OCR: cos’è e come funziona

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Le idee migliori non vengono mai alla scrivania? La soluzione c’è.

Chi scrive lo sa: per qualche strana ragione, le buone idee e le scrivanie vanno d’accordo molto raramente. Certo, il mito dell’ispirazione va superato: se scrivere è un lavoro – e lo è – non si può sperare di svolgerlo soltanto quando la testa trabocca di idee eccellenti.

Rimane però il fatto che le idee migliori ci vengono sempre altrove: mentre aspettiamo, in coda a qualche sportello, oppure seduti in metropolitana, o ancora mentre facciamo la spesa. E in questi casi non c’è amico migliore e più fidato del classico taccuino.

Scrivere a mano: spontaneo ed efficace

Se infatti per la stesura del nostro libro non si può negare che usare un computer sia nettamente più comodo (per le versioni diverse che diventa facile conservare, per le correzioni che si possono fare in un attimo, per la facilità nel riscrivere…) il formato digitale si accorda molto meno bene agli appunti estemporanei.

Immaginatevi la situazione: l’idea arriva, prepotente, mentre siete seduti alle Poste a guardare scorrere i numeri e confrontarli, con un po’ di sconforto, con quello altissimo del vostro bigliettino. Prendete dalla tasca il telefonino sul quale state ascoltando un po’ di musica, accendete lo schermo, lo sbloccate, vedete una notifica di e-mail che non avevate notato, fate un rapido controllo, sbuffate perchè è spam, aprite l’applicazione per gli appunti…

… e l’idea no, non è sparita, ma si è diluita. Non è netta e precisa come prima: il dettaglio migliore, quello che la faceva funzionare, è vago. Forse non era neppure tanto buona. Scrivete svogliatamente qualche nota di riferimento, salvate, e tornate ad aspettare.

Un taccuino è meno potente, ma è immediato. Lo aprite, togliete la penna dall’elastico che la trattiene, e iniziate subito a scrivere. Quell’idea ha uno sviluppo immediato che si innesta sul lavoro che avete a casa, sul PC, e sull’onda dell’ispirazione lo scrivete subito, poche righe, ma efficaci, la penna che vola sul foglio. Rileggete. Funziona! E in effetti funziona così bene che ad un certo punto alzate lo sguardo, il vostro numero è passato da cinque minuti, ma chiudete il taccuino sulle due pagine piene che avete scritto e vi alzate con un sorriso per prendere un altro bigliettino.

Certo: poi arrivate a casa, e quel lavoro in qualche modo deve entrare nel PC.

OCR: non solo per le citazioni

Se a questo punto la sola ipotesi di mettervi a riscrivere tutto alla tastiera vi scoraggia, non sentitevi soli. Scoraggerebbe chiunque.

Per fortuna, però, una soluzione esiste, anche se solitamente la si vede impiegata per altri scopi: sono i software OCR. Per scoprire se questo tipo di programmi possono essere utili anche in queste situazioni abbiamo fatto qualche domanda amichevole a Claudio Savoldelli, che è titolare di una delle principali aziende italiane nel campo del riconoscimento ottico dei caratteri, la Datasis di Albiolo.

Ma l’OCR funziona bene?
L’OCR funziona molto bene: chi ricorda la prime versioni di qualche anno fa rimane sorpreso dai passi avanti che sono stati fatti. Dal riconoscimento dei soli caratteri stampati dei primi tempi, oggi si è arrivati ad un buon risultato anche sui caratteri manoscritti, e quindi alla possibilità di trasformare appunto una pagina di taccuino in un file di testo.

È un’applicazione diffusa?

Non ancora. L’OCR si usa soprattutto nelle aziende, per l’acquisizione di grossi volumi di dati. Tuttavia qualche precedente nel campo letterario c’è, ad esempio da parte di chi scrive saggi o testi scientifici e vuole acquisire passi o citazioni specifiche da un altro testo senza dover digitare tutto a mano. La velocità, naturalmente, è imparagonabile: con i software OCR basta un passaggio allo scanner.

E i costi?

Le grandi applicazioni professionali come quelle che sviluppiamo in azienda per la grande clientela sono progettate per scopi particolari, e hanno un costo significativo. Ma per un uso saltuario esistono applicazioni a basso costo, o anche gratuite, che possono essere perfettamente adatte per la digitalizzazione occasionale di qualche pagina manoscritta.

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2 comments on “OCR: cos’è e come funziona”

  1. giakinof

    mi interessa molto leggervi et seguire il vs. pensare !

    • Annarita Faggioni
      Annarita Faggioni

      Ciao Gioachino, grazie e benvenuto!

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