Missione Grande Bellezza la nuova opera di Alessandro Marzo Magno

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La Società Dante Alighieri ha presentato il nuovo volume di Alessandro Marzo Magno, “Missione Grande Bellezza gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e Hitler”, edito da Garzanti.

Un titolo importante che ha richiamato, nel corso della presentazione tenutasi mercoledì 10 Maggio, una riflessione storica notevole sulle opere  – capolavori –  italiane che sono state saccheggiate da Napoleone e da Hitler e di cui ancora non si sa molto, data la difficoltà nel riuscire a quantificarne la mole.



L’incontro si è aperto sempre con le parole di Alessandro Masi, Segretario Generale della Dante Alighieri, che ha ricordato come i saccheggi facciano parte della cultura della guerra e della cerimonia di conquista, introducendo l’opera di Marzo Magno e definendola un racconto e un saggio che contiene un po’ tutto, toccando e volando leggero sulla memoria storica del patrimonio artistico italiano. Il libro si concentra su due saccheggi nello specifico, mettendo anche in paragone l’atteggiamento dei due protagonisti, Napoleone ed Hitler, e quello del popolo italiano, parlando di eroi ed eroine che hanno difeso -anche in silenzio- l’arte dal saccheggio.

A confrontarsi e a parlarne Fabio Isman e l’autore Alessandro Marzo Magno, entrambi scrittori e giornalisti che hanno avuto modo di intrecciare le proprie opere per delineare e approfondire il depauperamento del patrimonio artistico italiano. Bisogna riconoscere, inizia Isman, che si è trattato di due razzie diverse: Napoleone aveva fondamenti teoretici e radici nell’idea rivoluzionaria di creare un museo universale accessibile a tutti i cittadini, rendendo l’arte pubblica; Hitler e il suo seguito volevano puntare a musei personali.

missione grande bellezza copertinaDiverso anche l’atteggiamento dell’Italia davanti ai due saccheggi: se nel primo è stato più difficile prendere accorgimenti -ricordando la grande azione di Canova, nominato ambasciatore a capo di una missione non semplice nel recupero del patrimonio artistico, con Hitler si è puntato ad un vero e proprio salvataggio delle opere. Il libro quindi si muove a raccontare aneddoti ed episodi di questi personaggi che si sono opposti apertamente o anche più in silenzio al saccheggio completo di un patrimonio, che ancora oggi è distribuito nel resto del mondo e che non è stato recuperato completamente.

 

Tuttavia parlare di buoni e cattivi nei recuperi e nei saccheggi è molto difficile, ha detto l’autore portando una nuova riflessione al pubblico, dato che in ogni fazione ci sono sia buoni che cattivi: come i nazisti che hanno bruciato e distrutto senza nessun motivo alcune opere, ma a loro si deve il salvataggio di tutto ciò che era all’interno dell’abbazia di Montecassino, sapendo che la stessa sarebbe andata distrutta. E se è grazie a queste razzie che sono state adottare importanti leggi di tutela, l’Italia non ha mai aperto un contenzioso con i governi per recuperare le proprie opere, a differenza di altri che hanno avuto la possibilità di andare nei depositi dei musei a cercare il proprio patrimonio artistico.

 

Una lunghissima riflessione su un tema importante che ovviamente apre a spunti ulteriori con il ricordo e ringraziamento di questi eroi ed eroine che hanno fatto un lavoro egregio per recuperare e schedare le opere saccheggiate e mancanti.
La speranza, ha sottolineato Isman, è che queste opere ritornino. La speranza non muore finché esistono persone di cui parla Alessandro Marzo Magno.

L’incontro si è concluso con un brindisi offerto dall’azienda agricola De Bacco.

Quello della difesa del patrimonio artistico e culturale italiano è oggi molto sentito. Gli errori del passato pesano, ma oggi, grazie alle nuove regolamentazioni tra Paesi, possiamo andare oltre e ritrovare quella parte di noi che, come popolo, sembrava perduta per sempre.



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Alessandra Morgagni

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