Scrivere per solidarietà: intervista a Luca Trovato di Gente che Scrive

scrivere per solidarietà

Dopo aver spiegato il progetto Gente che Scrive, abbiamo deciso di intervistare l’ideatore delle iniziative collegate e ai concorsi per scrivere per solidarietà, contribuendo con la propria penna a raccolte fondi per i bambini negli ospedali. Ecco a voi le parole di Luca Trovato.

Come nasce Gente che Scrive e le iniziative online

1) Come nasce Gente che Scrive?

scrivere per solidarietàCome mi piace scrivere nel prologo di ogni pubblicazione, in stile favola:

C’era una volta un gruppo di scrittori che non si conoscevano e venivano da realtà diverse… si incontrarono e nacquero un sacco di idee e progetti.

Un concorso bandito dalla rivista «Gente» in collaborazione con «Nivea» fu galeotto all’incontro, sul social network Facebook, di molti autori. Ad inizio novembre 2011, delusi per l’andamento del concorso, Maria Rosaria Spirito propose una raccolta e io formai il gruppo.

Partimmo con «Gente che scrive a…Natale» e proposi la fondazione ospedale pediatrico Meyer come beneficiario dei nostri proventi perché, questo fu messo in chiaro da subito, avremmo scritto solo ed unicamente per beneficenza.

Ti dico solo che al ritorno dalla consegna di quanto raccolto con la vendita online unitamente ad altre due scrittrici (Valentina e Francesca) ci venne in mente di effettuare raccolte con cadenza sistematica.

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L’inizio del titolo avrebbe richiamato il gruppo con la denominazione «Gente che scrive» per poi metterci «a», «su», «per»…. insomma, ridendo e scherzando sono nati molti libri: San Valentino, per la festa della mamma, sotto l’ombrellone,  poesie, sui carabinieri (io sono un appartenente perciò ci tenevo), mitologia, western… Insomma siamo partiti con venti membri del gruppo e siamo arrivati a più di 700 con una politica che non condividono tutti: «decidono i lettori perciò pubblichiamo tutti quanti». Purtroppo, seppur siamo così tanti, chi partecipa ai racconti rimane sempre una minima parte…

2) Quante realtà siete riusciti a coinvolgere negli ultimi anni?

Fare beneficenza sembra facile ma sinceramente non lo è. Oltre alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer abbiamo aiutato l’associazione «Salvamamme» di Roma e la Onlus «My name is Help».

Con questa ultima Onlus abbiamo formato un’agenda per l’anno 2014, dove abbiamo inserito racconti brevi e brevissimi, nonché poesie anche perché nel gruppo ci sono molti autori di questo ramo letterario. Ma ho contattato «UNICEF» o altri ospedali pediatrici italiani ma probabilmente non si fidano anche se noi richiediamo loro solo ed unicamente l’autorizzazione ad usare il logo con la promessa di versare ogni utile acquisito. Ho provato anche a chiedere se volevano il file di stampa in modo tale che potevano stampare loro.

Perciò il metodo «fai-da-te» rimane quello più usato stampando su piattaforme di editori online e versando gli utili. Altro metodo, poco usato per verità, è quello privato: ogni autore prende qualche copia e la vende tra conoscenti-amici magari usando canali come scuola o chiesa.

3) Quanti autori partecipano ogni anno?

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Il gruppo ha uno zoccolo duro di autori con i quali ormai è nata un’amicizia. Siamo riusciti ad organizzare anche un concorso che molti ritengono molto simpatico: «Gente che scrive in 300 parole» giunto ormai alla quarta edizione (anni 2012-13-14-15) e cioè pari agli anni di vita del gruppo stesso.

Il concorso mette alla prova gli autori più audaci e spiritosi anche perché bisogna inventarsi un racconto di 300 parole (vi assicuro che sono poche) usando un personaggio e un ambiente che viene estratto a sorte. A volte ci sono abbinamenti possibili, ma molte volte sono impossibili. La fantasia di chi scrive non finisce mai di sorprendere i giudici (che sono membri del gruppo che si sobbarcano questo onere).

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Perciò come rispondere alla tua domanda? Diciamo che il gruppo è un porto di mare dove attraccano molte idee, ma anche qualche «pirata» (che viene bannato ed eliminato dal sottoscritto che cerca di vigilare attentamente). Potrei raccontartene di tutti i colori di cose successe in questi anni… Ti dico solo che alcuni sono andati via perché si ritenevano migliori di altri e non sposavano la mia filosofia che non rinnego: pubblico tutti.

Se un giorno arriveranno 700 racconti pari agli autori presenti nel gruppo? Beh…faremo più raccolte. Ci tengo a dirti che molti autori sono vincitori di concorsi e che comunque tutti pubblicano anche i loro lavori che poi pubblicizzano nel gruppo.

Altresì giova sottolineare che il gruppo è segreto e all’interno ci scambiano idee su tutto quanto tranne per tre argomenti tabù che nel passato hanno causato incomprensioni: politica, calcio e sesso. Ovviamente non vale per i racconti pubblicati…

scrivere per solidarietà4) Quante attività promuovete all’anno?

Sinceramente non posso dirti l’esatto numero se non per il concorso (a proposito a Settembre parte la quinta edizione del concorso che vi ho detto prima).

Posso risponderti dicendo che pubblichiamo raccolte ogni volta che abbiamo voglia di farlo?

Tipo adesso abbiamo deciso per la raccolta «Gente che scrive sul mare» voluta da un nostro membro. Le prossime? Chissà… qualcuno propone e vediamo se piace la proposta. Poi diamo i «paletti» per i racconti che devono pervenire e… si iniziano le danze.

5) Organizzate tutta la vostra attività in self-publishing. Ti va di dare qualche consiglio a chi usa/vuole usare queste piattaforme?

Appena mi affacciai sul mondo dell’editoria rimasi abbastanza sconvolto. Il mio primo libro lo mandai a molti editori famosi (qualcuno pubblicizzava in TV invitando a mandare manoscritti inediti) e tutti risposero nel medesimo modo: ci piace, puoi pubblicare…

Ti facciamo noi l’editor e stampiamo 500 copie… ma devi firmare il contratto e pagare un anticipo (che variava dai 3000 ai 7000 euro) che ti renderemo appena venderai centinaia di copie… Ti promettevano pubblicità gratis (ma guardando bene notavi che usavano radio e canali sconosciuti) nonché la presenza alle fiere (un libro «buttato» in mezzo a tanti…).

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Insomma il mito della Rowling non esisteva in Italia. Allora cominciai a cercare un modo per stampare il mio libro perché mi sarebbe piaciuto farlo leggere e cercai sul self-publishing. Sinceramente costa caro questo servizio e non sei controllato come fosse un editore «serio» ma puoi levarti la soddisfazione di pubblicare online.

Il metodo più economico rimane quello della tipografia di zona ma devi fare tutto da te. Formi il file per il libro e lo consegni per stampare. Un libro di un centinaio di pagine lo paghi poco più di 3 euro … quello da 150 pagine 4 euro. Non esiste la spedizione e se consegni a mano (cioè nella tua città) non hai nessuna spesa.

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Per cui il consiglio? Dipende dall’uso che dovete farci. Regalo o vendita per lucro? Informatevi molto bene leggendo tutte le clausole e se stampate da voi controllate bene i file prima di darli all’editore online e fatevi arrivare la copia di controllo prima di stampare un centinaio di copie.

Ovviamente più copie stampate e meno spenderete.

Non dico che editore online uso io perché non voglio influenzare nessuno…

6) Dove vi troviamo?

Il gruppo è aperto a tutti. basta chiedere l’amicizia su facebook «Gente che scrive per…». Io controllerò e vi ammetterò. Ci fanno comodo autori attivi, ma anche lettori instancabili che possono giudicare i nostri lavori prima di presentarli al pubblico.

Cerchiamo anche critiche… molte critiche… purchè siano costruttive.

I concorsi invece li trovate pubblicati sui siti letterari noti.

Consiglio di Annarita: l’ultimo libro di Gente che Scrive lo trovate online. Con il libro, contribuirete a sostenere il reparto pediatrico del Meyer di Firenze.

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Il Gentile Staff

Il Gentile Staff si occupa dei concorsi letterari gratuiti all'interno del magazine.

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