Paraletterario e le parole vuote della letteratura commerciale

paraletterarioParaletterario e le parole vuote della letteratura commerciale. Ecco come diventare lettori consapevoli.

Paraletterario: una parola in disuso per uno sciame di parole vuote

La parola “paraletterario” è stata inserita lo scorso anno dall’Associazione Dante Alighieri nell’ambito dell’iniziativa per salvare le parole che stavano cadendo in disuso. Il significato? Eccolo dal vocabolario Treccani:

[pullquote]Paraletterario agg. [comp. di para-2 e letterario]. – Che fa parte della paraletteratura: generi p., pubblicazioni paraletterarie.[/pullquote]

[pullquote]Paraletteratura s. f. [comp. di para-2 e letteratura]. – Il complesso delle pubblicazioni letterarie che non si propongono espressamente fini artistici e culturali, o non ne hanno il carattere, comunem. considerate come letteratura marginale. Corrisponde a quella che altri chiamano letteratura di massa o di consumo o consumistica, e che dai tedeschi è detta Trivialliteratur.[/pullquote]

paraletterario

Quali sono le parole vuote che fanno del nostro libro un testo paraletterario, o semplicemente figlio della letteratura commerciale? Non c’è bisogno di scalare le vette delle classifiche in libreria, ma essere al top per molto tempo ti costringe a “fossilizzarti” e la cosa certo non ti aiuta a scrivere bene, ma cosa importa? Ai lettori piace…

Così nascono modelli ed espressioni senza senso, parole vuote che riempiono la nostra vita e la nostra letteratura di strani artefatti. Si cerca di imitare i classici, si strizza l’occhio alle novità, si punta a quello che le grandi case editrici dettano. Un po’ come le notizie sui giornali.

Sempre le stesse, sempre violentemente uguali. Paraletterario, c’è altro modo per definire questo “stile”?

Non dipende certo dall’autore esordiente, anzi, lo si sprona a fare così per “emergere”, “farsi conoscere”, fare cassa in ultima analisi. Chi ci rimette? Il cuore della letteratura, peggio, il cuore dei lettori. La cosa più preziosa che abbia mai un letterato.

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Paraletterario: una questione di genere?

In ambito accademico si fa spesso riferimento al paraletterario come tipico di alcuni generi. In realtà, penso che non sia una questione di genere: alcuni, nati dalla letteratura commerciale, possono essere un’importante fonte di rinnovamento. Forse, tra il paraletterario e il classicheggiante, dovremmo cancellare le parole vuote dalla penna prima di parlare.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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