Presentazioni di libri: ma servono ancora?

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All’inizio di questo Maggio dei Libri 2016, la casa editrice Zandegù ha dichiarato di non voler più proporre presentazioni di libri. Ecco perché.

Secondo la casa editrice, che ha comunque dichiarato che verrà incontro ai propri autori che vorranno comunque presentare il proprio libro in librerie e altre sedi, la spesa non vale l’impresa per diversi motivi.

  1. Verrebbe chi già conosce l’autore e lo strumento non sarebbe più un modo per attirare nuovi lettori.
  2. Le presenze sono altalenanti, anche quando si va in una città fuori portata, con relativi costi aggiuntivi.
  3. Le vendite non sono mai elevatissime e il ritorno pubblicitario non è da meno.

Per approfondire le ragioni della casa editrice, ti ho lasciato in alto l’articolo. A prescindere dal caso della singola realtà editoriale, i metodi di vendita e diffusione del libro offline sono i “banchetti” alle fiere e le presentazioni in libreria (o dove vuole l’autore).

Alcune volte, nelle presentazioni di libri, pur di attirare un po’ di persone si prevede anche un piccolo aperitivo (altre volte un pranzo, sempre per volontà dell’autore), il che trasforma la presentazione del libro stesso in una specie di puntata banale su RealTime.

Comunque, a parte i casi clinici (prima negli autori, poi nei lettori), vale la pena vedere quali sono gli strumenti che funzionano e quelli che non funzionano e questo dipende da persona a persona. Ci sono autori ed editori che si trovano bene a creare una vetrina dedicata alla propria realtà alle fiere e chi riesce (bontà sua) ad attirare persone alle presentazioni.

I costi, però, sono una nota dolente per tutti, editori e self e le alternative ci sono. Per attirare nuovi lettori, ci sono iniziative dedicate, che consentono di “sfruttare” una community ben consolidata. Un esempio è quanto avviene da anni con Il Mio Esordio, che consente agli autori che partecipano di iniziare a leggere il testo degli altri partecipanti.

Oppure, c’è la possibilità di inserire gratuitamente il proprio libro su Amazon, in occasione di ricorrenze particolari, magari legati alla lettura in genere, oppure a una caratteristica del proprio libro (che può essere il genere, il tema, l’ambientazione, ecc.).

Ovviamente, siamo nel mondo di YouTube e di Twitch, quindi non è che un canale dedicato faccia male, così come un rapporto costante con i lettori attraverso piattaforme come WattPad e Goodreads. Questo significa che è necessario rinunciare alle presentazioni dei libri e al mondo offline? Assolutamente no.

Significa che si sta investendo diversamente qualcosa di più prezioso delle migliaia di Euro che comunque si buttano in presentazioni: il tempo. Chi non può permettersi il giro d’Italia, deve poter pensare alle alternative possibili e non fossilizzarsi sui vecchi schemi, altrimenti si invecchia prima.

Quanto è avvenuto alla casa editrice Zandegù è un segno dei tempi, bene o male, dobbiamo prenderne atto e, se viviamo in un mondo digitale, significa anche che c’è un “Quid” che è solo nostro (chi scriveva prima di noi di certo non aveva questa opportunità). Non sfruttarlo sarebbe un vero peccato.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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