#ijf15, tra libertà di espressione e blogging

festival internazionale del giornalismo 2015

Si è svolto lo scorso 19 Aprile il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia. La kermesse, partita il 15 Aprile, ha puntato l’accento sulla libertà di espressione e sul blogging.

La kermesse dei grandi numeri & Snowden

La manifestazione internazionale quest’anno ha trovato terreno molto fertile in termini di interazioni (soprattutto su Twitter, dove l’hashtag ufficiale ha attirato l’attenzione dei social media manager con l’esorbitante numero di 56mila Tweet) e sul sito online, dove in migliaia si sono collegati per seguire le dirette streaming.

L’evento più atteso è stato l’intervento di Snowden in differita sulla libertà di espressione. Per chi non se lo ricorda, Snowden si trovava in Russia quando fu accusato dagli Stati Uniti di aver rivelato informazioni protette da segreto di Stato (soprattutto su programmi di sicurezza basati sulla raccolta di informazioni personali).

La cosa aveva suscitato notevoli imbarazzi e scoperto le carte in tavola sull’uso dei dati da parte degli Stati. Si scoprì, infatti, che gli Stati Uniti seguivano, in incognito, anche i Paesi alleati.

La presenza di 2500 giornalisti accreditati rende il Festival di Perugia uno specchio per le vertenze della categoria, che ora ha anche la sfida dell’innovazione lato blogging.

Come sta andando il settore

Nell’ambito più professionale della scrittura, tante le vertenze in atto. Il problema più sentito resta la libertà di espressione, soprattutto per le testate locali, che devono tenere conto non solo degli editori, ma anche della politica e dei piccoli inserzionisti che garantiscono la sopravvivenza.

Ovviamente, non si poteva non discutere di quanto accaduto alla redazione di Charlie Hebdo. La riflessione più profonda passa poi all’Italia, con la questione Erri De Luca. Qual è il confine che separa la scrittura dalla diffamazione? Quanto è giusto proteggersi e quanto, invece, si nega alle persone di esprimere se stesse (o di informare)?

Il tema è sicuramente stringente, accanto al mondo del blogging, che ora non può essere più ignorato. La competizione sempre più alta tra testate più o meno riconosciute e fonti autorevoli di opinione ha portato a una degenerazione dei titoli delle testate, volte a spettacolarizzare il più possibile la notizia o a selezionare le notizie in base ai Like.

Il caso più emblematico resta l’epic fail del social media manager del Messaggero, che ribatté a un utente dicendo di essere la pagina Facebook della testata, non la testata… La confusione e la mancata conoscenza di alcuni aspetti base rende sicuramente difficile per un gionalista di vecchio stampo organizzarsi, soprattutto se si è arroccati nelle proprie posizioni (scambiando Adsense per le inserzioni cartacee…).

L’anno prossimo ci sarà Saviano?

Mentre nuove sfide attendono cronisti e tesserandi, si vocifera che l’anno prossimo sarà ospite Roberto Saviano, l’uomo che ha dato all’inchiesta una forma letteraria, a dimostrazione che la kermesse resta la più importante al mondo per quanto riguarda i giornalisti e chi scrive per professione.

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Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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