Lui è il gatto, io la volpe, siamo una società…

trappole contro l'autore esordiente



Avevo in mente di rinnovare la rubrica International, ma penso di essere più utile parlando oggi di quelle che sono le trappole in cui l’autore esordiente si trova (suo malgrado) sui social network.

Affari da non perdere

Tutto nasce da questo articolo, gentilmente passatomi da Erika Corvo. Non mi soffermo sul personaggio, con il quale ho avuto personalmente a che fare un paio di volte, in quanto è già noto per il suo comportamento.

trappole contro l'autore esordiente

Mi preme di più darti gli strumenti per non farti prendere in giro.

Recensioni: gratis o a pagamento?

Parliamo di recensioni online. Io le ho sempre fatte gratuitamente, anche se ora le sto chiudendo per altri motivi e anche se c’è molto lavoro dietro (la recensione va fatta bene e non è detto che tutti, solo per il fatto di aver già pubblicato, siano capaci di farle). Può essere legittimo che un blogger chieda di essere retribuito per una recensione all’autore.

Se la recensione è retribuita, può essere paragonata a un post sponsorizzato: come committente del post, chiedi al blogger qual è il suo traffico (solo questo ti dice qual è la reale visibilità che ti sta dando) e non temere di farti un giro nel blog dove saresti ospitato, per capirne target e presenza sui social.

trappole autore esordiente

Fidati solo di strumenti verificabili: Analytics è oggettivo, gli scambio banner o i contatori in flash molto meno.Chiedi quanto spazio il blogger è disposto a concederti: quante parole avrà questo articolo promozionale? Chi lo scrive? Con quali competenze? I copy odiano le definizioni “a peso”, ma una buona recensione ha più di 400 parole. Se è un servizio, va retribuito bene e non basteranno gli spiccioli. Nel qual caso, prevedi che ti venga consegnata una fattura.

La recensione potrebbe essere sfavorevole, devi tenerlo in conto: il primo pensiero di un blogger è l’utente, non l’inserzionista (almeno così dovrebbe essere). Parla con il blogger prima della pubblicazione del post: non ha alcun motivo per buttarti a terra. Un blogger che offre seriamente questo servizio non ti viene a cercare. Inserisce semplicemente questo tra i suoi servizi, accanto alla pagina “Chi siamo”.

A te la parola

Da novello Pinocchio, in quali trappole contro l’autore esordiente ti sei trovato? Quali consigli puoi dare? Raccontami la tua esperienza, così certe cose non accadranno più.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

2 comments on “Lui è il gatto, io la volpe, siamo una società…”

  1. Fabio Piccigallo

    Ciao Annarita, la domanda che ti faccio (da non addetto ai lavori) è: ne vale la pena?
    Voglio dire: quando io ho scritto recensioni (cartacee) al massimo mi pagava la rivista dove le pubblicavo, non certo l’autore o l’editore del libro.
    Sul web funziona diversamente, lo accetto. Con il self-publishing non ne parliamo.
    Però mi chiedo quale sia il valore reale per un autore di una recensione che è a tutti gli effetti quello che in editoria periodica si chiama pubbliredazionale (e si dichiara come tale, se la rivista è seria), e si associa in genere ad una normale campagna pubblicitaria. Valore di critica: poco, perché mi rimarrà sempre il dubbio che il blogger in questione mi abbia fatto una recensione favorevole perché tra noi c’è un rapporto cliente-fornitore.
    Valore di reach del mio pubblico: mai grande quanto potrà essere quello che raggiungo spendendo gli stessi soldi in una campagna di adv su Facebook o su Adwords, se faccio le cose per bene. Allora torno a chiederti: ok mandare il mio lavoro a destra e a manca sperando che venga letto e recensito, ma pagare per una recensione… ne vale la pena?
    Fabio
    PS: scusa la lunghezza del commento… 🙂

  2. AnnaritaFaggioni
    AnnaritaFaggioni

    Ciao Fabio 🙂

    Per te dismetto i panni della copy e passo a quelli dell’autrice. Solitamente, un autore non trova riviste (soprattutto cartacee) disponibili a recensire il proprio testo, così come non trova spazio in libreria. L’unico sistema, quindi, sembra essere il “richiedere una recensione” che poi lascia una traccia (se il blogtour è fatto bene e la recensione altrettanto).

    La recensione favorevole (perché hai pagato) è possibile, ma dipende dal blogge. Vabbé, io le ho sempre fatte gratis proprio per evitare influenze (che brutta parola!), ma un blogger corretto non dovrebbe farsi influenzare solo perché pagato.

    Per quanto riguarda campagne di Adwords e di Facebook, che noi consideriamo abbastanza normali, considera una cosa: io sono un autore (esempio), che non sa cos’è Adwords o che non sa strutturare una campagna e devo trovare un esperto che mi fa spendere X in base alla propria professionalità.

    Questi signori delle recensioni a pagamento spesso si accontentano degli spiccioli (veramente, alcuni chiedono 3 Euro) e non sono complicati come può essere una campagna pubblicitaria. Per me autore, quindi, è più verificabile una recensione scritta che l’efficacia di una campagna Adwords.

    Per risponderti: ne vale la pena? Prima di tutto, mai farsi prendere in giro. Per secondo, se le recensioni sono fatte bene, possono essere “affiancate” e non sostituite a una campagna di marketing seria. In tutti e tre i casi (recensioni, Facebook e Google) si arriva sempre a un pubblico di nicchia, “potenziali lettori”. E’ un modo come un altro.

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