Mondadori & RCS: non cambierà nulla

mondadori e rcs

Nel primo editoriale, esporremo il nostro sentire sul recente accordo che si starebbe svolgendo in queste ore tra il colosso dell’editoria Mondadori e RCS, che raccoglie le case editrici più importanti del panorama italiano.

I fatti

Mondadori è a oggi la casa editrice più importante d’Italia per diversi motivi:

  • Ha la catena di franchising più imponente a livello nazionale;
  • Si trova quotata in Borsa (anche se le sue azioni valgono meno di 90 centesimi, fonte Wikipedia);
  • Pubblica di tutto, dai libri, alle riviste, ai DVD, ecc.;
  • Ha una sua piattaforma di distribuzione online (Libreria InMondadori);
  • Ha un social network dedicato ai libri (Anobii).

Ora, la società (che ha liquidato per l’80% dell’azienda che stampava materialmente i prodotti cartacei, preferendo una nuova partnership con Kobo lo scorso anno), avrebbe deciso di acquistare il gruppo RCS.

Per RCS si intende un gruppo di case editrici (Rizzoli, che ha acquisito nel frattempo YouReporter; Bompiani, che ha partecipato al flop di Masterpiece; Fabbri con il flop di 20Lines; BUR, Sansoni, Adelphi, Sonzogno, La Nuova Italia, Archinto, Skira, Lizard e comparto Rizzoli USA) che sono considerate le seconde per distribuzione a Mondadori e che hanno acquisito nel tempo (almeno alcune di esse) piattaforme di informazione.

Perché ne parliamo

Da più parti mi è stata chiesta un’opinione sulla vicenda, ventilando anche il fatto che il monopolio che deriverebbe dall’acquisizione porterebbe alla totale estinzione delle piccole realtà editoriali, che vedrebbero preclusi anche i canali di distribuzione risicati che si utilizzano oggi (perché i canali diventerebbero del monopolio…). A questo si ventila anche la possibilità dell’abolizione della Legge Levi, che impedisce lo sconto sul prezzo di copertina tale da creare una concorrenza sleale tra addetti del settore (almeno questi gli auspici…).

Il mio sentire da blogger de Il Piacere di Scrivere

Non cambierà nulla, il numero dei lettori è esiguo e l’unico cambiamento sarà che i lettori arriveranno all’estinzione prima delle piccole realtà editoriali. In più, sull’accordo potrebbe incidere la parola dell’Antitrust e la questione di Fininvest… Infatti, nessuna delle realtà implicate naviga nell’oro, anzi, hanno tutte i conti in rosso.

Pensate a cosa accade oggi: il lettore trova sempre gli stessi libri (quando va in libreria, ma già stiamo parlando di un numero di persone relativo) e se ne va senza acquistare nulla. Eppure, ci sono delle librerie indipendenti che tentano di resistere, ci sono diversi franchising.

Cosa cambierebbe se il franchising fosse solo uno? Beh, il lettore scapperebbe solo qualche secondo prima rispetto a oggi e chissà che, con un po’ di ottimismo, non capisca finalmente che se vuole un libro vero deve rivolgersi alla Rete, che nessun monopolio può ingabbiare. Pensate solo a chi si sta ponendo il problema dell’acquisizione di RCS da parte di Mondadori:

  • Le piccole case editrici (e a ragione);
  • I Blogger;
  • I giornali che da questa acquisizione comunque avranno comunque un’influenza passeggera;
  • Autori grandissimi che temono di perdere una fetta dei guadagni (chi ha detto Umberto Eco?).

Lettori non ce ne sono. Al lettore non può importar di meno delle firme di Fininvest. Lo stesso vale per me, se non avessero chiamato persone chiedendomi cosa ne pensassi. Ecco cosa ne penso: non me ne può importar di meno, facessero l’ennesima commercialata, non porterà a nulla. Ho solo una parola per gli amici editori: ragazzi, è il momento buono per passare al digitale, semmai serva un momento buono, è il momento di dimostrare tutto il vostro valore. Insomma, editori, qual è il vostro mestiere?

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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