Storia dell’influenza degli influencer

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Il giovane prese a saltare tutto contento, esultando e sventolando il post-it che aveva trovato. Nella foga della gioia, spalancò inavvertitamente la finestra, e una folata gelida lo investì, mettendo ancora più a soqquadro la sua stanza. Richiuse in tutta fretta, convinto di esser riuscito a contenere i danni, ma non fu così: quel freddo improvviso gli penetrò nelle ossa, e subito prese a starnutire copiosamente.

“Se non metto subito una maglia più pesante, rischio di prendere un accidente. E poi addio progetto viral marketing basato sulla condivisione flash di street food su instagram, twitter e facebook! Ma un momento…ma come parlo? Sembro una fashion blogger…”

Il ragazzo, stranito, non riusciva a capire cosa gli stava prendendo. Si sentiva la testa pesante, ma non per una qualche forma di rinite, ma perché offuscata da vari pensieri: fluttuavano idee che parlavano di strategy, content, social media, sharing e lasciavano in bocca il sapore di una brutta medicina, che tra l’altro ti puzza pure di fregatura, di placebo. Cercò di non pensarci, si coprì e iniziò a sistemare la stanza, ma a ogni starnuto, era nuovamente il caos. A un certo punto qualcosa attirò la sua attenzione: i ripetuti starnuti avevano sollevato tutti i post-it, che stranamente si erano allineati in vari gruppi, in base al tema, con un ordine che ricordava la struttura di alcuni post dei suoi “amici” santoni…possibile?!

Subito si precipitò su Internet, per una prima diagnosi di questa stranezza riscontrata, scoprendo che quello che poteva sembrare un banale raffreddore, in realtà era una malattia ben più grave: influenza. Ma non quella classica, che curi con pigiamone sconsigliato persino per un post sul relax del dopo lavoro, e un brodo di pollo che, come lo giri giri, è comunque troppo brutto e triste da fotografare e condividere con i propri follower. No, quella che aveva preso lui è l’influenza degli influencer.

“Al momento sono pressoché sconosciute le modalità di trasmissione e contagio, sia le possibili forme di prevenzione. La diagnosi spesso arriva quando è ormai troppo tardi e ogni possibile cura al momento sviluppata diventa insufficiente ad aggredire il virus. I sintomi sono: voglia di divulgare ciò che si sa, incremento della capacità espositiva e persuasiva, tremore alle dita, come se picchiettassero di continuo.

“Ma questa è pura follia! – esclamò stupito e sorpreso – Tutto ciò non ha senso, non esiste l’influenza degli influencer! Devo fare qualcosa, scrivere un post in cui metto in guardia i miei seguaci da questi silly che si divertono a terrorizzare il mondo con i loro complotti. Anzi, scriverò una guida su come riconoscerli ed evitarli, poi un post su come scrivere efficacemente sul web, poi una serie di video in cui…”

E fu allora che si accorse di essere malato, molto malato.

Si gettò sul divano, prese il suo smartphone, e scrisse:

“Stasera relax: pigiamone, brodino caldo e filmetto d’autore. #influenzanuntetemo




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Vice direttore de Il Piacere di Scrivere, fa dell'ironia e del sarcasmo un'arma letale.

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