Intervista a Martina Borrello [podcast]

intervista a martina borrello

Oggi intervistiamo Martina Borrello, poetessa in erba solo nell’età. Martina ha partecipato e vinto numerosi concorsi letterari e i suoi 16 anni sono carichi di energia.

L’intervista

Ascolta Intervista alla poetessa Martina Borrello” su Spreaker.

1) Vuoi fare un primo bilancio di quanto hai fatto finora in ambito poetico? Vuoi raccontarci un po’ la tua carriera?

Il mio approccio alla poesia è stato un po’ particolare, perché è iniziato in quarta elementare. Alla fine, ero molto piccola, però ricordo di aver amato fin da subito leggere. Mi piaceva la poesia, perché mi dava qualcosa in più che il romanzo e la prosa non riuscivano a darmi, nonostante fossi davvero una bambina.

Quando cominciammo con questo concorso con la classe, io mi sentii molto ispirata. Era un tentativo, volevo riuscire a fare quello che avevo letto. Il primo tentativo non andò benissimo, ricordo che ci lavorai per parecchi giorni, ricordo di aver fatto questa poesia sull’ecologia, che mi sembrava un trattato per quanto ci avevo lavorato.

Per quanto ci ho lavorato sopra, penso di non aver mai lavorato così tanto in vita mia, però mi ricordo anche la soddisfazione di averla inviata, poi fortuna volle che vinsi anche il primo premio, quindi fu una soddisfazione assurda, quindi da quel momento è sempre stato un amore spassionato verso la poesia e verso la scrittura in generale.

Non ho mai smesso di scrivere. Qualche volta mi sono fermata, ho accantonato la cosa per due/tre mesi, però da quando ho cominciato il liceo ho cominciato ad approcciarmi alla poesia latina e greca, quindi c’è stato un processo evolutivo importante.

Anche se una persona è portata, lo studio c’è sotto: anche se su qualcosa hai una propensione innata, comunque devi lavorarci su, perché se non la coltivi non rimane niente.

2) Secondo te, perché la poesia ha così poco appoggio da quello che è il panorama editoriale, cioè perché è più facile che una casa editrice pubblichi un romanzo e non una silloge?

Purtroppo, è tristemente vero. La prima cosa che ho notato è, siccome i miei primi fan sono i miei amici e facendo leggere loro le cose, spesso piacciono le poesie brevi, concise. Per poesia non si devono intendere per forza i versi di Dante o chilometrici, a volte le poesie sono poche righe. Le poesie esagerate, di solito 30/40 versi, di solito non le scrivo: non mi dilungo perché quello che mi piace è il modo in cui una cosa così sintetica possa dare tanto.

Infatti mi sembra strano che i romanzi, che possono essere più fastidiosi come lettura, riscontrino più successo. Deve esserci un po’ di pregiudizio. Penso che non si studia abbastanza poesia a scuola, penso che tutti quanti abbiamo l’abitudine di leggere testi in prosa, quando invece la poesia potrebbe davvero dare tanto e soprattutto insegna a mettere in ordine le idee, perché il poeta deve riuscire a mettere in ordine i pensieri in una maniera differente, non in maniera discorsiva, ma deve avere musicalità, ritmo, quindi la poesia serve a mettere in ordine quello che pensi.

Non capisco tanto pregiudizio nei confronti di un mondo tanto vicino.

3)Qual è, secondo te, il rapporto tra poesia e social network?

Prima di tutto, penso che qualsiasi cosa in questo secolo sia collegata ai social network, sia per chi scriva un romanzo sia per chi scriva poesie. Io ho notato che molti poeti, anche non particolarmente preparati o agli inizi, si sono fatti strada proprio facendosi conoscere su Facebook.

L’obiettivo della mia pagina è di cercare di raggiungere più persone possibile, perché vedo autori come Gio Evan uscire dal nulla e hanno conquistato un vasto numero di seguaci e adesso sono riusciti a pubblicare e a fare anche presentazioni in lettura metrica con concerti correlati.

Ti può dare uno sbocco e può aiutarti a farti conoscere, come sempre. Poi i miei amici mi condividono sempre su Facebook, sono la mia fonte maggiore di reddito.

4)Come vedi la sfida di Twitter sulla poesia, anche dopo la ricerca di Simone Bennati, che ha visto i poeti come i più detestati su questo social network?

Non ti so dire bene come un poeta può rapportarsi ai followers di Twitter, perché non lo uso, però so più o meno come funziona. Il fatto di aver sentito che i poeti sono i più odiati su Twitter un po’ mi fa specie, forse perché i poeti sono la bocca della verità e quindi la verità spesso può essere fastidiosa e può ferire.

Potrebbe essere questa una chiave di lettura di questo odio, anche se, tra le persone che conosco (e sono tante, perché nel mio liceo ho potuto parlare con molte persone della mia età e comunque, in generale, nella nostra vita conosciamo tante persone), non ho mai notato questo particolare astio, qualche volta un po’ di pregiudizio, ma nessun odio particolare.

5)Puoi dare qualche consiglio a chi vuole partecipare ai concorsi, visto che tu ne hai vinti tanti?

Io consiglio sempre a tutti di partire dai concorsi gratuiti, perché vedo troppi concorsi a pagamento con quote elevate: per farsi una carriera, non serve vincere un concorso per cui hai pagato 1000 Euro, conviene partecipare a tanti concorsi, mettersi in gioco, anche piccoli, che ti permettano di metterti in gioco senza rimetterci economicamente.

Bisogna stare sempre attenti alle selezioni delle poesie. Purtroppo, mi sono resa conto che ogni persona preferisce una poesia differente. Ho l’abitudine di chiedere alle mie amiche quale poesia mandare e mi ritrovo sempre con la paura di sbagliare, perché ricevo 2000 pareri.

Per cui, fidati di te stesso, che se pensi che la poesia è scritta bene, evidentemente è scritta bene, perché sei tu che hai l’orecchio, quindi buttati, al massimo non vincerai, non morirà nessuno, quindi andrà tutto bene.

Il terzo consiglio è tentare, farne il più possibile, perché, per la legge dei grandi numeri, su 150 concorsi a cui partecipi, uno, due, spero tutti e 150 per qualcuno, si possono vincere. Se non te ne riesce uno su 150, forse devi scrivere un romanzo…

6) Cosa ti è piaciuto di più o di meno di questo nostro nuovo assetto come Web Journal?

Quando ho visto che eravate diventati un giornale, mi sono sentita fiera anch’io. Provo tanto affetto per il blog, infatti siete stati i primi a pubblicare una mia poesia. Io andavo in quinta elementare e ricordo con tutto l’amore del mondo questo fatto.

Ogni tanto, tornavo sul sito per i concorsi, ma anche per leggere gli articoli. Ho visto la redazione, l’articolo di Alberto Angela, seguo ciò che fate e ho visto davvero il cambiamento.

Siete partiti come un blog nemmeno con tante persone e siete diventati un giornale di un certo spessore in questo campo. Io sono criticona su certe cose, ma su di voi non trovo pecche. Sinceramente, quando ti ho contattata, non mi aspettavo che rispondessi subito, quindi è stata una piacevole sorpresa vedere che, nonostante fosse passato tempo e le cose fossero un po’ più grandi, tu sia rimasta sempre la stessa.

Ho preparato due poesie per voi, ho preferito non mandarle ai concorsi e lasciarle a voi:

Sotto la burrascosa pioggia
che sia Novembre o Agosto
sotto il terreno zuppo
con lo scroscio nella testa,
tu stringimi forte,
che non è mai tempesta
dove sorridi tu.

E stamattina
come d’usanza,

(e per fortuna)

mi sono svegliato.

E dietro la finestra
c’era un sole opaco,

dal lato destro del letto
poi mi sono voltato
che eri lì accanto
me l’ero scordato,

(le lenzuola accartocciate,
il cuscino sgualcito,
le coperte stropicciate,
e poi
nel silenzio
tu)

t’ho sussurrato:

“Il sole dei miei giorni
non è mai opaco.”

Tu mi hai sorriso
ma non hai capito
che il sole al quale
io mi riferivo
era quello a cui accanto
la notte dormivo.

Seguendo un po’ le orme di Regala un Racconto, ho creato un evento che si chiama “Regala una poesia”, che si riferisce solo a S. Valentino, perché alcune mie amiche mi chiedevano di raccontare emozioni e sensazioni da loro vissute.

Il perno della mia vita è l’amore, l’amore verso la poesia, l’amore verso anche molte persone che mi circondano.

7) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Nel futuro molto prossimo, per la fine dell’anno, vorrei una pagina Facebook che mi faccia da biglietto da visita per poter pubblicare una raccolta di poesie e sto cercando persone di spessore che mi aiutino a trovare un buon editore.

Editori, se state cercando qualcuno, io ci sono, magari vi fa comodo avere una 16enne che si sta spaccando la schiena al liceo classico, una buona promessa: uno che fa il liceo classico, può fare qualsiasi cosa nella vita.

Mi piacerebbe viaggiare all’estero e scrivere una poesia per ogni Paese del mondo, magari riuscendo a fare della scrittura un lavoro. Il mio Paese preferito è la Norvegia.

Un abbraccio a tutti quanti e spero che qualcuno sia riuscito ad ascoltarci per tutto questo tempo e grazie a te per avermi dato modo di parlare. Ringrazio anche i miei genitori, i miei amici (la curva B) e il mio ragazzo per essere la mia ispirazione.

La pagina dove leggere le poesie di Martina Borrello su Facebook è Senza Condizioni.

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Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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