Stephen Edwin King: un universo racchiuso in una mente eccezionale

Stephen King

Parte con Stephen King la rubrica “L’antro oscuro”, curata dall’autrice esperta di scrittura creativa Annalisa Rizzi.

C’era una volta un bambino che era stato cresciuto unicamente dalla sua mamma, la quale, trovandosi da sola dopo l’abbandono del marito, si era rimboccata le maniche e aveva fatto mille sacrifici per non far mancare nulla a lui e al suo fratellino adottivo.

Purtroppo la salute di questo bambino era piuttosto cagionevole, e per lunghi mesi era stato costretto a letto dalla malattia. Per sconfiggere la noia, aveva cominciato a leggere alcuni classici gotici scovati in soffitta, ultima eredità di suo padre. Fu così che quelle storie segnarono la sua giovane mente, spingendolo a crearne di nuove a sua volta e contemporaneamente stimolando un’immaginazione che, col tempo, si sarebbe rivelata sconfinata.

Si tratta del protagonista di una fiaba o di un film? Nulla di tutto questo. Il bambino di questa storia è cresciuto, si è creato una famiglia e ha sfamato i suoi figli facendo i lavori più disparati (dal benzinaio allo spazzino, dall’insegnante all’inserviente in lavanderia) e continuando a scrivere durante la notte. Non ha mai smesso di inseguire i suoi sogni. Il suo nome è Stephen Edwin King.

All’ombra della Torre Nera

Il suo esordio ufficiale è con il romanzo Carrie, ma è in realtà con Shining (all’epoca pubblicato col titolo Una splendida festa di morte) che balza agli onori del pubblico. King diventa a tutti gli effetti un autore acclamato da folle che sbancano i botteghini per assistere ai film tratti dai suoi romanzi. Diventa così celebre e osannato dai più che, per scrivere storie in cui osa particolarmente, è costretto a dare vita allo pseudonimo Richard Bachman, figura che ispira il romanzo La metà oscura.

Nel 1978 si pubblica il pistolero Roland di Gilead, concepito da King quando aveva 19 anni. Lui non lo sa ancora, ma si tratta del personaggio che più condizionerà la sua vita letteraria. L’ambientazione in cui il Pistolero si muove, ossia il Tutto-Mondo, si rivelerà essere un vero e proprio universo che scorre in maniera parallela al nostro. La genialità sta nel fatto che è possibile ritrovarne le tracce nella maggior parte della sua produzione letteraria, creando una serie di collegamenti tra romanzi che apparentemente sembrano non avere nulla in comune fra di loro.

Quello che King riesce a fare è straordinario: sembra quasi che lui non sia un “semplice scrittore”, ma addirittura una sorta di medium in grado di mettersi in contatto con questo modo misterioso e decadente e di scovarne le implicazioni nella realtà, che ne viene sottilmente caratterizzata attraverso il muro invisibile che separa i mondi fra loro. La Torre Nera, che si erge nel mezzo del Mondo-Cardine, fulcro del Tutto-Mondo, sembra così dominare anche il nostro mondo, lasciando sfuggire incubi che andranno ad infettare la vita reale. Ne sanno qualcosa, ad esempio, gli abitanti di Castle Rock, cittadina immaginaria del Maine, in cui vengono ambientati diversi romanzi e racconti.




L’incidente

Nel 1999 King corre il serio rischio di non portare a termine la saga della Torre Nera, né qualsiasi altro romanzo: un’auto lo investe nei pressi della sua casa a Lowell, mettendo a repentaglio la sua vita. Ripresosi, decide di portare a termine la storia di Roland. È in quel periodo, infatti, che si rende conto di aver ritardato deliberatamente il seguito della storia. L’episodio del suo incidente viene ripreso nell’ultimo libro della saga ed assume un significato particolarmente profondo ai fini della storia stessa.

Un’inquietante curiosità riguarda l’incidente subito da King: nel 1986, ben tredici anni prima che lui ne fosse coinvolto in prima persona, scrive Misery non deve morire. Il protagonista, Paul Sheldon, è uno scrittore che incappa in un gravissimo incidente stradale. Viene soccorso da una sua fan psicopatica che lo spinge a riscrivere la fine del suo romanzo preferito, mettendogli a disposizione una vecchia macchina da scrivere che presenta le medesime caratteristiche di quella posseduta dallo stesso King in gioventù.

Stephen King non ha mai fatto mistero di avere la netta sensazione che la fine della saga della Torre Nera avrebbe messo il punto anche alla sua intera produzione letteraria. Fortunatamente così non è stato, e sta continuando a sfornare un successo dopo l’altro.

Tuttavia, così com’è naturale che sia, lo scrittore si è evoluto assieme alla sua persona: i suoi ultimi libri si discostano in larga misura da quelli pubblicati nel suo primo periodo. È forse per questo motivo che nel 2013 pubblica Doctor Sleep, seguito di Shining che ne fa riassaporare in parte echi ed ambientazioni. Cerca anche di rinnovarsi come autore dandosi al thriller, come accade con Mister Mercedes e Chi perde paga, entrambi parte di una trilogia di cui si attende con trepidazione la conclusione.

Noi, da “fedeli lettori”, staremo ad aspettare ogni singola novità.




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ABOUT THE AUTHOR

Nasce 35 anni fa a Taranto - la città che preferisce ricordare per i suoi due mari piuttosto che per l'acciaio - dove vive tutt'ora con la sua famiglia. Vincitrice di diversi concorsi letterari, ha pubblicato prevalentemente sul web e in antologie, ma ha un suo blog online.

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