Self publishing: andiamo in tour!

A volte il coraggio va preso a quattro mani.
Anzi, occorre chiudere gli occhi e dare vita allo spettacolo senza guardare chi sarà in prima fila e chi invece dietro le quinte. Così ho deciso di chiudere gli occhi e salire sul palco. L’ho fatto altre volte, in passato – su un palco vero, non virtuale – e l’emozione è sempre la stessa: immensa.
Oggi il mio palco è la rete.
Un po’ troppo grande, vero?
In realtà potrebbe essere piccolissima, se ci pensiamo bene, se pensiamo alle tantissime community in cui bazzichiamo quotidianamente e quelle che, invece, creano gli altri. Il tutto senza saperlo, senza che nessuno pensi che la lista dei nostri contatti Facebook e ciò che noi commentiamo tra un profilo e l’altro generino discussioni e dunque, piccole comunità.
Le cose, perché funzionino, vanno collaudate, fatte e (di)sfatte, anche mille volte. Le formule magiche spesso funzionano solo nelle fiabe e, anche lì, con qualche riserva. Ad Annarita non ho chiesto nulla, è arrivata lei, un po’ come le Fate Madrine o, conoscendola, direi un famiglio fidato.
È per questo che sono qui: per parlare di come ho realizzato il mio primo blog tour.

1) In tour entri in contatto diretto con I lettori (non solo I tuoi)

Se ti lanci nel self publishing devi promuoverti da solo. Per farlo devi creare una community di fedeli lettori, di persone che vogliono leggerti. Sei stato a un concerto, no? La tua band preferita sul palco e tu sotto a gridare i testi delle loro canzoni. Esaltato come ci fossi tu, lì sopra. Sudato, stanco, massacrato ma felice di ciò che ti ha lasciato la tua band del cuore alla fine di quelle due ore di musica. Ecco, il primo passo è proprio questo: farti conoscere, creare una comunità che si interessi a ciò che fai. Per questo il blog tour ti permette di raggiungere persone che non conoscevi, al di fuori delle tue cerchie ordinarie.
Il secondo passo è quello di far sapere alle persone che ti hanno dato fiducia che sono esseri speciali anzi, specialissimi.
Ricordati che le tue storie, senza lettori, restano pagine di un diario segreto.

Per la promozione puoi scegliere ciò che vuoi: giveaway, interviste, iniziative sui tuoi canali social.
Sai perché io ho scelto di realizzare un blog tour?
Perché, come in un tour musicale, mi piace l’idea di avere un contatto con chi mi legge.
È il contatto umano e quello lo perdi su una pagina Facebook in cui hai realizzato in modo meticoloso il tuo countdown o pubblicato con regolarità estratti dei tuoi scritti. Devi fare qualcosa di speciale, mi sono detta, qualcosa che ti permetta di metterti in contatto diretto con il pubblico.
Allora scendi in piazza e racconta!

2) Le tappe del cuore

Realizzare un blog tour è mettere in piedi un piano editoriale di guest post. Sono una grande lettrice ma scarsamente attiva come commentatrice. Ho troppo poco tempo, per cui spesso finisco con il ridurre la mia pausa pranzo in un’ora di lettura forsennata dei blog che seguo abitualmente, senza interazione.
Così come ho fatto a trovare 10 tappe per il mio blog tour?
Avevo evidenziato quattro blog a cui chiedere di poter essere ospitata per la promozione del mio ebook di racconti distribuito gratuitamente. Tre hanno accettato, il quarto… ha risposto al mio appello!
Infatti, nel dubbio di non riuscire a mettere in piedi un blog tour degno di questo nome e restare in panne nel cuore del deserto, ho chiesto in un gruppo Facebook se qualcuno fosse interessato a prendere parte all’iniziativa. E più di qualcuno ha risposto alla mia richiesta con entusiasmo, arrivando a farmi raggiungere quota dieci tappe.
Per me, sconosciuto numero del web, un grandissimo traguardo!

Sì, sono una sconosciuta, ma pur sempre sul web. Ho dei profili social attivi (specie su Twitter) e diversi siti web. E se tu non frequentassi gruppi e non avessi un blog? Innanzi tutto, un blog ti servirà. Oppure un sito internet con qualche informazione su di te per far sapere a tutti chi sei e cosa stai facendo. O un profilo social. Un canale – anche uno solo  – che ti permetta di mantenere un contatto diretto con i tuoi lettori. Se hai intenzione di sfruttare il self publishing ricordati che non avrai alle spalle nessuno che curerà le tue relazioni: dovrai essere tu stesso a farlo per cui, dovrai farti trovare in rete con facilità.
Come fare a impostare un blog tour in questo caso?
Non inviare comunicati stampa tutti uguali che non dicono niente né di te né della tua opera.
Cerca i blog che ritieni migliori per promuovere il tuo romanzo e invia loro una mail di presentazione. Spiega chi sei, qual è l’iniziativa in cui saranno coinvolti, cosa vorresti scrivere per loro.
Dovrai investire il tuo tempo per offrire contenuti qualitativi alle persone a cui ti proponi come guest. Ricordati che nessuno ti conosce e sarà questa prima mail a essere il tuo biglietto da visita: ti stai giocando tutto in questo momento! Questo è ciò che ho fatto io scrivendo ai proprietari dei blog per i quali volevo scrivere. Lo volevo (lo sottolineo), li ho scelti io perché li trovavo adatti per tematiche affini a quelle che tratto nella mia raccolta. Che senso avrebbe inviare loro un foglietto di carta simile a una quarta di copertina? Mi vergognerei, dico sul serio. Sarebbe come presentarsi a qualcuno mostrandogli la carta d’identità anziché stringergli la mano, sorridergli, e fargli sapere chi sei iniziando a parlare di te.
E di lui.

Per un blog tour che funzioni, infatti, non devi parlare di te. O meglio, non devi parlare solo di te, ma di ciò che sei. E se ti ritieni uno scrittore, sono certa che saprai raccontarti in mille modi differenti.
Io ho pensato a contenuti che potessero dare valore ai blog che mi hanno accolta, articoli in linea con chi mi ha concesso il suo spazio senza chiedere nulla in cambio.
È qui che entra in gioco il cuore, quanto sia pieno o quanto arido: perché dovresti parlare solo di te stesso e del tuo fighissimo romanzo? Oppure riempire il tuo blog tour di interviste tutte uguali? Il web è un moto continuo di dare-avere, una marea che avanza e si ritrae dalla riva.
Certo, nel mio blog tour ci sono anche recensioni, ma sai che c’è di bello?
Non le ho chieste io, mi è stato chiesto di poterle scrivere!

Poi, all’occorrenza, se i blog che hai coinvolto non sono pertinenti con le tue tematiche, puoi sempre chiedere una (attesissima) recensione. Se dai un’occhiata alle date del mio blog tour, ti accorgerai che i blog che trattano di scrittura e lettura sono solo quattro su dieci. Questo perché ho scelto di spaziare, di farmi conoscere su più fronti e in ambiti lontani da quelli in cui bazzico di solito.
Tutti leggono, non solo chi si occupa di scrittura creativa o di lettura.
Per questo ho cercato di diversificarmi, di mettermi nei panni di altri blogger e raccontarmi attraverso differenti strade.

3) Dai tutto te stesso

Devi metterci il massimo, oltre le tue possibilità e forze.
Il tuo blog tour deve rendere i lettori curiosi di seguirti anche nella tappa successiva. Devi riuscire a essere puntuale con le uscite, rispettare le tue promesse e farti valere con i tuoi colleghi che ti hanno ospitato. Sei il coordinatore di un team, per cui assicurati che tutto vada per il meglio: non puoi permetterti di tradire le aspettative di chi ha deciso di seguirti.

L’ultimo consiglio che voglio darti è di non avere paura di chiedere.
Se le persone che interpellerai si rifiuteranno di offrirti il loro spazio ritenta con qualcun altro, vai avanti.
Ho scoperto che il web è molto più disponibile di quanto potessi pensare o, forse, sono solo stata abbastanza brava da mettermi in discussione, piazzando sulla bilancia tutto ciò che avevo da offrire, senza risparmi.
E sai cosa penso?
Che in fondo sia proprio questo il bello del blog tour: arrivare alla fine senza voce, ma con una soddisfazione immensa.

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Più che un caso letterario, un caso clinico. Scrivo di gente che si ama (tanto), che si odia con altrettanta forza e che in genere muore (male). Quando si salva, ha grosse difficoltà con la vita.

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