“Tutto quello che so è per te che lo so” di Diego Vitali

diego vitaliUn testo su cui non si può non avere un’opinione. “Tutto quello che so è per te che lo so di Diego Vitali è un out-out: odiate il genere e quindi odiate ogni libro dello stesso tipo, oppure vi lasciate felicemente dilaniare da squarci di realtà, che mostrano dieci realtà oltre ogni immaginazione. Questa è la recensione completa di “Tutto quello che so è per te che lo so”.

La pagella di “Tutto quello che so è per te che lo so” di Diego Vitali

La recensione segue alcuni fili conduttori, che sono poi quelli che caratterizzano il libro: grafica, lingua, stile e giudizio dei lettori. Vediamo come se la cava Diego Vitali!

Giudizio dei lettori 9
Mi piace molto il fatto che ci siano delle recensioni su IBS, a prescindere poi dal fatto che siano positive o negative. E’ molto importante che, oltre alle recensioni dei blogger, i lettori possano fare riferimento ad altri lettori e alle loro esperienze in spazi dedicati. Un altro luogo che consiglio ai lettori di Diego Vitali è Google Books, che incide sulle ricerche (e non soltanto quelle dedicate ai libri!).

Lingua 8.5

La lingua è utilizzata per calare immediatamente il lettore nella storia con un senso di inquietudine. Per creare questo effetto, la tecnica è precisa, maniacale (la vedremo dopo nello stile). La lingua è tagliente e coinvolgente, abbastanza da far sentire il freddo nelle ossa come l’autore desidera. L’idea è di essere aridi di dettagli parlando dei dettagli. Mi spiego meglio: troveremo dei personaggi di cui sapremo i capelli e la decorazione sulla tazza di caffè che ha bevuto, ma non sapremo il contesto della situazione: l’immagine che avremo in mente annienterà ogni speranza di salvezza dei personaggi stessi e del loro mondo.

Stile 6.5

Il fatto di utilizzare sempre la stessa tecnica, con poche varianti, potrebbe annoiare un lettore non abituato al genere. Il consiglio che mi sento di dare è di utilizzare più tecniche. Non è uno sforzo di genialità o la dimostrazione maniacale del proprio talento, ma io resterò di stucco nel leggere:

Mi sono svegliato e non avevo più gli occhi.
Sei stata tu. Non avevo più gli occhi per vedere. Non
avevo niente. Non vedevo niente. Neanche il vuoto davanti
a me.
Me li hai portati via. [pag. 60, incipit di “Discorso”, nel libro “Tutto quello che so è per te che lo so”]

Se rivedo le stesse frasi così scansionate in tutto il libro, l’effetto “sorpresa” rischia un po’ di perdersi.

L’autore è un po’ come un mangaka: in due tavole non devono mai esserci due inquadrature uguali. Twitta la frase.

Grafica… Lasciamo stare.
La copertina non la condivido assolutamente. Gusti miei e non è colpa dell’autore. L’idea era giusta: alla fine si volevano mostrare i 10 racconti in pezzi di una stessa, inquietante composizione. Ok, siamo d’accordo (allora uno sfondo nero con scritta rosso sangue ci stava tutta). Ma, ripeto, l’autore non c’entra.

Dove trovare “Tutto ciò che so è per te che lo so”

Il libro si trova facilmente in libreria e nelle librerie online: vi consiglio di leggerlo, perché vi sconvolgerà.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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