La maledizione di Ondine di Valentina Barbieri

la maledizione di ondine

la maledizione di ondineCompletiamo le recensioni con un testo che speriamo possa dire la parola “Fine” a quanti, ancora oggi, giudicano il self-publishing la scappatoia per testi di qualità. “La maledizione di Ondine” vi spiegherà come stanno realmente le cose.

Una premessa e una pagella

Iniziamo con una premessa: molti di voi mi hanno fatto i complimenti per questo formato quasi “scolastico” che ho dato alle recensioni con i voti “a pagella”. Nel caso di specie, gradirei che andaste oltre ai voti, perché c’è tanto valore aggiunto. Premetto, inoltre, che Il Piacere di Scrivere ha sempre agito gratuitamente nei confronti degli autori e che, anche in questo caso, manterrà la propria imparzialità. Ora capirete perché premetto questo.

Grafica 9

Non sono un’esperta in materia, né conosco il grafico che ha realizzato questa copertina: so solo che ha esattamente centrato il libro in un’immagine, il che non è da poco. Un collegamento simile l’ho sentito solo in questa canzone e vi posso garantire che è lo specchio fedele di quanto si racconta. Lascia incantati e stupiti, con il giusto spirito per iniziare a leggere, anche se non si è amanti del genere.

Stile 10 (e se ci fosse 11, anche 12)

Questo testo, nella sua ideazione, riservava diverse “trappole”:

1) Il genere. Il testo è riuscito a superare le barriere di genere: definirlo horror perché ci sono dei fantasmi è riduttivo (in quanto i morti sono in realtà tappe di un percorso interiore della protagonista e sono descritti nella loro veste più umana [umana, non sentimentale]); definirlo fantasy per il battito rallentato (quasi vicino alla morte) che conduce a mondi paralleli è altrettanto “ingiurioso”, perché non rende giustizia né alla descrizione psicologica e caratteristica dei personaggi, né al lavoro svolto dall’autrice (di cui vi parlerò dopo); definirlo psicologico non basta, proprio per la presenza di elementi fantasy e horror nel contesto.

la maledizione di ondine
photo credit: photopin

2) Il mondo dei medium e i suoi cliché. Il rischio che la trama si appiattisse sulle capacità della protagonista di sentire i morti e di viverne le esperienze, così come su tutti i luoghi comuni legati al mondo dei fantasmi (comunque presenti nell’opera), è stato brillantemente superato. Ondine mantiene la sua identità con una forza mai vista.

3) La prima persona. Le scelte coraggiose vanno premiate solo quando vanno a segno. Qui la scelta è stata sulla prima persona: pericoloso, se si pensa che la protagonista vive più di una doppia vita e che vari sono i tentativi di esorcismo (dove comunque, la protagonista non può essere vigile). Perfettamente riuscito.

Lingua 9

Se vi aspettate un pesante fardello, sappiate che queste 283 pagine vi stupiranno con effetti speciali per la loro coinvolgente semplicità. C’è una bella differenza tra un meticoloso labor limae e la semplicità fatta perché non si hanno parole disponibili. Nel caso di specie, lascio giudicare voi:

Tocco il vetro, ma non riesco ad attraversarlo. La mia mano
viene bloccata dalla superficie liscia e fredda del portale. La
disperazione si prende il mio corpo. Urlo e sbatto il pugno
contro lo specchio. Vedo la paura dipingersi sui visi della
famiglia Lancaster. (P.129 capitolo XI)

Giudizio dei lettori 10

Un blogtour organizzato a puntino e una traduzione internazionale che consente anche al mondo inglese e americano di leggere “La maledizione di Ondine” sui maggiori canali (Amazon in primis), accanto a un blog ben strutturato fanno davvero tanto. La distribuzione italiana verte su tutti gli store online e su un prezzo di copertina di 1,99 Euro (niente rispetto a quanto starete per leggere). Io non so se la scelta del self-publishing e dell’e-book sia dovuta a riscontri negativi da parte del mondo editoriale tradizionale: nel qual caso, più di qualcuno dovrebbe fare autocritica sui propri metodi di selezione.

Voi lo avete già letto? Cosa pensate della recensione? Aspetto i vostri feedback!

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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