A Game of Books – Magia e religione

ideali scrittore

Ci avviciniamo sempre più alla capitale, e mentre attraversiamo le terre dei sette regni (e dei sette regni editoriali), sarebbe opportuno intrattenersi su un altro degli aspetti che connotano la vita a Westeros e dintorni: la magia e la religione.
Partiamo da questo secondo elemento. In tutto il continente è Il Culto dei Sette Dei la religione più diffusa, anche conosciuta come quella dei Nuovi Dei per distinguerla da quella degli Antichi Dei, divinità venerate dai primi uomini, il cui culto è sopravvissuto solo al Nord ed in poche aree remote.
Sette è il numero sacro, sette le divinità, sette gli inferi e sette i regni celesti. Le figure sacre venerate dagli abitanti dei sette regni sono:

Il Padre (Father) rappresenta il giudizio ed è pregato per la giustizia. Decide la lunghezza delle vite mortali ed è rappresentato con la barba.
La Madre (Mother) rappresenta la maternità ed è pregata per la fertilità o la compassione. Incarna il concetto di misericordia ed è rappresentata con un sorriso amorevole.
Il Guerriero (Warrior) rappresenta la guerra e viene pregato prima delle battaglie per il coraggio e per la vittoria. Porta una spada.
La Vergine (Maiden) rappresenta l’innocenza e la castità, ed è pregata per donare e proteggere le virtù di una fanciulla.
Il Fabbro (Smith) rappresenta l’artigianato e il lavoro, e viene pregato per richiedere la forza necessaria per un duro lavoro. Porta con sé un martello.
La Vecchia (Crone) rappresenta la saggezza, porta una lanterna d’oro vivido ed è pregata per trovare la giusta via.
Lo Straniero (Stranger) rappresenta la morte e l’ignoto. Pregato raramente e di solito da emarginati.

Rappresentazione dei sette dei, realizzata da un non credente per ingannare l’attesa mentre l’amico li pregava tutti, uno per uno.

Ideali d’autore

Anche al regno letterario possiamo attribuire i suoi sette dei. Abbiamo così:

La penna (Feather) rappresenta il giudizio ed è pregata per la grammatica. Controlla che il testo sia ineccepibile ed è rappresentata con la penna rossa.
L’inchiostro (Ink) rappresenta la vita del testo ed è pregato per l’ispirazione. Incarna il concetto di flusso di coscienza ed è rappresentato con un’onda di parole.
Lo scrittore (Writer) rappresenta la scrittura e viene pregato prima delle battaglie per la volontà ed il completamento dell’opera. Porta una stilografica.


Il foglio (Blank page) rappresenta il candore dell’inizio dei lavori, ed è pregato per proteggere le virtù del testo che vi si andrà a scrivere.
La mano (Hand) rappresenta il mezzo tramite il quale si compie il lavoro, e viene pregata per richiedere la forza necessaria a svolgerlo. Non porta con sé orologio, perché è nemico delle scadenze che imbrigliano l’ispirazione.
La bibliotecaria (Librarian) rappresenta la saggezza, porta un libro con la copertina d’oro vivido ed è pregata per trovare le giuste parole nell’esperienza degli antichi testi.
Il lettore (Reader) rappresenta la fine e l’ignoto. Pregato raramente e di solito a pubblicazione avvenuta.

Ogni abitante del regno letterario sa che sono loro le divinità a cui bisogna rivolgersi nei momenti in cui il corpo cede allo sconforto delle difficoltà e l’unica via di salvezza e riscatto è affidata allo spirito. Ognuno di loro, rappresenta un aspetto fondamentale della vita dello scrittore, e quindi del pretendente al trono di libri. Un giorno potremo parlarne più in dettaglio (magari in uno spin-off di questa “serie”), ma adesso dobbiamo affrontare l’altro aspetto indicato in principio di questa puntata, e lo faremo attraverso l’analisi di un altro culto, che per il momento ha pochi seguaci ma si sta diffondendo in tutto il continente.

Ve la ricordate? Ma certo, come potreste averla dimenticata? Sono sicuro che il vostro cuore arde d’amore per lei.
Mmm…arde? Forse non è il verbo più indicato…

Il moto d’anima dell’ispirazione

Si tratta del culto di R’hllor, detto anche “il signore della luce”, di cui Melisandre (ricordate? Ho già parlato di lei qui) è la sacerdotessa.

Questa religione si basa su una visione dualista del mondo, conteso tra due divinità: R’hillor, il bene, signore della luce e della vita, e la sua antitesi, Colui il cui nome non dev’essere pronunciato, il signore del buio, il male, la morte, le tenebre. Gli adepti di questa nuova religione, nei sette regni di carta e china, invece, vedono contrapporsi da un lato il Libro, il bene, signore della passione e della cultura e dall’altro un’ombra senza nome, che con l’oblio e l’ignoranza avvolge tutto e inaridisce la conoscenza.

Le leggende sul culto e sulla sempiterna battaglia tra le due divinità sono costellate di avvenimenti legati a stretto giro con la magia (come possono ben ricordare i fan de Il trono di spade), che nel nostro caso invece può essere rappresentata (ed è quindi questa l’essenza che possiamo dare al dio Libro) dall’ispirazione, i cui modi di operare, attraverso le azioni degli uomini, sono agli stessi sconosciuti ed incomprensibili, ma propedeutici ed agognati da coloro i quali si avventurano nel cammino di luce che porta infine a stringere tra le mani il segno della propria fede, ovvero il Libro, il proprio libro.

Appuntamento dopo la pausa estiva per l’ottava puntata. Ci avviciniamo alla conclusione della stagione (e chi ha visto la serie televisiva sa bene cosa questo significhi…). Quali sorprese avrò in serbo per voi?

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Vice direttore de Il Piacere di Scrivere, fa dell'ironia e del sarcasmo un'arma letale.

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