Scrivere si fa brand

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brandScrivere investe tutta la nostra vita: per noi, spinti dalla passione e/o dal lavoro, è normale scorrere i tasti per creare mondi incantati. Arriva un momento, però, dove lo scrittore si confronta con quello che è il “mercato” in senso più generale. Come comportarsi?

Scrivere si fa brand quando è lo scrittore a promuoversi

Il mercato editoriale impone rigidi criteri di selezione per chi intende pubblicare e (se abbiamo preferito le vie convenzionali) più in alto saranno le case editrici a cui proporremo il nostro testo, più alcune variabili trascurate diventeranno importanti per un’eventuale selezione. Lo scrittore (che si proponga alla casa editrice o direttamente al pubblico se pubblica in self-publishing) deve prima o poi costruirsi:

– Una propria identità online. Dato che le possibilità di entrare in libreria sono sempre più risicate, una strada percorsa dai più è quella di puntare il proprio testo su Internet. Come abbiamo detto nel webinar SWTalk, non ci si promuove diffondendo a destra e a manca lo stesso contenuto. Possiamo però pensare a cosa il nostro scrivere offra di più al lettore: una storia originale diffusa con gli strumenti giusti (e con le immagini soprattutto) aiuta a costruire quella identità online (o brand) che aiuterà il lettore a riconoscerci nel mare magnum dei testi pubblicati.

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Photocredit Photopin

– Un contenuto. Le immagini aiutano, ma non possono fare nulla se non c’è un contenuto: gli scrittori su questo sono avvantaggiati. Hanno già l’idea della loro storia e possono utilizzarla per creare un’immagine evocativa. Questo non significa “regalare” o “investire” (per usare termini molto vicini al mondo del marketing) metà del libro gratuitamente,  ma sicuramente offrire un’anteprima dà un’idea (seppur molto approssimativa) del testo che andiamo a proporre.

– Un modo corretto di comunicare. Mandare un libro senza titolo o senza nome dell’autore è un atto scellerato. I rischi sono tantissimi e il minore è che si viene scartati senza appello. Il minimo che si richiede a un autore è di saper raccontare il proprio libro seguendo quelli che sono gli standard. Iniziamo scoprendo quelle che sono le regole di base (non si fanno e-mail chilometriche, non si inviano foto se non espressamente richiesto, si cura la grammatica del corpo della e-mail, ecc.) e poi troveremo il nostro “suono” tutto speciale.

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Photocredit: Your Smart Agency

Una fonte. Sì, anche a noi serve una fonte (ovviamente non per scopiazzare). Per questo, molto presto faremo un’intervista doppia con Francesca Borghi di Your Smart Agency su YouTube. In generale, le fonti migliori sono quelle legate al mondo del web: sono fonti chiare e semplici da seguire, ma lasciano spazio alla creatività tipica del nostro scrivere.

Tu come ti promuovi?

Di ricette e metodi per promuoversi ne esistono all’infinito. Tu come passi dallo scrivere al brand?

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

2 comments on “Scrivere si fa brand”

  1. Francesca Borghi

    Ciao Annarita,
    è un onore essere citata nel tuo splendido post di oggi!
    Il branding è fondamentale per qualsiasi tipo di attività e anche per gli scrittori.
    L’immagine vincente aiuterà a catturare l’attenzione dei lettori e poi ovvio grazie alle parole lo conquisterai. In questo modo però il primo step di incoraggiamento lo hai già portato a casa 🙂
    E’ un po’ come quando ci prepariamo per un appuntamento, per una serata, curiamo la nostra immagine nei minimi dettagli, sappiamo che ci guarderanno e che in qualche modo attireremo o meno l’attenzione.
    Anche per i brand è la stessa cosa: il brand si farà vedere e dovrà avere l’outfit perfetto.
    A prestissimo per la nostra intervista, sono già emozionata ora!
    Ancora grazie di cuore

    • AnnaritaFaggioni
      AnnaritaFaggioni

      Io sono sempre per la via di mezzo. Per molto tempo, noi scrittori abbiamo visto il mercato come un nemico, però non possiamo negare che i lati positivi ci sono stati: per esempio, il self-publishing. L’unica cosa è che dobbiamo stare attenti a due pericoli: mercificazione e omologazione, combattendoli con creatività e originalità. Ciao Francesca e grazie per il tuo impegno con noi 🙂

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