Il punto su “Deve accadere”, raccolta di racconti di Giovanni Venturi

deve accadere“Deve accadere” di Giovanni Venturi è quella che si definisce una “sperimentazione”. Attraverso i 15 racconti che compongono l’e-book, l’autore affronta diverse sfaccettature di un genere letterario complesso: la vita e il viaggio. Meglio, il viaggio come metafora della vita; la vita come metafora di un viaggio: entrambe le metafore coesistono e si confondono in un flusso di emozioni.

Deve accadere di Giovanni Venturi: contesti ed emozioni

Alcune premesse di contorno prima di iniziare con il testo vero e proprio. “Deve accadere” è un’opera prima in self-publishing. Ed è un e-book. Questo significa, a prescindere dai risultati ottenuti, un grandissimo coraggio: la voglia di mettersi in gioco, di aprirsi senza paura. Molti autori affermati non sono in grado di avere questo coraggio. Un coraggio che vale doppio, visto il livello di Giovanni Venturi, ma sullo stile ci soffermeremo più tardi. Cosa trova il lettore in questo e-book? 15 racconti, strutturati in questo modo:

– Situazione iniziale descritta dal protagonista in prima persona;

– L’evento imprevisto;

– Quello che si definisce il flusso di coscienza, cioè le impressioni e le sensazioni del protagonista.

I vari racconti di “Deve accadere” sono dei piccoli ritratti, spaccati della società che non hanno un solo punto di vista (quello dell’autore o quello del protagonista), ma più punti di vista impreziositi di emozioni mai banali. Prendiamo a riferimento il primo racconto del viaggio in treno. Il protagonista parla del treno, dei ritardi, ecc. Sottilmente, l’autore mostra la tematica degli italiani emigrati che tornano in Italia. Poi si passa alla bella ragazza sul treno bloccato per il solito imprevisto. Le prime impressioni sono di quelle di tutti i ragazzi. Una nuvola squarcia il quadretto, ma l’autore non dice niente: lo mostra con l’anafora, cioè ripete la frase che la ragazza dice a telefono a tutti i ragazzi con cui parla “Ti penso a pazza”. “Pensa a pazza”, penso come lettrice, ma si perde il meglio che le passa davanti, così, a livello superficiale. Rileggendo in maniera approfondita: “Ti penso a pazza”…Non significa niente! Vuoto: il vuoto che avanza nel nostro Bel Paese. Non mancano frasi che mostrano meglio questo scarto (cito pag. 101, anche se negli e-book la pagina lascia il tempo che trova):

“Ci sono troppi testi di grandi editori in bella vista, pile su pile di libri best seller che diventano ancora più best seller con lo scorrere dei minuti, dei secondi.
Sa di marcio, ti dici, ma ha il suo fascino.”

Deve accadere: lingua e stile

Semplice e realistico, senza essere mai banale. Giovanni Venturi ha già trovato il ritmo nello scandire le parole, chi legge non legge: guarda direttamente quello che si sta narrando. Difficile trovare periodi complessi, ma sinceramente è meglio così. Complimenti Giovanni, continua a scrivere mi raccomando!

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Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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