Recensione a “Il tacito turno delle mie cose…” di Giuseppe Lasala

copertina giuseppe lasala il tacito turno delle mie cose...

copertina giuseppe lasala il tacito turno delle mie cose...“Il tacito turno delle mie cose…” è una raccolta poetica molto particolare: un percorso intimistico del poeta, che si affaccia a quello che accade con un punto di vista tagliente e a tratti lacerante.

Grafica 6

Ribadisco sempre che la grafica non dipende dall’autore. In questo caso, l’idea non era sbagliata, ma si poteva fare una cosetta di più: i petali abbandonati all’esteriorità (e della superficialità) per immergersi nelle sue riflessioni può starci, ma manca quell’attrito radente che io (lettore) trovo fin dalla seconda lirica e che, quindi, andava in qualche modo trasposto in forma visiva. Ripeto, non ho le conoscenze tecniche per dire che serviva questa più che quella tecnica specifica, ma quello del poeta nelle liriche non è un “abbandono”, semmai una riscoperta.

Lingua 7

Diverse le influenze, anche di autori scolastici, sia nell’utilizzo delle figure retoriche sia nello stile. Nella lingua, sovente si trova la rima baciata, utilizzata in maniera ben lontana dalla dolcissima rima che siamo abituati a leggere. Le assonanze rendono ancora più evidente un labor limae che sicuramente c’è stato per evidenziare ancora di più i contrasti. Nelle condizioni più disperate dell’Uomo, la poesia riesce meglio a ribellarsi.

 

Angeli ombrati di fango vendono
I loro corpi sulla strada di Gerusalemme
A vecchi viandanti stanchi della sera.
A stento trattengono lacrime di vergogna
Nel nome di un Dio che tace al loro richiamo
Accanestrano i capelli per sembrare più belle
Finché non si spenga il fuoco del cuore
Come luci di stelle. (…) [da “Angeli”]

 

Stile 7 e 1/2

Molte, molte influenze: si sentono sulla pelle. Le liriche finali ricordano Penna (con tanto di eufemismi), mentre quelle che si riferiscono al poeta nella parte centrale del libro mostrano un “Solo et pensoso” sulla lontanissima e vaghissima scia di Petrarca. In queste liriche, ci saremmo aspettati certamente più fantasia, forse un leggero coraggio in più.

giuseppe la sala il tacito turno delle mie cose...
photo credit: Photography by Tiwago

Tantissime le immagini che provengono dal quotidiano, ovvero modi di dire che si trovano facilmente: una donna è sempre sicura, le stelle hanno sempre delle luci, il tempo è sempre impietoso e il poeta classico è sempre di cielo. Capita a tutti nella prima raccolta di liriche e questo non pregiudica un testo che secondo me ha delle vere e proprie perle, come “Mare”, “Angeli”, “Regina” e “Piccolo sole” solo per citare alcuni titoli.

 

Giudizio dei lettori 5

Non ho trovato nessuna traccia di un blogtour, ma semplicemente l’inserimento del testo in tutte le librerie online. Ora, va benissimo essere su Google Books e su tutti i circuiti online, ma se io cerco il titolo del libro e trovo solo la descrizione della casa editrice e non una mezza idea di un lettore come me… Tra migliaia di libri, certamente il testo non ha quella risonanza che dovrebbe avere.

Avete già letto il testo di Giuseppe Lasala? Cosa ne pensate? Potete trovarlo in tutte le librerie online (link non sponsorizzato)

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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