I giornali online e quella rivoluzione solo a metà

giornalismo online

Online contro impostazione tradizionale; passato contro futuro, anche se poi non tutti concordano nel sostenere che con il passare del tempo il tradizionale lascerà definitivamente posto all’innovativo. Si sta parlando di informazione e più nello specifico di giornali. Forse uno dei settori che più di tutti, e sicuramente prima degli altri, ha risentito degli stravolgimenti della rete.

Internet è quella sorta di mostro che ha inglobato tutti gli aspetti del nostro vivere quotidiano e li ha rivisitati dando loro una nuova chiave interpretativa con pro e contro al contempo, come sempre quando si parla di rivoluzioni.

Ebbene il settore del giornalismo ha subìto una profonda rivoluzione negli ultimi anni con il passaggio, non ancora totale, dalla carta al web. Un’evoluzione per certi versi irrimediabile e che ha portato una maggiore offerta per i consumatori finali, anche se punti di criticità non mancano.

Il vero punto di forza dei giornali online è stato quello di inserirsi in un momento storico nel quale la carta già iniziava a dare i primi segni di cedimento: l’informazione sul web si è presentata nel pieno del suo splendore e con aspetti ammiccanti quali l’immediatezza, la possibilità di leggere sempre e dovunque notizie, l’opportunità di essere aggiornati 24 ore su 24 e, non ultimo, una scelta maggiore.

Una rivoluzione che poi alla fine è stata rivoluzione solo a metà e quindi lascia intendere che sarebbe meglio parlare di evoluzione. Perché nel concreto non c’è stato quello scenario che in tanti avevano prefigurato, ovvero la scomparsa del cartaceo. Si è semmai assistito ad un’integrazione dell’online rispetto alla stampa tradizionale.

Primi giornali online di Italia

Maggiore attenzione ai fatti di cronaca locali, argomenti popolari, notizie brevi e dirette; ma anche fake news, crescita enorme del precariato tra i giornalisti e, secondo alcuni, svilimento della professione visto che gli ordini corporativi saranno pure un po’ retrò, ma con l’online chiunque può improvvisarsi giornalista a forte discapito della qualità.

Un enorme calderone nel quale si incontrano, come detto, fattori positivi e negativi e che in Italia risale ormai ad oltre un ventennio fa: forse non tutti sanno che fu l’unione Sarda il primo giornale online di Italia (e secondo al mondo, dopo il Washington Post). Precisamente era il 1994 quando il quotidiano sardo fece l’esperimento di sbarcare sul web.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e di inchiostro nella rete. Oggi internet è letteralmente invaso da giornali online e questo ha contribuito anche a cambiare il mestiere del giornalista, oltre che l’arte di scrivere.

Come è cambiato il lavoro del giornalista

La scrittura per la rete infatti è ben altra cosa rispetto alla scrittura tradizionale, quella editoriale per capirci. Implica un approccio diverso, finalizzato maggiormente alla semplicità e all’immediatezza. Poche fioriture o abbellimenti e molta sostanza.

L’arte di scrivere è diventata una disciplina quasi scientifica, che deve costantemente tenere a mente la necessità di piacere a Google e di scontrarsi con i tanti algoritmi che il motore di ricerca più utilizzati al mondo propone. Ecco perché ci si deve  confrontare con materie molto tecniche come la SEO (disciplina che riguarda il posizionamento dei siti sui motori di ricerca).

Ed ecco perché chi si avvicina la giornalismo online finisce necessariamente per scrivere tenendo conto di questi parametri; quasi un recinto entro il quale muoversi a fatica ricordandosi sempre di non eccedere con le fioriture stilistiche; di dover seguire le linee guida e scrivere un testo per essere incluso in Google News, l’edicola di Big G. Un’eventualità che, come chi si scrive per giornali online saprà , può portare un articolo a schizzare da subito in alto sui motori di ricerca arrivando all’orecchio (o forse meglio dire, agli occhi) di decine di migliaia di utenti della rete.

E allora la rivoluzione partita con la nascita dei giornali online ha finito poi per influire su tutto il settore andando a mutare radicalmente anche la professione del giornalista. Che oggi è sicuramente più dinamica, vasta, legata a conoscenza più tecniche e meno umanistiche.

Chi si occupa di informazione online ambisce da sempre di essere considerato alla stregua di un giornalista tradizionale: cosa che non sempre accade. Ad oggi il giornalista online viene, spesso e volentieri, visto ancora come un informatore di serie B: sarà capitato a tutti, almeno a chi scrive per lavoro, di sentirsi chiedere “cosa fai nella vita” e alla risposta “scrivo per un giornale online” vedere l’interlocutore diventare serio per poi dire qualcosa del tipo “ma fai anche altro per sopravvivere?”.
E in effetti c’è qualcosa di vero in questo perché la professione ha vissuto un netto declino e chi è giornalista in rete spesso diventa di serie B in merito al rapporto lavorativo.

La rivoluzione solo a metà portata dall’avvento dei giornali online di cui si parlava sopra risiede anche qui: nel non essere riusciti a portare il giornalismo del web ad un livello elevato di professionismo sotto tutti i punti di vista. Salvo rare eccezioni le realtà della rete sono perlopiù precarie, spesso aleatorie.
Colpa anche dell’eccessiva liberalizzazione che consente oggi, a chiunque ne abbia voglia e facoltà, di aprirsi una testata giornalistica e di iniziare a fare informazione. La qualità è ovviamente scemata e a trarne vantaggio, paradossalmente, è stato proprio il settore del cartaceo dove invece si cerca di mantenere standard più alti; e al quale quindi sono tornati a rivolgersi coloro i quali sono rimasti delusi dal web.

Forse è solo questione di tempo visto che quella che stiamo vivendo è un’epoca di passaggio; il settore deve ancora auto regolamentarsi e capire dove sta andando.

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