L’editor: chi è e come aiuta gli autori. Intervista a Federica Piacentini

editor Federica Piacentini

editor Federica PiacentiniL’editor è una figura molto richiesta da case editrici ed autori esordienti. I primi cercano un editor che sappia valutare al meglio i libri in arrivo, i secondi vogliono un editor che sappia indicare una strada da seguire per la pubblicazione e la distribuzione del proprio libro. Ci spiega la figura dell’editor Federica Piacentini, editor e scrittrice.

editor Federica Piacentini1) Editor e scrittrice, hai frequentato un Master prestigioso prima di iniziare. Spiegaci in cosa consiste la figura dell’editor!

L’editor è un lettore consapevole, capace di individuare punti di forza e punti deboli di un manoscritto: sui secondi, interviene a più livelli, dai refusi allo stile, alla struttura narrativa, alla formattazione e impaginazione del testo. I primi vengono esaltati smussando i secondi. In definitiva, l’editor fa di un manoscritto un libro.

Nella mia concezione di editing, l’editor è il miglior amico dello scrittore: spesso si pensa a questa figura come uno “squalo” del manoscritto, che interviene a gamba tesa senza tener conto del parere dell’autore. Per me non è così.

Amo definire questo mestiere un lavoro di squadra tra editor e autore: entrambi lavoriamo per migliorare il manoscritto ed esaltarne le qualità. Appassionarsi alla scrittura degli altri è il primo fondamentale passo; rispettare lo stile, la sensibilità, i contenuti e i temi di un autore è lo step successivo: l’autore non deve mai sentirsi defraudato della propria opera, ma deve al contrario sentirsi compreso nella sua scrittura.

Non è un mestiere semplice, certo, poco amato per via della cattiva reputazione arrecatagli da non professionisti; tuttavia, se si lavora bene ricompenserà di tutti i sacrifici. Ogni opera – nessuna esclusa, persino Calvino, la Morante e altri noti e apprezzati scrittori editavano i propri testi – ha bisogno di un lavoro di editing, di una “mise en forme”, di una sana ripulitura.

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Il motivo è semplice: nella stesura di un manoscritto, molte cose possono sfuggire agli autori, refusi e strafalcioni grammaticali in primis. Nella gestione di un romanzo può capitare con facilità che si confondano i nomi dei personaggi o che qualche passaggio della trama, chiaro all’autore, rimanga nascosto al lettore. È assolutamente normale che ciò avvenga, poiché lo scrittore, avendo riletto il manoscritto molte volte, non ha più la giusta distanza dal testo: un lettore consapevole dei vari strati di composizione di un testo ha invece “l’occhio vergine” e può cogliere sfumature, errori, potenzialità, ecc.

Non c’è nulla di peggio che presentare un testo sciatto e poco curato a un editore: ecco perché la figura dell’editor è tanto importante persino prima dell’invio del manoscritto in casa editrice. L’editing è fondamentale perché vengano pubblicati libri ben fatti, che rispondano alle alte esigenze del lettore: nella vita come in letteratura, bisogna presentarsi ben vestiti, puliti e ordinati, al lettore e in libreria. In tanti ritengono l’editor il male assoluto, il pignolo pronto a segnare in rosso e in blu ciò che non va o, peggio, il professorino pronto a giudicare un’opera e il suo autore.

Quest’ultimo non è l’atteggiamento giusto, o perlomeno non è il mio approccio al testo e all’autore. Per questo mi ritengo fortunata: ho sempre rispettato ogni pagina, ogni parola di un testo, discutendo ciascuna modifica o intervento con lo scrittore, e gli autori sono sempre stati entusiasti del mio lavoro di editing. Mi ripeto: non è un mestiere semplice, spesso non viene capito o apprezzato – in pochi ne conoscono tutti gli aspetti – ma può regalare immense soddisfazioni.

2) Come hai trasformato la passione per la letteratura in una professione? Quali sono le qualità per emergere in questo settore?

Semplicemente è accaduto. Ho sempre avuto una forte inclinazione per le lettere, sin da bambina. Ricordo la prima parola che ho letto, il mio primo libro, la prima favola e le prime poesie. Negli anni ho continuato a scrivere e a leggere, ho letteralmente divorato libri su libri, ho scritto poesie su poesie, poi gli articoli, infine i primi racconti.

Sapevo che volevo scrivere ma non sapevo ancora bene quale tipo di scrittura si addicesse di più alla mia sensibilità. Poi è arrivato il master, dopo le mie lauree (il triennio in Scienze dei beni storico-artistici, musicali, cinematografici e teatrali e il biennio in Editoria e scrittura), e lì ho compreso di più le mie capacità.

Nella letteratura esistono molti mestieri (lo scrittore, l’editor, l’editore, il giornalista, l’insegnamento), penso che tutti abbiano un elemento in comune: bisogna essere degli insaziabili, pignoli, attenti lettori. Bisogna scegliere con cura le letture, perché proprio quelle letture influenzeranno le nostre capacità di lettore o di scrittore. Bisogna amare la propria lingua, conoscerla a fondo, non smettere mai di consultare il vocabolario. Bisogna essere veloci, puntuali, affidabili. Tuttavia, tra tutte credo che tre siano le qualità immancabili: l’umiltà, la sensibilità e l’onestà intellettuale.

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Onestà intellettuale per non promettere falsità: non bisogna giocare con i sogni e le speranze di quanti vedono nella pubblicazione la certificazione di un talento, della propria autostima, delle proprie capacità.

Sensibilità per comprendere che qualunque linguaggio si usi, la creatività è espressione dell’uomo ed è ciò di più fragile e prezioso si possa maneggiare: un manoscritto potrà anche essere pessimo o non avere alcuna speranza di essere pubblicato, tuttavia è un’opera dell’ingegno che merita rispetto.

Infine l’umiltà: non è l’ultima ma la prima qualità. Con umiltà, bisogna avvicinarsi all’opera degli altri; con umiltà bisogna avvicinarsi alla scrittura come forma d’arte e d’espressione, con un occhio al passato e lo sguardo proiettato verso il futuro; con umiltà bisogna leggere, leggere, leggere e dai classici continuare a imparare.

3) Secondo te, quando un autore dovrebbe rivolgersi a te? Quali sono i servizi che metti a sua disposizione?

Che sia un professionista o un appassionato, i miei servizi si rivolgono a diverse tipologie di autori. L’editing è il primo servizio e si suddivide in correzione di bozze, editing di base ed editing qualitativo. Nella correzione di bozze, la correzione è superficiale: si eliminano errori di battitura, refusi, doppi spazi.

Nell’editing di base, si formatta il testo, si interviene sui periodi più complessi e meno chiari, si sciolgono dei nodi concettuali, si individuano “orrori grammaticali” che si nascondono tra le righe. Infine l’editing qualitativo, che agisce sui personaggi, sullo stile (cacofonie, ripetizioni, espressioni poco eleganti, ecc), sulla struttura narrativa.

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Redigo schede di valutazione (una lettura che evidenzia i punti di forza, i punti deboli e la pubblicabilità di un manoscritto), prefazioni e post-fazioni. Agli autori offro inoltre il servizio di tutoraggio, ovvero li seguo nella scrittura del manoscritto, dalla nascita alla stesura definitiva.

Infine, tengo delle lezioni on-line sia di editing che di scrittura creativa. Per chi volesse imparare senza necessariamente diventare un professionista si comincia dall’ “abc” – sia dell’editing che di scrittura narrativa; per chi ha già un’infarinatura le lezioni saranno degli approfondimenti. Le lezioni sono online (tramite Skype), individuali e basate sulle esigenze di ciascuno.

4) Hai un progetto interessante tra le dita: Metro-post. Di che cosa si tratta?

editor postazioneMetro-post è il mio Tumblr. È tutta la mia scrittura, se vogliamo. È il luogo dove carico i miei articoli, i miei racconti, le mie poesie e le mie fotografie. È la mia casa, lo spazio in cui i miei personaggi si misurano con i lettori, si raccontano, si espongono con le loro storie, tratte spesso dalla realtà ma raccontate secondo la mia sensibilità.

La mia scrittura ruota attorno ai diritti umani, dunque intorno alle persone: la persona è il fulcro della mia storia; lo strumento attraverso il quale racconto è quello fantastico della narrazione, della letteratura. Il giornalismo racconta pedissequamente la realtà, non risparmia sulle brutture, i drammatici scorci.

Compito della letteratura è cogliere la speranza in quegli stessi scorci, la meraviglia nelle brutture, la luce nel buio del mondo raccontato dai media. C’è sempre uno studio, una ricerca dietro i miei scritti, dentro i miei personaggi. Le donne e i bambini sono le mie più grandi preoccupazioni: a loro dedico gran parte della mia produzione e per loro continuo a occuparmi di temi scomodi, a volte persino troppo duri da raccontare, ma fondamentali per una società, non oso dire migliore, ma spero diversa.

5) Dove è possibile contattarti?

Attraverso Metro-post, attraverso il mio sito, attraverso tutti i social network esistenti (sono su Facebook e su Twitter), benché io non li ami. Per conoscere tutte le mie attività, i progetti che riguardano la photopoesia, i racconti per bambini, la rivista – che spero tra non molto di metter su – e molto altro, iscrivetevi alla mia mailing list. Ah, dimenticavo: se volete conoscere la mia scrittura, compagna fidata di tutta una vita, potete scaricare gratuitamente dal mio sito il racconto La Luna e la Stella.

 

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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