Il logo del Cinquecento: l’impresa

impresa

Al copy può sempre accadere che un cliente commissioni un payoff, così come il primo lavoro richiesto a un grafico è un logo. Pochi sanno però che i loghi esistono dall’invenzione della stampa, anche se allora si chiamavano “Imprese”.

Dall’impresa al logo, con un pizzico di storytelling

Le imprese nacquero agli inizi del Cinquecento soprattutto dalle prime tipografie (se vuoi, le antenate delle moderne case editrici). Le tipografie non nascevano ovunque, ma solo nei grandi centri o dove c’era la sicurezza di una corte che necessitava di libri. Stampavano di tutto, dagli opuscoli di poco prezzo ai testi di pregio, lasciando una traccia importante a livello storico e filologico.

Per rendere riconoscibili le proprie opere (e soprattutto la propria tipografia, dato che queste erano in competizione tra loro) con il tempo nacque l’impresa, ovvero l’antenata del nostro logo. L’impresa era costituita da due parti: un’immagine facilmente riproducibile e un “motto” (la versione cinquecentesca del payoff). Il primo a utilizzare questo sistema fu Aldo Manuzio (che utilizzò anche per primo la stampa nel nostro Paese). Questa era la sua impresa:

impresa manuzio

L’impresa qui rappresenta un delfino su di un’ancora e sta a significare che l’attività del Manuzio sarà ferma (o attenta se vogliamo) come un’ancora (oggi diremmo “Affidati a noi!”) e che sarà veloce nel terminare il lavoro commissionato.

Un altro esempio di impresa, forse più noto per l’utilizzo odierno è l’impresa dell’Einaudi:

impresa

Qui abbiamo uno struzzo e il motto “Spiritus durissima coquit”, che insieme legano perfettamente. Lo struzzo era infatti noto per la sua capacità di divorare di tutto. Un modo per dire che la cultura resiste a tutto, come ben ci racconta Sul Romanzo in un post ad hoc. L’impresa quindi narrava in immagine quello che era realmente accaduto: una tipografia dell’epoca aveva come immagine l’Hydra di Lerna senza una delle nove teste.

impresaQuesto era possibile perché nella tipografia era recentemente scomparso uno dei fondatori: un modo per dire a vecchi e nuovi clienti che, nonostante il lutto, l’attività proseguiva con la stessa determinazione di prima.

Curiosità in più

Le immagini delle imprese non erano scelte a caso: all’epoca esistevano dei veri e propri dizionari di immagini, dove a ogni immagine corrispondeva un significato ben preciso. Un esempio (per gli emblemi) è l’ Iconologia di Cesare Ripa, oppure il Dialogo delle imprese militari e amorose di Paolo Giovio.

Un tuffo nella cultura

Quello che ho voluto fare oggi è un salto nella cultura, cercando di attuarla con i dovuti distinguo al mondo del copywriting. Questa è la mia idea di cultura: non lasciare le cose dove sono, ma cercare di imparare e di trovare il meglio per quanto possibile. Sei d’accordo?

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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