Perché i blog non moriranno mai

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È una moda ricorrente nel web: i blog stanno morendo. Eppure continuo a seguirli, a vedere che ne nascono ogni giorno. Le statistiche parlano di un costante aumento del numero di blog presenti in rete (due anni fa era stata superata la soglia dei 160 milioni).

Non so chi sia a diffondere questa storia, ma qui voglio rassicurare gli amanti del blogging (blogger e lettori) che i blog non moriranno mai. E spiego perché.

Alternative ai blog: i social network?

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Se davvero i blog morissero, quale sarebbe l’alternativa più logica e utile? Esaminiamo la vera essenza del blog:

  1. un luogo virtuale in cui il blogger (professionista, imprenditore, amatore) scrive del suo argomento preferito;
  2. una struttura in cui pubblicare articoli con facilità;
  3. una piattaforma in cui sia semplice organizzare i contenuti;
  4. una piattaforma in cui cercare velocemente i contenuti;
  5. una struttura in cui ricevere commenti e creare discussione;
  6. una struttura proprietaria del gestore, del blogger che ci scrive;
  7. una piattaforma completamente gestibile dal blogger.

Ecco una valida alternativa ai blog: un luogo che ci permette di soddisfare i sette punti elencati. Sono i social network questa valida alternativa? No, ma vediamo perché.

Differenze sostanziali fra blog e social network

Che cosa distingue un blog da un social network? Consideriamo le sette caratteristiche rappresentative del blog e confrontiamole con i social network:

  1. Luoghi virtuali in cui scrivere del proprio argomento preferito: Twitter, Facebook, Google+ e altri ci offrono questa possibilità. Apriamo un account e possiamo scrivere ciò che vogliamo.
  2. Una struttura in cui pubblicare contenuti con facilità: secondo punto in comune coi blog. In qualsiasi social network è possibile inserire contenuti in modo intuitivo e veloce.
  3. Una piattaforma in cui sia semplice organizzare i contenuti: No. In nessun social network è possibile organizzare i contenuti, poiché sono organizzati cronologicamente: quelli più recenti sono in alto. Non possiamo creare a nostro piacimento sezioni di contenuti, eccetto nelle community di Google Plus.
  4. Una piattaforma in cui sia facile cercare i contenuti: No, perché ciò che pubblichiamo è in breve tempo sommerso da altri contenuti. È difficile, se non impossibile, reperire qualcosa che abbiamo scritto tre anni fa.
  5. Una struttura in cui ricevere commenti e creare discussione: No, ogni contenuto inserito può essere commentato e giudicato dai lettori solo se iscritti al social network. Un social network è un sistema chiuso, non aperto come un blog.
  6. Una struttura proprietaria del gestore, del blogger che ci scrive: No. Non siamo proprietari di ciò che immettiamo nei social network. Non possiamo effettuare backup di ciò che pubblichiamo.
  7. Una piattaforma completamente gestibile dal blogger: No. Il gestore è lo staff del social network, che decide a suo piacimento della piattaforma. Può modificare le regole di inserimento dei contenuti, chiudere il servizio e farci perdere la nostra presenza online e tutto ciò che vi abbiamo immesso.

Cinque punti a sfavore su sette per i social network: non sono decisamente una valida alternativa per il blogging.

Il microblogging: quando e perché evitarlo

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È stato chiamato microblogging, ma credo sia meglio definirlo antiblogging: l’inserimento di piccoli contenuti – in realtà solo su Twitter c’è questa limitazione – nei social network. Molti preferiscono scrivere su Facebook che aprire un blog, perché non hanno interesse per il blogging né di salvare ciò che inseriscono.

Un professionista non può affidarsi completamente al microblogging per rafforzare la propria presenza in rete: se un giorno sparisse tutto, se il social network chiudesse, che fine farebbe la sua presenza virtuale? Si annullerebbe e il professionista dovrebbe ricominciare da zero.

I social network sono utili per rafforzare la presenza del blog: per migliorare la diffusione dei contenuti, per ottenere più lettori, per avere più conversioni. Sono una tecnica di webmarketing, dunque, non una propria home page.

Perché i blog non moriranno mai? 10 motivi

  1. Perché sono un’entità virtuale autonoma e non sostituibile.
  2. Perché non esistono reali e sicure alternative.
  3. Perché ci assicurano una presenza stabile in rete.
  4. Perché ci garantiscono la paternità dei contenuti.
  5. Perché sono sistemi aperti e visibili a tutti.
  6. Perché fanno parte della rete come protagonisti.
  7. Perché i social network sono piccole reti all’interno del web e i microblogger ne sono i sudditi.
  8. Perché ci permettono di organizzare al meglio ciò che pubblichiamo.
  9. Perché permettono una facile rintracciabilità dei contenuti da parte degli utenti.
  10. Perché permettono al blogger una completa gestione della struttura.

E voi cosa ne pensate? Ditelo con un commento!

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ABOUT THE AUTHOR

Mi occupo di scrittura creativa e scrittura per il web. Leggo e scrivo molto, ogni giorno, e questo mi permette di gestire al meglio il mio blog sulla scrittura, Penna blu, in cui scrivo anche di editoria, lettura, marketing editoriale, scrittori. Pubblico post ogni giorno e i racconti la domenica, anche in ebook.

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