Nocturnia, la Saga – Intervista a Stefano Lanciotti, autore di Newton & Compton

stefano lanciotti saga nocturnia

Prima di iniziare questa intervista (che affronterà sia il tema del fantasy italiano che quello della promozione editoriale), mando un アリガトウ a Fabio Piccigallo, che mi ha segnalato la storia di Stefano.

Costruire una saga

1) Croci e delizie nella stesura di una saga.

Credo che sia opportuno cominciare dall’inizio, altrimenti la mia risposta potrebbe risultare di difficile comprensione: quando scrissi “Ex Tenebris”, nel 2009, non avevo affatto l’idea che sarebbe divenuto il primo capitolo di una saga di sei romanzi.

All’epoca avevo solo voglia di scrivere un romanzo Fantasy per “mettermi alla prova”. Avevo infatti terminato i primi due dei tre thriller della serie di Sara Kohn (che solo in seguito avrei autopubblicato e poi sarebbero stati ripubblicati da Newton Compton) e dunque ero nella situazione di un autore che aveva scritto solo un genere letterario e, soprattutto, non aveva avuto alcun confronto con il pubblico.

Mi domandavo se sarei stato in grado di ambientare una vicenda in un mondo diverso da quello, contemporaneo e conosciuto, in cui avevo collocato i thriller e se fossi riuscito a raccontare una storia molto diversa da quelle che avevo già narrato.

Mano a mano che scrivevo, mi rendevo conto che il mondo che avevo creato si stava rivelando interessante e, a tre quarti della stesura di “Ex Tenebris”, compresi che non sarebbe bastato un solo romanzo per raccontare tutte le vicende che si andavano intrecciando. Era scattato, in me, il desiderio di creare una storia che mi affascinasse come quelle che avevo letto durante la mia adolescenza, fascino che invece non avevo più trovato nei libri che avevo letto da più grande. Dunque terminai “Ex Tenebris” e mi lanciai a scrivere la “Principessa delle Tenebre” e una volta finito, cominciai “La Guerra del Buio”. Però, nel frattempo, erano passati anni e i romanzi continuavano a giacere sul fondo del mio metaforico cassetto, rappresentato da un folder nel PC.

Dunque mi disamorai della cosa e abbandonai la scrittura per più di un anno, finché, all’ennesimo rifiuto da parte di un editore, decisi di autopubblicarmi. Solo 4 mesi dopo, in seguito all’enorme pressione da parte di chi aveva letto i primi due romanzi e voleva sapere “come andava a finire”, ripresi in mano “La Guerra del Buio” e lo completai.

Però l’entusiasmo mi era tornato e avevo ancora tante idee: volevo continuare a esplorare Nocturnia, questa volta in compagnia. Dunque lasciai “aperto” il finale del romanzo, cominciando a pensare alla seconda trilogia, questa volta già come tale. Per fare in modo che chi aveva letto e apprezzato la prima mi seguisse in questa seconda avventura, ragionai sull’espansione dei confini della narrazione: nuovi posti, nuovi popoli, nuovi protagonisti e un nuovo intreccio narrativo che prendesse spunto dal precedente, ma lo portasse avanti fino alla conclusione di tutto.

2) Raccontaci la tua esperienza: come ti sei messo in gioco con il tuo testo free? Quali scelte ti hanno condotto in questa direzione?

Come ti ho accennato, a un certo punto della mia “carriera” avevo 4 romanzi (2 thriller e 2 fantasy) già scritti e nessun editore. La mia frustrazione maggiore era quella di non riuscire a “farmi leggere” da un pubblico neutrale, per avere un feedback sulla qualità dei miei libri. In più, casualmente, i diritti del mio primo thriller, “Phonix”, che era stato pubblicato in pochissime copie da un piccolo editore a pagamento, erano tornati in mio possesso.

Questo mi spinse, quando scoprii la possibilità di autopubblicarmi, a distribuirlo gratuitamente. Volevo giudizi e non i pochi soldi che avrei potuto guadagnarci vendendolo. Su Amazon non era possibile, per cui lo feci su iBooks Store e mi si aprì un mondo. In pochi mesi il romanzo fu scaricato da migliaia di persone, con giudizi molto lusinghieri. Dunque tentai la pubblicazione a pagamento di “Nemesis”, che aveva la stessa protagonista e ne continuava la storia. Boom. “Nemesis” vendette quasi tremila copie solo su iBooks Store in meno di 8 mesi, tanto da indurre Newton Compton a contattarmi per propormi di ritirarlo dalla distribuzione per ripubblicarlo insieme a “Phonix” (che poi fu ribattezzato “Israel operazione Tel Aviv”).

Nel frattempo, però, avevo imparato una lezione fondamentale: l’unico modo per convincere una persona che non ti conosce e che, giustamente, diffida della qualità di quanto scrivi, è dargli la possibilità di leggerti gratis.

Dunque avevo messo in distribuzione gratuita “Ex Tenebris” e in vendita “La Principessa delle Tenebre” e in seguito feci lo stesso con tutti gli altri romanzi della Saga di Nocturnia, mano a mano che li scrivevo. Credo che i numeri mi abbiano dato ragione. “Ex Tenebris”, dopo poco più di tre anni dalla pubblicazione, è stato scaricato da quasi 90.000 persone e gli altri quattro romanzi hanno venduto quasi 19.000 copie in totale.

3) Secondo te, cosa dovrebbe fare un autore per mostrarsi al meglio di fronte a una grande casa editrice?

Non sono sicuro di essere la persona più adatta a rispondere a questa domanda. Da una parte ritengo di aver avuto fortuna a essere stato “al posto giusto nel momento giusto” e quindi ad aver indotto Newton Compton a contattarmi (e non il contrario, come succede di solito).

D’altra parte ogni tentativo di trovare un editore altrettanto grande per Nocturnia è stato, fino a oggi, inutile. Diciamo che devi essere bravo, fortunato, avere un buon agente letterario e, soprattutto, produrre un genere che in quel momento la suddetta casa editrice ritiene remunerativo. Newton, per esempio, mi ha detto esplicitamente che secondo loro il Fantasy, oggi, non vende.

4) Quanto incidono i social network nella tua giornata e quale rapporto hai con i tuoi lettori online?

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Ho un ottimo rapporto con i miei lettori nell’unico social che io abbia usato estensivamente fino a oggi, cioè Facebook. La mia pagina ha 2800 persone che la seguono e, in genere, tra 50 e 100 di loro interagiscono con i miei post, che cerco di intervallare di qualche giorno in modo che non siano considerati spam.

Solo di recente mi sono riproposto di studiare le possibilità offerte da Twitter, che finora mi era sembrato meno utile, e che sto cercando di rivalutare. In generale, comunque, non ci dedico mai più di mezzora al giorno.

5) Secondo te, quali saranno i nuovi sviluppi del fantasy italiano e non solo? Sei d’accordo su chi dice che si tratti ormai di un “binario morto”?

Spero di non sembrare supponente se dico che non conosco affatto il Fantasy italiano e che seguo in generale poco anche quello straniero. Sono legato al Fantasy “vecchia maniera” e negli ultimi anni mi ha intrigato solo “Il trono di spade” e anche quello l’ho abbandonato quando ho capito che l’autore stava allungando troppo il brodo.

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In generale mi sembra che sia in atto uno strano fenomeno, per cui si traggono ben tre film da un libricino come “Lo Hobbit” (cosa che dimostra la “fame” di Fantasy classico che ancora c’è), ma poi in libreria vedi solo Urban Fantasy, vampiri e cose del genere.

La verità è che il nostro mercato editoriale è minuscolo e influenzato dalle mode e gli editori non hanno l’intuizione e il coraggio di comprendere che se, tanto per fare un esempio, i miei romanzi hanno venduto quasi ventimila copie, solo in elettronico e senza alcuna promozione, in realtà il pubblico esiste e bisogna solo stimolarlo con prodotti di qualità.

6) Un assaggio del nuovo libro: cosa ci racconti di bello?

L’ultimo libro, che per ora si chiama “Il risveglio del Drago”, ha l’arduo compito di chiudere tutti i fili narrativi aperti nei precedenti cinque. Il Sire Oscuro è stato riportato in vita e ora minaccia di attraversare l’Oceano di Sangue (che era il titolo del quinto romanzo) e di distruggere i popoli liberi di Nocturnia. Nello stesso tempo c’è la conclusione della vicenda della protagonista, Diana, la Principessa delle Tenebre, e del suo amato Eliel, il demone Cangiante la cui trasformazione in uomo non si è completata.

Infine c’è l’equilibrio tra Potere della Terra e Potere Oscuro, che deve essere ristabilito, in un modo e nell’altro. Il romanzo è più lungo degli altri, ma dovrei riuscire comunque a pubblicarlo in Primavera!

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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