A Game Of Books – Approdo dello Scrittore

scrittore

Siamo infine giunti alla nostra meta. Dopo un lungo peregrinare per le inospitali lande dei sette regni (ora capite perché è durata tanto la pausa estiva? =P), un tempo floride e rigogliose, ora devastate dalle lotte per il potere, ci ritroviamo alle porte della città-capitale, Approdo del Re, che nel nostro caso possiamo chiamare Approdo dello Scrittore. Tutto ciò che ha una qualche rilevanza ai fini della realizzazione personale passa inevitabilmente da queste strade.

Caotica e piena di vita, la città si presenta come il crocevia di tutti i traffici, siano essi subdoli e tenuti nascosti, o compiuti alla luce del sole. Il mercato dei libri si configura allo stesso modo. In un gioco infinito tra domanda e offerta, il povero scrittore che mette piede nella realtà mercantile è un po’ come un bambino in un negozio di giocattoli: è affascinato da tutto ciò che lo circonda, ma presto scoprirà che dovrà fare scelte oculate perché non tutto è così bello come sembra, alcune cose non saranno adatte a lui ed altre si riveleranno una cocente delusione.

Ti fidi di me? No? E fai bene (forse)

Che tu lo conosca o meno, ti fideresti di uno così? Io no! U_U

Gli appassionati di Game of Thrones sanno che nella capitale c’è più cospirazione che in una frase di Adam Kadmon, e del resto anche quando ci si vuole far pubblicare le fregature sono sempre dietro l’angolo (ed è per questo che c’è chi preferisce far da sé). Ma allora come si fa? Lanci in aria una monetina e scegli? Segui l’istinto? Chiedi al primo che passa? Niente di tutto questo. La soluzione è tanto semplice quanto ovvia: ti guardi bene intorno.

Partire dal basso

– Quanto manca alla cima? – Zitto e sali!

Quando si ignora qualcosa, ci si documenta, e se non lo si può fare tramite testi scritti non si può fare altro che affidarsi all’antica tradizione della trasmissione orale del sapere. Allora quel mercato, che inizialmente era visto come un temibile mostro da cui guardarsi bene, si rivela essere anche custode della sua stessa chiave di lettura. Diventa così fondamentale l’esperienza che altri hanno fatto con questa o quella piattaforma online, i parere che senti sulle varie case editrici, piccole o grandi che siano, e sulle loro iniziative editoriali, che troppo spesso si rilevano essere solo specchietti per le allodole.

E proprio per rimanere in tema di volatili, è meglio fare attenzione alle persone con cui si parla, altrimenti faremo la figura degli allocchi.

—> Cerca tra i forum di settore e i gruppi di Facebook, oppure digita il nome e cognome di chi ti contatta nella barra di ricerca di Google: i malandrini più noti sono già schedati online.

Le siepi non hanno occhi, ma orecchi.

E di questo qui? Come fai a fidarti di questo qui? Ma nemmeno se fosse mio padre mi fiderei di uno come lui!

Avete presente la circospezione con cui si procede per un sentiero sconosciuto? Ecco, allo stesso modo bisogna avanzare per le strade di Approdo dello Scrittore. Come recita un vecchio adagio “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, quindi siate sempre gentili con tutti, domandate quando non sapete qualcosa, rispondete con garbo… Ma con i dovuti limiti!

Del resto non potete mai sapere chi siede dall’altro lato dello schermo, quali intenzioni ha e l’uso che potrebbe fare dei dati di cui entrerà in possesso. Vi fidereste a consegnare in mano ad un estraneo l’unica copia del vostro sudato manoscritto, che avete difeso con le unghie e con i denti per tutti i Sette Regni? Certo che no. E allora con lo stesso spirito dovete porvi nei confronti dei vostri interlocutori cibernetici. Ti segnalo qualche strumento utile per ergere le tue difese.

A vederla così sembrerebbe che il web sia un posto oscuro e pieno di terrori, per dirla alla Melisandre (non potete averla dimenticata, ne abbiamo parlato nell’ultima puntata), ma come scopriremo continuando la nostra ascesa alla sala del trono, non c’è bisogno di essere così diffidenti. Appuntamento quindi alla prossima settimana con il penultimo episodio (mentre qui si preparano grandi cose per il nostro personalissimo finale di stagione!).

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Vice direttore de Il Piacere di Scrivere, fa dell'ironia e del sarcasmo un'arma letale.

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