Intervista a Francesco Mastinu: “Eclissi”

eclissi autoreFrancesco Mastinu riprende le nostre interviste agli autori esordienti e lo fa con “Eclissi”, libro che abbiamo recensito poco tempo fa e che vi consigliamo di leggere.

1) Come è nata in te la passione per la scrittura?

Fin da piccolo ho sempre cercato un modo di esprimere quello che avevo dentro senza essere obbligato a farlo esponendomi in prima persona. Vuoi per timidezza, vuoi per paura dell’altro che non sapevo come mi avrebbe trattato. Ecco, credo che la passione per la scrittura abbia come base il desiderio di raccontarmi e di essere capito, in tutte quelle cose che un bambino invisibile e tremante, quale io ero, non riusciva a essere partecipe. Ho scritto a fasi alterne, sin dalle elementari, in adolescenza, in giovane età, portavo sempre sul piatto me stesso. Ma è solo con l’età adulta che ho imparato, a mie spese, che per scrivere ed essere letto, che per fare in modo che il tuo messaggio arrivi al destinatario, non basta averne voglia o scrivere pagine su pagine, ma c’è bisogno anche di dare una forma adeguata all’emozione che vuoi raccontare.

 

2) Eclissi è una storia d’amore tra due ragazzi. Cosa pensi dei due ragazzi che hanno portato la loro storia a Sanremo e si sono poi sposati all’estero? E di cosa sta accadendo in Francia, dove i cittadini sono contrari ai matrimoni gay?

eclissi e la lotta all'omofobia

Oddio, cosa ne penso… Bisogna, a mio avviso, fare delle distinzioni. Che Federico Novaro e Stefano Olivari abbiamo avuto il coraggio di uscire fuori e raccontare la loro storia d’amore e il loro desiderio di riscatto agli occhi di uno Stato che non tutela uno dei tuoi diritti fondamentali (quello di amare e di avere il proprio legame tutelato dalle norme di diritto, appannaggio della maggioranza) penso che sia una cosa bellissima. Avevo avuto modo di commuovermi quando quel video venne caricato su Youtube, ancor prima che arrivasse a Sanremo (dove è stato, inspiegabilmente, tagliato nella rappresentazione dal vivo). Ecco, iniziative di questo tipo, a mio avviso, servono a scuotere la coscienza civile, a dare degli input, a fare in modo che una base di cittadinanza esprima il suo parere e cerchi di veicolare un messaggio ai centri del potere.

Posso solo augurargli che la loro storia possa effettivamente coronarsi con un matrimonio riconosciuto valido anche per lo stato dove vivono, cosa che, ovviamente, auguro anche a me. Eppure, penso anche che il loro gesto rischi di rimanere uno sparo sul mucchio, data l’indifferenza che ancora oggi vige da parte dei nostri rappresentanti politici in merito a temi del genere: urgenti, importanti, condivisi forse dalla maggioranza, e comunque, parliamo di diritti, cose costituzionalmente non si possono ignorare.

In merito alla Francia: in primo luogo, ritengo che le notizie “tradotte” possano sempre essere veicolate su un versante piuttosto che in un altro. Chissà perché ha avuto molta risonanza la manifestazione di protesta e poca la manifestazione a favore. In secondo luogo, credo che reazioni di questo tipo siano fisiologiche, per quanto spesso strumentalizzate da persone o caste che intendono dare un’idea di fondo su come debbano agire gli altri. Ma le manifestazioni, che sono comunque un diritto acquisito di cittadinanza, possono strepitare ma fino a un certo punto influenzare comunque chi (lo Stato) ha il dovere di tutelare i diritti di tutte le persone, comprese quelle omosessuali che hanno il diritto di sposarsi e di aver accesso a tutti gli istituti previsti per le altre coppie. Si tratta di norme che cancellano delle diseguaglianze sociali. A maggior ragione se parliamo di diritti, non di CASTA. D’altronde Hollande le elezione le ha vinte e il suo programma era sotto gli occhi di tutti: se ne sono accorti soltanto adesso?

Poi, posso pure dire di non essere d’accordo, ma fin troppo spesso non ci si rende conto di cosa significa essere discriminati dallo Stato sin tanto che non lo si prova sulla propria pelle. Le stesse manifestazioni le abbiamo viste in Spagna, le fanno anche da noi (e qui l’idea del matrimonio non ha proprio sfiorato nessun parlamento, pensate un po’ come stiamo messi), ma in questo particolare momento, dove l’Italia è rimasta la sola in Europa (con Polonia, Grecia e qualche stato dell’Est) dove non esiste una normativa contro l’omofobia e per le unioni tra persone dello stesso sesso. Sì, sono convinto, ahimé, che lo scalpore per la reazione francese (la cui entità non la possiamo appurare, stando appunto dall’altra parte della frontiera) sia un po’ ingigantita e pilotata.

3) Lo spot contro l’omofobia basta ad arginare il fenomeno?

No. Lo spot è solo uno dei passaggi necessari, che veicoli un messaggio alla popolazione. Ma dello spot non me ne faccio un fico secco se il politico di turno parla dei gay come di malati e ne osteggia l’esistenza, utilizzando lo stesso canale dello spot. E ancora di più, coi fichi secchi, ci faccio le nozze se non educo la popolazione non tanto alla tolleranza, quanto alla diversità come risorsa e come ricchezza per l’individuo, e di certo non viverla come pericolo. In un momento buio come questo, è fin troppo facile approfittarsi del sentire comune per lanciare pietre contro una categoria, piuttosto che un’altra. Il diverso purtroppo fa paura, il pregiudizio striscia, e la violenza insorge e si stratifica. E non si tratta di un trattato teorico, lo vediamo tutti i santi giorni quello che succede.

4) In Eclissi usi una tecnica narrativa molto particolare: ti va di parlarcene, ma soprattutto che ti salta in mente?

eclissiDiciamo che non sapevo decidermi tra la terza persona a focalizzazione interna, la prima e la seconda persona, così ho fatto un mix e ho tirato fuori questa struttura. Scherzo 

In verità a me è sempre piaciuto sperimentare nella scrittura. Sia in termini di voce narrante, laddove mi piace poter descrivere una situazione con più prospettive, sia con l’uso, che a volte sì, per me è inaudito, di flashback e flashfoward. E alla fine penso che la struttura attuale di Eclissi, a tre voci (tutte di Riccardo) e, soprattutto, con rimandi al passato e al presente, per rendere la narrazione un pochino più ritmica. Tra l’altro, proprio su questa struttura, per le quali io sono stato pignolo all’inverosimile, io ci credo molto, perché il risultato mi ha soddisfatto.

 

5) Come hai conosciuto la Lettere Animate? Come ti trovi con loro?

All’editore ci sono arrivato tramite le liste del Writer’s Dream Forum, col quale collaboro da qualche anno. E devo confessare che mi aveva attirato sin da subito, infatti ho preliminarmente fatto incursioni nel loro catalogo leggendo qualche testo per rendermi conto. E alla fine mi sono convinto a far la mia proposta. Per il resto il rapporto è in divenire: è un editore giovane e brioso, con tante iniziative e voglia di fare libri, ma non è ingessato nel suo ruolo. Per cui diciamo che, a parte qualche problemino di distribuzione, ci siamo ritrovati e, sperando sia reciproco, non ho nulla di che lamentarmi del suo operato.

6) Dove troviamo il tuo libro?

Il libro nel formato cartaceo è disponibile in rete sul sito dell’editore: http://www.lettereanimate.com/eshop/index.php?route=product/product&product_id=89

Su Ibs http://www.ibs.it/code/9788897801429/mastinu-francesco/eclissi.html

Su Amazon http://www.amazon.it/Eclissi-Francesco-Mastinu/dp/8897801420/ref=aag_m_pw_dp?ie=UTF8&m=AC223MPI9I96I

Nel formato ebook in tutti i maggiori store online. Sulle librerie, è ancora tutto in divenire.

Per chi invece volesse, comunque, avere costanti aggiornamenti su recensioni, segnalazioni o interviste, c’è una pagina apposita del mio blog: http://jfmastinu.wordpress.com/about-eclissi/ oppure nel profilo ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/framastinu

Chi invece tweetta: https://twitter.com/FrankMastinu

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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