Leopardi VS Foscolo: intervista doppia

In puro stile “Le Iene”, oggi intervistiamo due personalità di altissimo spessore letterario. Il Piacere di Scrivere è felice di presentarvi Giacomo Leopardi e Ugo Foscolo in una veste inedita. Chi vincerà la sfida delle domande?

Partiamo con Giacomo Leopardi

E’ vero che hai copiato la lirica “Il passero solitario” da uno sconosciuto del ‘600 che hai trovato nella biblioteca di famiglia?
Giacomo LeopardiColgo l’occasione per spiegare a tutti i miei lettori che “Il passero solitario” è, in realtà, una metafora che descrive quello che stavo facendo in quel momento:
“D’in su la vetta della torre antica, Passero solitario, alla campagna /Cantando vai finché non muore il giorno”.
Quel giorno ero solo e triste e stavo camminando per i campi cantando le ultime “hit” di Silvia, tra cui “nessuno mi può giudicare, nemmeno Jack!” e “Silvia non c’è”. Ero triste perché non avevo voglia di studiare, e non ne capivo il motivo.

Quanto all’aver copiato da uno sconosciuto, ho le prove per dimostrare che non sia vero! Mio padre, teneva il registro dei libri che prendevo in prestito, e nel periodo in cui ho scritto “Il passero solitario”, la lista di libri è la seguente: “Come conquistare la propria amata in 24 ore”; “Congiuntivi in latino, greco e altre lingue”; “Trattato di ornitologia applicata”; “La Recanati liberata” di Torquato Tasso. Non posso aver copiato!

Risponde Foscolo

Sei famoso per le tue “illusioni”. Qualche malevolo dice che te ne scappi quando non ti conviene, affibbiando poi l’esilio a non si sa bene chi. Cosa rispondi ai tuoi detrattori?
ugo foscolo Innanzitutto un grande ciao a te, al mio amico Giacomo (che ormai sento più su Twitter che di persona) e all’affezionato pubblico, i nostri lettori, volenti o nolenti ma ormai milioni!
Ok, captatio benevolentiae finita: la tua domanda è proprio tosta.

Non sono io ad essere famoso per le mie illusioni, è l’uomo ad esserlo.
Negli ultimi tempi si sta ormai completando un processo iniziato ai miei tempi che chiamerei “distruzione delle certezze”: tutto quel che pensavamo di sapere, viene lentamente abbattuto, abbattuto (e qui viene il bello) da nuove conoscenze precise e insindacabili.
Più la scienza, in cui per altro credo, progredisce e ci informa sulla realtà, meno certezze e punti di riferimento abbiamo.
Paradossale che la luce della conoscenza scientifica, più che rivelare, celi.
E allora ben vengano le illusioni, che a volte (cfr. poesia) sono così ben fatte da sublimare e diventare concrete, uno scudo contro lo scetticismo, un “noumeno” vitale.

Cari miei detrattori, che pur tanti siete, nessuno di voi è in grado di cogliere il tumulto che sento dentro, che spesso mi porta a viandare; che la vostra sia solo invidia, per la vita costellata di rimpianti?
Un consiglio: sospendete la vostra incredulità, e vivete al massimo.

Gli studenti sono convinti che averti da studiare è una perdita infinita di tempo. Cosa consigli agli insegnanti per renderti un po’ più moderno, dato che tu stai facendo di tutto per essere al top su Twitter?

Giacomo LeopardiDa quando sono su Twitter, ho scoperto che ci sono due tipi di studenti: quelli che mi odiano (e sono tanti), e quelli che mi amano (per fortuna sono molti di più, anche se Silvia non è tra questi!). A quelli che mi odiano, e ai loro insegnanti, voglio dare un solo consiglio: invece di pensare a me come un inguaribile depresso, dovrebbero pensare a me come l’eterno sfortunato in amore, colui che viene sempre ripudiato ancora prima di poter fare un tentativo. Chi non si è mai trovato in questa situazione? Sono sicuro che gli studenti proverebbero molta più comprensione nel leggere i miei tristi versi!
Agli insegnanti poi consiglio di dividere le mie poesie in piccoli tweet! Prediamo “A Silvia” e trasformiamola in “l’amore sfortunato in 50 Tweet”. Sai quanti retweet avrei!

ugo foscoloQuesti insegnanti danno proprio un’idea sbagliata di noi! Ma dai, noi eravamo i fighi del nostro tempo!
Si sa che alle nuove generazioni piace la praticità, la concretezza, che senza un risvolto pratico non imparano un accidenti. Suggerisco di organizzare delle gite nei cimiteri delle città per dare un tocco dark, ma divertente, allo studio dei sepolcri, (ride, ndr).
Che poi, la lettura e lo studio sono stati per noi e dovrebbero sempre essere per tutti un piacere, io sono contrario per principio all’imposizione dell’erudizione.
Non ti interessa Foscolo al liceo? Ti verrà la curiosità più avanti, magari tra vent’anni, magari mai.
Il compito degli insegnanti, più che ficcare nozioni in testa, dovrebbe essere quello di piantare semi nelle teste degli studenti!

Torniamo a te, Giacomino…

Spiegaci finalmente il tuo rapporto con Silvia, perché onestamente noi non ci abbiamo capito niente.
Giacomo LeopardiE’ presto detto: LA AMO. Amo la sua voce melodica (riesce a rendere belle anche le canzoni di Gigi D’Alessio!), amo la sua bellezza eterea (anche se non l’ho mai vista a meno di cinquanta metri di distanza), amo le nostre chiacchierate infinite (ed immaginarie).
E tutti quelli che dicono che in realtà si chiamasse Fanny, Teresa, Giuseppina, Figlia del Cocchiere, o addirittura Antonio Ranieri: non sapete nulla!
Silvia è unica ed inimitabile!
E il nostro rapporto è fantastico: la sento tutti i giorni (dal balcone, quando canta), la vedo tutti i giorni (quando va a messa), la saluto tutti i giorni (ma lei probabilmente non mi vede!). Secondo me ho buone speranze!

E te, Ugo…

I sonetti sono i tuoi scritti migliori (almeno così dicono…). La domanda è: a oggi li scriveresti ancora, o passeresti ad altro?

ugo foscoloPenso che il sonetto sia un genere ormai datato. In fondo lo avevano già sviluppato qualche era fa i miei vecchi amici Francesco a Valchiusa e Dante a Firenze… e anche il romanticone Guglielmo Scuotispada! (sorride, ndr).
Credo che oggi mi orienterei verso qualcosa di più ritmato, cool, dinamico, yo, tipo il rap. Non tutti lo sanno, ma si serve dell’antico metro latino cazzeagico. La sua simil-prosa è evocativa del sentore moderno e poi, bro, forza fibra!
Scherzi a parte, ogni epoca ha il suo linguaggio, la sua sensibilità. Ma i sentimenti dell’essere umano sono sempre quelli, per cui, cambia poco, sonetto o verso libero o cantautorato, just feel it!

Domanda doppia: Cosa serve a un autore per diventare famoso come te?

Giacomo LeopardiTi voglio raccontare il segreto del successo:
– Sapere i congiuntivi
– Leggere molto, soprattutto i famosissimi autori neozelandesi del tardo 1500.
– Avere dei buoni agganci, almeno in Italia: il prozio del figlio della sorella della vicina di casa di mio padre Monaldo (prima che si sposasse) è cugina di quinto grado con un editore famosissimo di Recanati, che una volta mi ha promesso che avrebbe pubblicato le mie poesie alla modica cifra di cinquecento fiorini canadesi.
– Avere una Silvia da amare, alla quale dedicare le proprie opere più ispirate. Se poi la storia finisce male, tanto meglio!
– Essere sempre se stessi: se per diventare famoso siamo costretti a fingere, allora è meglio cambiare mestiere.

ugo foscolo La cosa fondamentale è essere different, in nessun modo mainstream.
Guardate il Giacomo: né solo classico né solo romantico. Insomma, un melting-pot dove si trova un po’ di tutto, ma che funge alla grande!
Fondamentale è anche il linguaggio, che deve essere fresh, cool, da tormentone. Se poi uno vuole davvero raggiungere l’apice, deve farsi fare dei meme ironici e sdrammatizzanti su Facebook e mettere qualche foto carina su Instagram!
Vi dirò un segreto, poi: una volta era più facile emergere, ché a saper scrivere e poter studiare eravamo quattro gatti. Probabilmente oggi nemmeno passerei i provini della Pupa e il Secchione, o come diavolo si chiama.
Come vi siete ridotti! (sorride divertito, ndr).

Quali sono le chiacchiere su di te che vuoi stroncare alla radice?

Giacomo LeopardiCe ne sono tante!
– Non ero depresso: solamente, ho tifato Inter nel periodo tra il 1989 e il 2005.
– Non sono gobbo: dietro la schiena nascondevo i miei libri più “pruriginosi” (no, non 50 sfumature di grigio, ma il Decamerone di Boccaccio)
– Io e Antonio Ranieri SIAMO SOLO AMICI.
– Silvia si chiama(va) Silvia, davvero!
– Mio padre non era severo! Quando mi obbligava a fare i compiti di latino, mi dava solo dieci testi da tradurre al giorno: cosa vuoi che siano?
– Il mio nome non è Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi : è Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Camillo Benso Giuseppe Petronio Matteo Carlo Luigi Maria Ernesto Pietro Leopardi.

ugo foscoloPer quanto non ci sia nulla di male, né io né Giacomo siamo gay.
E non siamo depressi. Certo, siamo uomini, non siamo santi; quando sono venuto a Milano nel 1801 ho spezzato qualche cuore, ma… citando un mio collega “nei letti degli altri già caldi d’amore, non ho provato dolore” (si schernisce e arrossisce, ndr).

Ultima domanda per Leopardi

Giacomo LeopardiNon potevi ingannare la solitudine giocando a carte invece di scrivere?
Ci ho provato! Ma sia padre Monaldo che madre marchesa Adelaide Antici baravano sempre!

Ultima domanda per Foscolo

Qual è il tuo prossimo viaggio? Tornerai “A Zacinto”?
ugo foscoloPurtroppo la crisi economica colpisce anche i più grandi. Non posso permettermi attualmente un viaggio fino a Zacinto (tra l’altro ho letto che stanno facendo scempio delle spiagge…).
Ma di sicuro i pesci e le tartarughe tipici del mare acheo andrò a vederli presto all’acquario di Genova. Ho già adocchiato un paio di offerte per i biglietti su Groupon!
Non più “A Zacinto”, ma “A Zena”. Chè di questi tempi in Grecia non si sta poi così bene.

*Ugo chiede poi di aggiungere qualcosa*
Posso fare poi un appello a tutti gli italiani? (declama, ndr).

«Italiani, io vi esorto alla storia, perchè nessun popolo più di voi può mostrare né più calamità da compiangere, né più errori da evitare, né più virtù che vi facciano rispettare, né più grandi anime degne di essere liberate dall’oblio. Chiunque di noi sa che si deve amare e difendere ed onorare la terra che fu nutrice ai nostri padri ed a noi, e che darà pace e memoria alle nostre ceneri.»

Giacomo Leopardi è stato interpretato da @il_leopardi @alex89x (alias Alessandro Piana); mentre Ugo Foscolo è stato interpretato da Landrea Salvatori @Ugo_Foscolo!!!

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Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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