Libri in Cultura: il mito contemporaneo in Dante Palladino

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Rinnoviamo la sezione “Libri In Cultura” con la storia di Dante Palladino, autore in self-publishing che è riuscito a utilizzare nel suo libro “Una Cosa Sola”, diversi generi, traendo spunto dal mito in chiave moderna.

Dal mito al 2015

1)”Una cosa sola” è il tuo primo romanzo: quali sono le difficoltà maggiori che hai affrontato? Hai scritto “a ispirazione”, oppure ti sei preparato un piano da seguire?

Faccio lo sceneggiatore come professione e “Una Cosa Sola” nasce in un primo momento come sceneggiatura. Credo che sia una buona idea per un film. Poi ho sentito il bisogno di scrivere un libro in cui potevo inserire altre cose (pensieri, sensazioni e nuovi personaggi) che sono maturate in seguito. Avevo in mente già la storia, i capitoli, i vari step da seguire.

Mi sono lasciato andare in ogni singolo capitolo per approfondire sia i personaggi che le dinamiche che volevo affrontare, ma sono abituato a conoscere in anticipo dove sto andando a parare, devo sapere dove voglio arrivare. Scrivere un libro è completamente diverso da scrivere una sceneggiatura. Volevo provarci ed è stata un’esperienza diversa, molto difficile ma molto intensa.

2) Quali opportunità pensi ti abbia dato la pubblicazione in ebook?

Per ora non credo molte. Ho tradotto il libro anche in inglese e lo si trova su Amazon col titolo “AS ONE”, ma non credo di essere riuscito a cogliere tutte le opportunità che offre internet, per mia incapacità. Mi è mancata l’esperienza che può avere un editore in questo campo.

3) Il mito che racconta la vita, oggi come ieri. Raccontaci la tua rielaborazione personale per questo romanzo.

Il mito è fondamentale per la nostra storia, sia personale che collettiva. Pensare che le dinamiche emotive abbiano una costante nella Storia con la S maiuscola ci fa credere di appartenere all’umanità in un senso molto ampio, siamo parte di qualcosa che va al di là dello spazio e del tempo. Il mito ci rende eterni.

Il mito di Salmace ed Ermafrodito mi permetteva di affrontare due temi che mi stanno a cuore: l’amore e la metamorfosi. Il primo può essere estasi e dannazione, il mutare è accettare di dover morire per rinascere.

4) Nel tuo testo, affronti temi particolarmente sensibili. Quale “la molla” che ti ha spinto e come è stato il tuo rapporto tra i vari personaggi?

Nel raccontare questa storia è stato determinante il mio essere padre. Chi ha ispirato veramente il libro è stata mia figlia Giulia. Osservare lei, il suo mutamento adolescenziale (cambiare corpo, trasformarsi con tutte le paure che comporta, sia sue che mie, i primi amori), è stata questa sicuramente la molla iniziale.

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Volevo dirle che crescere è bello anche se fa male, che l’amore ha tante facce, che si può credere nell’amore totalizzante, con tutti i rischi che comporta, anche se io, suo padre, non sono riuscito a realizzarlo (sono separato da sua madre). Dirle anche che l’amore può finire e non ci sono colpe, che l’amore trova altri sbocchi per ricominciare.

Per quanto riguarda i vari personaggi credo che mi sono identificato in ognuno di essi, c’è un po’ di me in tutti loro, forse anche nei cattivi. Siamo stati tutti adolescenti, tutti abbiamo provato la felicità che ti può dare una storia d’amore come la sofferenza per un abbandono. Per questo il libro credo sia adatto a tutte le età.

libri in cultura mito5) Come ti sei promosso online dalla data di uscita del romanzo?

Come dicevo non sono stato molto capace di fare autopromozione. Ho contattato vari blog e inviato il libro a vari giornali, ma ho ricevuto poche risposte. Fare promozione è un lavoro impegnativo a cui ti devi dedicare e io non sono stato bravo in questo ( molte cose le ho capite dopo), forse perché per un problema generazionale il web è un mezzo che non mi appartiene, oserei dire quasi per un senso di pudore.

Avrei preferito avere un editore che mi seguisse dandomi le dritte giuste. In ultima analisi credo che Amazon non sia stata la scelta migliore, ci sono altre piattaforme che probabilmente sono più adatte, tipo Narcissus.

6) Alla luce di questa prima esperienza, quale consiglio vuoi dare ai lettori che si approcciano a “Una Cosa Sola”?

Di leggerlo con attenzione. E’ un libro semplice e denso allo stesso tempo, con vari livelli di lettura. Ci sono varie citazioni sia letterarie che cinematografiche. Credo che sia molto visivo anche se non ci sono molte descrizioni. E’ un libro asciutto che dà spazio alla fantasia di ognuno. In fondo resto uno sceneggiatore.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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