Scrivere e-mail emozionanti: ora ci pensa un’app

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Una ricercatrice americana ha creato una nuova estensione per Gmail che modifica le e-mail di lavoro, rendendole più “emozionanti” e “coinvolgenti”. L’applicazione è gratuita ed è stata pensata per dare un tono meno formale e convenzionale alle e-mail di lavoro. Nella stessa direzione starebbe andando anche Facebook, con strumenti che consentirebbero il riconoscimenton facciale mediante Oculus Rift e app ad hoc.

Come funziona la nuova applicazione

Per usare l’app (free) serve solo un account Gmail e Chrome. A questo punto, basta scrivere il messaggio da inviare e, prima dell’invio, cliccare sul bottone dell’app presente tra le estensioni del browser. In un click, l’app crea e-mail “emozionanti” e a effetto, capaci di migliorare i rapporti tra colleghi e clienti (almeno nelle intenzioni).

I segnali per rendere più “coinvolgente” le e-mail sono:

  • Punti esclamativi ripetuti (!!!);
  • Emoticon;
  • Espressioni cambiate: “Ci vedremo la prossima settimana per definire i dettagli” diventerà un “Ehi, ci vediamo la prossima settimana!!!”, ecc.

L’app di Joenne McNeil si chiama “Emotional Labor” e nasce in risposta a un’applicazione comparsa lo scorso anno. L’app in questione si chiamava Romantimatic e “creava da sé” frasi d’amore palesemente senza senso. Anche l’app della McNeil nasce come forma di satira verso le frasi preconfezionate che arrivano da ogni dove, soprattutto nell’ambito professionale.

Servizio di RepTV

Emoticon e riconoscimento facciale: la sfida è per chi scrive

Il modo di rappresentare le emozioni è certamente cambiato con i social network. L’uso degli emoji è ormai consolidato e questo non rappresenta sempre un male. Lo stesso dicasi del “raccontare visivamente per emozionare”, cioè del visual storytelling e di tutte quelle forme che puntano a suscitare un’emozione nel pubblico.

Se applicazioni e software tendono sempre di più ad avvicinare le persone (come nelle sperimentazioni, che consentiranno, mediante riconoscimento facciale, di capire l’emozione di una persona nel comunicare un messaggio), compito di chi scrive non è per forza dare in pasto un’emozione più o meno superficiale (ne siamo bombardati). Semmai, forse sarebbe ora di essere più sinceri e di affrontare la sfida dando alle emozioni un messaggio di speranza e fiducia.

Insomma, emozioni non maschere, per storie e non per branding. Una sfida per chi scrive, sia in ambito professionale, sia per racconti/poesie/romanzi. Per imparare a emozionare, spesso si utilizza il numero delle battute: in tantissimi concorsi si punta a un numero sempre più risicato di battute, per esprimere però, un’escalation di emozioni che colpisca al cuore di più persone possibili. La sfida è lanciata, ma nessuna tecnologia potrà sostituire il battito dell’anima umana.

Buona scrittura!

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