che circonda l’incontro lascia pensare che valga la pena di assistere.

Incontri con gli scrittori, certo, ma soprattutto appello a chi, ancora, non è un artista consacrato: il motto dei numerosi atelier di scrittura previsti, “Osez écrire” (Osate scrivere) è un invito a dare voce a tutti coloro che sono troppo insicuri o timidi per prendere in mano una penna. E se ancora l’idea di mettersi a lavoro con degli estranei spaventa, il sito del festival mette a disposizione uno stage gratuito della durata di tre giorni che può essere facilmente trovato online. Per i più temerari, invece, nella cornice degli splendidi Jardin du Luxembourg, è prevista una lettura di un massimo di tre minuti di un testo a scelta, sia esso poesia o prosa. Parola d’ordine: osate!



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Sara Svolacchia

Dottoranda in letteratura francese a tempo pieno, vivo tra Roma e Firenze. Tra la tesi e i saggi che pubblico per l’università, e gli articoli di taglio giornalistico a cui mi dedico per passione, si può dire che smetto di scrivere solo per dormire.

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