Diario di un condannato a morte: due chiacchiere con Alessandro Piana

diario di un condannato a morte di alessandro piana

Ci sono argomenti di cui non si parla, ci sono argomenti di cui si parla troppo e ce ne sono altri per cui entrambe le affermazioni sono vere: la morte è uno di questi argomenti.

Nel nostro mondo fatto di videogiochi sparattutto, zombie virali e film splatter la morte ci è sbattuta in faccia tutti i giorni, ma non è reale.

Per questo motivo quando un libro come Diario di un condannato a morte si affaccia all’orizzonte letterario è necessario parlarne, e farlo veramente.



Nessuno tocchi Caino

La sorte di Caino è entrata e uscita dai discorsi del mondo per molto tempo. Tuttavia, per noi fortunati che ci siamo liberati della pena di morte da decenni la discussione è sempre rimasta su un piano teorico. Non è difficile chiedersi se questa discussione svogliata e teorica non abbia in qualche modo “concimato” il terreno per il fronte dell’ “ammazziamoli tutti” che oggi, che la morte torna ad essere una vicina di casa pericolosa, fiorisce.

Nel contesto culturale che si profila in Italia in questo momento storico, allora, passare dall’altra parte e raccontare la storia vera di chi la morte l’ha dispensata e ora la vive come una compagna quotidiana è quantomai fondamentale.

Diario di un condannato a morte

Alessandro Piana non è un giornalista, un opinionista o un filosofo: è un ingegnere, una persona che si è trovata di fronte a una storia, esattamente come poteva capitare a chiunque, e ha deciso che fosse importante raccontarla.

Allo stesso modo Diario di un condannato a morte non è un libro convenzionale: perché non è ancora stato pubblicato, prima di tutto, ma è ancora nella fase di crowdfunding di Bookabook; perchè non è un saggio e nemmeno un romanzo, secondariamente.

Un po’ resoconto reale, un po’ romanzo epistolare, Diario di un condannato a morte racconta la storia di William Van Poyck, un cittadino americano condannato a morte per aver ucciso una guardia carceraria nel tentativo di far evadere un amico durante un trasferimento e giustiziato tramite iniezione letale il 12 giugno 2013.

Oltre a dichiararsi innocente della sparatoria, William Van Poyck in prigione ha iniziato a studiare legge e a scrivere un blog che la sorella Lisa ha pubblicato.



Gli scritti del suo blog sono proprio raccolti, insieme ad alcune parti romanzate scritte per completare la storia, nel libro di Alessandro.

Intervista ad Alessandro Piana

1)Alessandro, il tuo libro parla di un argomento non facile, come è successo che un ingegnere sia finito a raccontare la storia di un detenuto del braccio della morte statunitense?

È successo tutto per caso. L’argomento della pena di morte mi è sempre interessato e facendo una ricerca mi sono imbattuto nel blog di Lisa e William Van Poyck. Ho iniziato a curiosare per il sito e ho finito per leggere praticamente tutto ciò che era stato pubblicato. La sua storia mi ha appassionato e ho pensato che andasse raccontata anche fuori dagli Stati Uniti. Per questo ho contattato Lisa per proporle di tradurre e pubblicare il materiale in Italia.

 

2)Il libro raccoglie quindi in traduzione gli scritti che si trovano sul blog?

È stato un lavoro di traduzione ma anche di scrittura e riscrittura. Le lettere di William lasciano alcuni “buchi” nella storia. Per coerenza narrativa e ad uso del lettore ho riempito quei buchi con alcune parti romanzate.

 

3)Come mai hai ritenuto che questa storia andasse raccontata in Italia?

Il tema della pena di morte è un tema importante ma che non viene dibattuto molto in Italia. È un tema spesso lontano dalla nostra realtà. La storia di una persona reale che ha vissuto l’esperienza del braccio della morte è qualcosa che può avere un impatto più forte sulla mente delle persone rispetto al dibattito astratto.

 

4)È la tua prima esperienza da scrittore?

No, mi è sempre piaciuto scrivere ma non ho mai provato a pubblicare niente.

 

5)Per la tua prima pubblicazione hai scelto Bookabook, un sistema molto particolare di pubblicazione, come ti trovi?

Mi sto trovando bene. Il team di Bookabook mi ha aiutato a partire con la campagna di crowdfunding e ha organizzato incontri con consulenti che mi hanno dato consigli su come gestirla e portarla avanti. Inoltre Ilenia Zodiaco, una blogger che fa parte del Bookabook Social Club, si è interessata al libro e lo ha recensito: è stata una bella soddisfazione e anche un grande aiuto.

 

Il libro è disponibile per la prenotazione in versione ebook o cartacea su Bookabook, al momento della prenotazione potrete subito iniziare a leggere il libro in versione bozza non editata oppure attendere l’uscita della versione ufficiale. Un’anteprima delle bozze è visionabile dalla stessa pagina.



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ABOUT THE AUTHOR

Copywriter per professione, scrittrice per passione, innamorata di fantasy e horror e strenua sostenitrice del self-publishing. Sono testarda e un po’ megalomane. Attualmente la mia principale occupazione è convincere il mondo che il self-publishing è il futuro dell’editoria. Il resto sono hobby.

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