Presentazione I Giardini Incantati di Stefano Labbia

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In una cornice particolare come quella della libreria Metropolis di Roma, situata in una traversa di via Tiburtina, si è svolta la presentazione de I Giardini Incantati, raccolta di poesie di Stefano Labbia.

Per tutti gli amanti della lettura, del cinema e della cultura in generale, la libreria rappresenta un luogo caratteristico, che ha permesso agli ospiti presenti giovedì 20 aprile di potersi immergere in una sorta di circolo letterario dove poter essere a contatto con l’autore e assaporare più direttamente il suo stile e la sua poetica.

L’iniziativa avviene dopo il grande successo del precedente evento del 5 Aprile, dove Labbia ha presentato per la prima volta la terza raccolta di poesie in casa Tlon.



A introdurre è stata la poetessa Silvia Carone Fabiani, nel ruolo di guida nel toccare le tappe che hanno portato alla seconda raccolta pubblicata da Talos Edizioni. Classe 1984, Stefano Labbia è di origine italo brasiliana e si presenta come un autore poliedrico appassionato da sempre al mondo della scrittura: scrittore e sceneggiatore, nel 2016 pubblica la sua prima raccolta di poesie intitolata Gli Orari del Cuore, che presenta più un percorso verso la maturità raggiunta in questa seconda raccolta.

Durante la serata ha avuto modo di raccontarsi e di parlare della propria poesia, vista come una trasposizione della realtà su carta e come espressione di verità e umanità: aspetti colti anche dalle recensioni entusiaste che gli sono state lasciate, che parlano di una raccolta con frammenti di vita di un’anima comune a sottolineare l’intimismo e la semplicità in una prosa molto asciutta.

Per l’autore, la poesia è un modo per comunicare con l’inconscio, per approfondire e affrontare dei lati nascosti, sfruttando un linguaggio più sintetico che non ha il romanzo. Un poeta della verità e dello specchio dell’anima, del desiderio di non far morire la poesia attraverso cui ha conosciuto tante realtà. Ognuno -dice Labbia- interpreta la poesia e la scrive come sente. Fare poesia è una sorta di autoanalisi perché migrazione dalla mente e ad imprimere un punto di vista sulla carta.

Parole che portano dietro di sé una profonda riflessione, sul ruolo della poesia nella nostra epoca e nel nostro mondo, come sottolinea anche Silvia Carone Fabiani, dove la comunicazione veloce e una sorta di pigrizia portano ad un impoverimento della lingua e dello stile. Non solo, altro problema che viene portato al pubblico è come tanti hanno il desiderio di scrivere di poesia ma pochi di leggerla, nel desiderio di non essere influenzati dagli altri. Non è comunque il caso di Labbia che porta come autori preferiti Neruda, Alda Merini e lo stesso Maffia.
Altra riflessione importante e doverosa, è stata la realizzazione di un libro e cosa significhi scriverne uno: l’autore ha spiegato che è un “modo per condividere le proprie emozioni con gli altri, scrivere è la maniera di parlare senza essere interrotti –ha citato Labbia– le emozioni lasciano un segno su carta e vengono condivise con gli altri, condividere anche le tappe dell’essere umano che viviamo tutti ma in maniere diverse”.

Ma perché Giardini Incantati? L’autore ha poi spiegato il senso del titolo: i giardini rappresentano una metafora potente, il luogo interiore che ognuno ha e dove sono racchiuse tutte le esperienze, positive e negative “quando ci facciamo le domande, i perché sono lì. E’ come un’isola dove possiamo camminare liberamente, ripercorrere il nostro vissuto e trovare le risposte alle nostre domande”. Incantati, invece, per richiamare un luogo che non è reale ma immaginario.

La serata è poi proseguita con la lettura di alcune poesie, per far assaporare direttamente al pubblico la poetica di Labbia, che si presenta priva di rime in uno stile comunque piacevole da ascoltare e seguire, nelle emozioni che vengono trasmette nei versi.
A chiudere l’incontro sempre la Carone Fabiani ha voluto lasciare una speranza di non perdere le riflessioni citate e approfondite nel corso della serata, “ciò che è stato detto possa diventare una sorta di manifesto di tutti coloro che hanno cercato di vivere un sogno cercando di realizzarlo” e soprattutto di provare a “invertire la rotta dato che molti scrittori e poeti si vergognano di aver dedicato la loro vita alla meditazione, alla scoperta di idee e sviluppato la creatività”.

E speriamo davvero che nessuno si vergogni di giocare con i versi e lo stile poetico che pochi -ancora- apprezzano e conoscono.

 

NB. Gli autori che vogliano segnalare le proprie presentazioni possono mandare foto e comunicato stampa post evento all’indirizzo ufficiostampa@ilpiacerediscrivere.it



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Alessandra Morgagni

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