Come ti scrivo una favola…

favolaLui si chiama Daniele. Dopo un po’ di tempo passato nel copywriting, Daniele ha deciso di cambiare, creando favole personalizzate su misura. Un’esperienza particolare, che vogliamo raccontarvi in questa intervista.

Come si scrive una favola personalizzata?

1) Che male ti hanno fatto i copywriter e che cosa gli scrittori hanno più di un copy?

Ah ah, nessun male. Io stesso ho fatto il copy in passato, avendo iniziato come designer video, ed essendomi poi occupato di comunicazione sul web. È un lavoro importante e spesso molto complesso. Penso però che i moderni linguaggi di comunicazione si stiano fortemente orientando anche verso lo storytelling (ci sono aziende, per esempio, che usano piattaforme come Storify per il web marketing), e raccontare una storia non significa semplicemente essere in grado di creare testi efficaci dal punto di vista della comunicazione, dell’efficacia di un messaggio trasferito, quindi. Sono due tecniche diverse, complementari se vogliamo, ed è qui che entra in gioco lo scrittore.

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Fonte originale su Photopin

 

 

2) Il tuo servizio è “scrivere favole personalizzate”. Puoi spiegarci meglio?

Inizio sempre dal dire cosa non è “Fabulator”. Non è, come si vede talvolta in servizi analoghi, una semplice personalizzazione di storie preconfezionate (quindi con trame non veramente personalizzate), inserendovi alcuni dati della persona destinataria del regalo. Un mio racconto personalizzato, che sia una fiaba, di avventura o fantascientifico, parte da zero, dalla pagina bianca, e nasce grazie a una collaborazione stretta con il cliente, che mi fornisce le informazioni necessarie per costruire una storia completamente originale. Si può raccontare un episodio realmente accaduto, oppure creare un personaggio cucito intorno alla persona reale, che viva una vicenda di fantasia. Non è sempre necessario essere fedeli, o realistici: i lavori più belli, anzi, sono quelli in cui basta un piccolo elemento affinché la persona si riconosca e inizi a sognare.

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3) Chi sono i tuoi clienti-tipo?

Chiunque voglia fare un regalo veramente speciale. Un figlio che vuole rendere felici i propri genitori in un’occasione importante, un regalo per un amico a cui si vuole dimostrare il proprio affetto o perché no, un ragazzo o una ragazza che vuole conquistare la persona amata, con un segno indimenticabile e inimitabile.
Mi rivolgo anche alle coppie che stanno per sposarsi, che vogliono immortalare su carta la propria storia d’amore, per riviverla ogni giorno non solo nella propria memoria, ma anche nelle parole di un racconto.

In un’epoca di puro materialismo come questa, è bello pensare che si può far brillare gli occhi delle persone con qualcosa che ha un valore materiale insignificante, ma personale e affettivo immenso.

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4) Qual è la richiesta più strana che hai ricevuto nel tuo lavoro?

Spesso le richieste sono molto intime, e personali, visto che il racconto finito sarà letto solo dall’interessato, o al più dai suoi stretti conoscenti. L’episodio che però mi ha colpito di più non è tanto “strano”, quanto toccante, visto che riguarda una signora giunta all’alba dei suoi primi 90 anni di vita. I parenti mi hanno chiesto non di raccontare la sua storia, ma di creare per lei una fiaba basata su un singolo punto: il suo amore nel preparare per sé e per gli altri delle buonissime marmellate. E così è nato il racconto che grazie all’autorizzazione dei clienti potete leggere anche voi.

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5) Hai pubblicato “Hope” in self-publishing con Frenico. Come ti sei trovato? Perché hai scelto il self-publishing? La trovi una buona soluzione per gli autori, la consiglieresti?

In generale, l’esperienza è positiva con tutti i servizi di self-publishing che ho usato (Narcissus e Frenico per gli ebook, Lulu e Youcanprint per le versioni cartacee). Ho scelto questa forma di pubblicazione perché permette di scavalcare quelli che sono i problemi degli autori emergenti in Italia: il quasi impossibile accesso ai canali dell’editoria tradizionale, e i continui attacchi da parte degli editori a pagamento, che illudono le persone con proposte editoriali che in realtà sono soltanto un modo per sfruttare economicamente chi ha il sogno di scrivere.

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Foto originale su Photopin

Il self publishing permette di far muovere i primi passi alla propria creazione, ma ovviamente non garantisce niente in termini di vendita: bisogna diventare editori di sé stessi, e inventarsi modi per promuovere il proprio lavoro.

Per il prossimo romanzo che ho in progetto di scrivere sto proprio in questi giorni costruendo un’iniziativa della quale non posso parlare, ancora, ma se andrà in porto penso sarà molto interessante…quindi seguitemi! 🙂

6) Come hai conosciuto “Il Piacere di Scrivere”? Secondo te, cos’ha in più rispetto agli altri blog letterari e in cosa potrebbe migliorare?

L’ho conosciuto proprio nella ricerca di spunti per la promozione dei miei libri e servizi. Quello che mi ha attirato, oltre alla grafica accattivante, è il fatto che tratti non solo di “letteratura” in senso stretto, e non solo di comunicazione (web, blogging, copy, etc…), ma appunto di entrambi gli aspetti di quello che per me fa parte di una stessa medaglia, la scrittura.

7) Dove è possibile contattarti?

Sono presente, come Fabulator, su Facebook (http://www.facebook.com/raccontipersonalizzati), Twitter (@ilfabulator), e il social network per creativi Cread.me (http://cread.me/fabulator), gestito da amici e che vi consiglio di visitare. Trovate comunque questi e tutti gli altri contatti sul mio sito alla pagina http://fabulator.it/contatti

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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