Autore? Hai in mano un Death Note!

scrivere un personaggio

scrivere unpersonaggioI personaggi sono l’anima di un romanzo, ma è anche vero che è l’autore a dettare vita e morte di un personaggio. Ecco un post ispiratomi dalla recente recensione a Death Note, per chi non conoscesse l’anime.

Il quaderno nero dell’autore

Tu, autore, hai in mano un Death Note, anche se magari ha la copertina colorata. Il tuo Death Note è più potente di quello di Light Yagami, perché non si può scrivere solo la morte di un personaggio, ma tutta la sua storia, dall’inizio alla fine.

Il quaderno di un autore non ha alcun limite e nessuna regola da seguire: l’unica condizione è creare personaggi che siano credibili. Come si fa?

scrivere un personaggio

Credibile non vuol dire realistico

Nel mondo anime e manga, più è strano un personaggio, meglio è. Non è la gara a chi fa più fenomeni da baraccone, ma è un modo per rendere riconoscibile quel personaggio. Allora si parte con le acconciature più strane, si cercano pupille di colore diverso per gli occhi, dargli qualche tic o un difetto particolarmente evidente (non per forza fisico).

Anche la caratteristica non deve essere per forza realistica: un personaggio buono fino all’idiozia si riconosce per l’idiozia, ma è difficile che uno arrivi realmente ad arrivare a certi punti (almeno si spera). Ti lascio un personaggio di Death Note per spiegarti questa cosetta chiamata “caratterizzazione”: se dopo cercherai chi è, gli autori avranno fatto un buon lavoro!

scrivere un personaggio

Un percorso di crescita

I personaggi che riescono meglio sono quelli che soffrono o che, in qualche modo, si trovano in una situazione inaspettata, alla quale devono reagire subito in base alla caratterizzazione di cui sopra. Un evento improvviso causa ferite che ti costringono a crescere: uno dei pochi punti tra il reale e la fantasia. Nel secondo caso, però, è più probabile che il lettore si affezioni e che la situazione improvvisa sia la base per la tua narrazione.

Show don’t tell sempre e comunque

La tua penna non deve dire che questo o quel personaggio è buono/cattivo, brutto/bello, ecc. (a meno che tu non sia Kikuchi e quindi tu voglia usare “il bellissimo D” alla “Achille il piè veloce”), ma deve dimostrarlo, cioè devi creare quel percorso mentale che costringerà il lettore a dire: “Quant’è bravo questo tizio!”.

Frasi fatte e stereotipi via: sfuggi alla peste

Razzismo e ipocrita moralismo degli anni ’30 sono (fortunatamente, ops avverbio) un ricordo lontano. Sfuggi da ogni stereotipo come i personaggi del Decameron sfuggirono alla peste e tenta (se puoi) di narrare in quel modo.

Pronto a sfoderare la penna?

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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