Tempo di Libri contro Salone del Libro: Torino batte Milano 1 a 0

milano vs torino

Quest’anno l’editoria italiana ha visto lo stagliarsi di un nuovo esperimento: si è chiamato Tempo di Libri, il teatro è stato Milano e nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe diventato un campo di battaglia… librario.

L’annuncio da parte di AIE di una nuova fiera dell’editoria in una delle principali città del nord ha fatto subito inviperire la regina incontrastata delle fiere letterarie: Torino e il suo Salone Internazionale del Libro.

Come si è svolta questa battaglia? Ma a suon di editori e lettori, ovviamente.

Tempo di Libri: flop o inizio promettente?



La prima fiera dell’editoria di Milano ha chiuso la sua cinque giorni con 60.796 visitatori della fiera e altri 12.000 c.ca visitatori delle varie iniziative del “fuori Tempo di Libri”. Per molti, un grande flop, tenendo a mente che Milano è spesso considerata capitale italiana dell’editoria, essendo sede di alcuni dei maggiori gruppi editoriali italiani.

Tuttavia gli organizzatori avevano annunciato dall’inizio di aspettarsi un’affluenza di circa 70.000-80.000 persone: obiettivo centrato dunque, inizio promettente pur con qualche intoppo e anche il sindaco di Milano Sala si dice soddisfatto.

Resta comunque da notare che, malgrado la presenza massiccia delle grandi case milanesi, c’è stata una evidente carenza di piccole case editrici, quel sostrato editoriale semi-sconosciuto che i lettori esperti, frequentatori delle fiere librarie, vanno a cercare per dare la caccia a nuovi titoli e stimoli per i loro occhi veterani: una pecca senza dubbio dovuta ai costi alti e alla presenza incombente del Salone poche settimane più tardi.

Posto giusto, momento sbagliato

Se l’idea di creare una fiera dell’editoria nella città sede dei maggiori gruppi editoriali nonché dell’AIE, era sicuramente vincente; una serie di sfortunati eventi, o meglio una pessima scelta di date, ha compromesso le possibilità di successo.

Per la fiera si è infatti scelta la settimana del 19-23 aprile, andando quindi a posizionare la fiera in un periodo di grandi ponti e vacanze, tra il weekend di pasqua e quello del 25 aprile, in una Milano quasi deserta, come non si vedeva da tempo.

Certo questa date sono state scelte per sfruttare il periodo primaverile, organizzando una serie di eventi satellite per le vie di Milano, sulla falsa riga del famoso FuoriSalone (del Mobile).

Tuttavia anche questa idea è finita in una grossa confusione di eventi casuali sulla quale la comunicazione è stata scarsa se non inesistente, difficili da reperire e rintracciare e troppo distaccati da una fiera completamente decentrata a Rho. O almeno questa è stata la sensazione dei pochi milanesi (come me) che hanno provato a partecipare.

Fiera dell’innovazione libraria

Tempo di Libri non è stato però certo solo una grande confusione. Le più grandi case editrici hanno partecipato con i loro bouquet di nomi illustri e molti argomenti sono stati trattati, con un occhio di riguardo anche alle nuove frontiere dell’editoria.

Ad esempio, la casa editrice Bignami ha proclamato il rilancio dello storico bignamino nella sua nuova versione digitale, che punta a combattere lo strapotere degli ebook nel campo del riassunto e della lettura veloce e a riprendere il suo posto nel cuore degli studenti italiani.

Mentre i consorzi bibliotecari di Milano e hinterland hanno provato a immaginare la biblioteca del futuro con tanto di piccoli robot che accompagnano il lettore al proprio titolo.

Una fiera nuova dunque, dove non è solo il libro il protagonista, ma un’editoria finalmente innovativa: tante nuove idee da organizzare meglio (e in date più intelligenti) l’anno prossimo!

E la sfida con Torino?

Per quest’anno Torino batte Milano 1 a 0.

Il grande Salone del Libro di Torino, infatti, malgrado l’assenza di alcune grandi case editrici illustri come Mondadori, Einaudi o Rizzoli ha mostrato i muscoli (come prevedibile) e fatto il record di visitatori: più di 165.000

Questo significa la definitiva sconfitta e rinuncia di Milano? Assolutamente no. Ogni editore e appassionato di letteratura ha gioito dei grandi numeri fatti dal Salone e vede, in quello stesso ampio bacino, lo spazio per una nuova fiera dell’editoria milanese, magari in autunno, magari con due momenti distinti tra eventi in città e fiera a Rho, magari meglio organizzata e con un occhio di riguardo alla piccola editoria.

Una fiera nuova per tornare a leggere e per leggere in modo nuovo: quale appassionato di libri potrebbe non gioirne?



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Copywriter per professione, scrittrice per passione, innamorata di fantasy e horror e strenua sostenitrice del self-publishing. Sono testarda e un po' megalomane. Attualmente la mia principale occupazione è convincere il mondo che il self-publishing è il futuro dell'editoria. Il resto sono hobby.

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