Non giudicare un buon libro da…

non giudicare un buon libro daUn libro non si giudica dalla copertina, ma ci sono altri errori in cui il lettore può incappare in questo mondo dove tutti scrivono e nessuno legge.

Non giudicare un buon libro dalla copertina… E dalla diffusione

Non giudicare un buon libro dalla copertina significa anche non giudicare un libro in base alla pubblicità, al numero di recensioni e al numero di copie che troverete in libreria. Questi fattori non dipendono dal libro in sé, ma da quanto è grande la casa editrice, oppure da quanto questa è disposta a investire su un libro. Tante piccole e medie realtà editoriali sono fuori dalle librerie in franchising più conosciute e le piccole librerie indipendenti soffrono la crisi a causa di titoli “non commerciali”. Giudica un buon libro in base alla qualità delle recensioni: leggine due o tre dei blog, che magari offrano una piccola analisi del testo (non una scheda editoriale, ci mancherebbe altro!) e non semplicemente la trama riportata in copertina.
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Non giudicare un buon libro dal formato pubblicato

Il formato non deve costringere un lettore a rinunciare a un libro [Clicca per condividere la frase]. Non giudicare un buon libro negativamente solo perché è in e-book e non sei abituato a leggerlo in quella forma. Potrebbe essere un ottimo invito alla lettura. In un mondo dove è difficile distribuire il formato cartaceo, l’e-book consente (parlo solo dal punto di vista letterario) un’ampia diffusione sulle librerie online più note, mentre dal punto di vista SEO la pubblicazione di un libro in e-book può dare all’autore la possibilità di inserire link e di offrirti qualcosa di più come lettore.

Intendiamoci: anch’io amo alla follia il cartaceo, il profumo della carta e lo scorrere come un vento ispiratore degli eventi, ma non voglio negarmi la possibilità di perdermi nuovi mondi solo per un formato.

Non giudicare un buon libro da come viene pubblicato

Non giudicare un buon libro in malo modo perché sai che è frutto di una EAP o del self-publishing. Un inciso: anch’io odio l’editoria a pagamento. Non posso però giudicare negativamente persone che per la prima volta, per mancanza di una corretta formazione e pensando che quella fosse l’unica soluzione possibile, hanno scelto di pubblicare a pagamento, rendendosi conto a proprie spese dell’errore fatto.

L’editoria a pagamento non porta nulla né all’autore né al lettore. Spesso i testi non sono editati e questo crea al lettore non poche difficoltà: però non è detto che dietro a tante schifezze non si nasconda una storia coinvolgente, un libro sfortunato da scoprire e apprezzare.
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Diverso il discorso sul self-publishing: lì è l’autore che sceglie questa strada e dice al lettore “Ho fatto questo, leggilo!”. Il problema è, anche qui, la mancanza di editing in molti testi pubblicati. Il self-publishing è molto altro. Oltre alla spazzatura, ci sono esperti del settore che hanno scelto di dare la propria conoscenza e la propria arte fuori dalle scelte commerciali. Questo ideale vale una buona lettura.

Giudica un buon libro da un buon estratto

L’estratto non dice molto su tutto il libro, ma almeno avrete la possibilità di leggere qualcosa e di farvi un’idea. A tal proposito, ho una rivelazione da fare: creerò a Settembre 2013 una categoria dal titolo “Leggere è gratis” dove case editrici e autori potranno inserire estratti dei propri libri, da far leggere gratuitamente ai lettori come un assaggio. Quindi, giudica un buon libro con una buona lettura. Hai altri suggerimenti su come si giudica un libro???

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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