Intervista a Loredana Lipperini

pupa
Loredana Lipperini
Loredana Lipperini

Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice e blogger per Lipperatura dal 2004 racconta in questa intervista la sua ultima fatica letteraria: “Pupa”.

Andiamo con ordine

1) Quanto pensi sia cambiato il panorama letterario da quando, quasi dieci anni fa, sei partita con la tua avventura online Lipperatura?

E’ molto cambiato. Dieci anni fa vendere 3000 copie di un libro era un flop, e oggi è un successo. Dieci anni fa un volume restava almeno tre mesi in libreria e oggi resta venti giorni. In generale, c’è più incertezza, meno progettualità da parte delle case editrici e di contro una grande ansia di pubblicazione da parte degli esordienti. Al momento, siamo in stallo.

2) La tua “Pupa” si svolge in un mondo futuro vicino per scelta: quanto temi si possano perdere i rapporti tra le persone e quanto pensi incida la Rete in questo contesto?

Pupa è una distopia, genere, noto, molto praticato, da ultimo, nell’ambito del fantastico. Genere in cui si proiettano certamente i propri timori: in realtà, però, sono molto più ottimista di quanto possa apparire in un racconto, che è un’opera di finzione e non necessariamente rispecchia la mia posizione. A ogni modo: non è la Rete in sé a incidere negativamente sui rapporti fra le persone, ma un clima generale di sfiducia e mancanza di sguardo sul futuro.

3) Come coniughi web, scrittura a penna (come Adele) e giornalismo, tre mondi in cui sei stata e sei in primo piano?

Semplicemente, li uso tutti e tre. La penna è insostituibile per prendere appunti, almeno per me, e continuo a scrivere a penna nelle fasi preparatorie di un libro. Faccio giornalismo culturale sul web come su carta e alla radio, non mi comporto molto diversamente nei vari media.

La copertina di Pupa

4) Quale consiglio daresti a chi inizia ora a scrivere? Come vedi le iniziative di scrittura collettiva, sempre più diffusi nel web?

Leggere. Leggere fino allo sfinimento. Leggere anche libri che si reputano lontani dai propri gusti. Non porsi l’obiettivo immediato della pubblicazione. Prendersi e prendere tempo. Diffidare delle centinaia di scuole di scrittura e agenzie di editing o letterarie che spuntano come funghi. Leggere e ancora leggere. La scrittura collettiva in sé non è migliore o peggiore di quella “solitaria”: dipende dalle finalità con cui nasce, come ogni scrittura.

5) Come poni “Pupa” rispetto alle”sorelle” che hai già ideato?

Una prosecuzione della trilogia delle donne uscita per Feltrinelli, in chiave narrativa.

6) La Rrose Sélavy… Cosa adori di questa casa editrice?

Il fatto di essere piccoli, coraggiosi, di qualità.

Ringraziamo Loredana per la sua squisita gentilezza 🙂

 

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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