Il nuovo diritto d’autore digitale: cosa cambia per i copywriter?

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Cambia il modo di vedere il diritto d’autore. Se il mondo del web vede favorevolmente la nuova scommessa dell’Agcom (Garante per le Comunicazioni), i giornalisti hanno paura di non poter più utilizzare le fonti online con la giusta autorevolezza. Come funziona il nuovo diritto d’autore digitale?

Il nuovo diritto d’autore digitale tutela i copywriter

Fino a oggi, non c’erano strumenti legali con cui un blogger o un copywriter poteva tutelarsi se qualcuno copiava per intero il testo di un proprio articolo/post. Il massimo che poteva fare era effettuare un controllo con Copyscape e segnalare la cosa a Google per evitare di essere copiati di nuovo, magari inibendo all’utente “copione” l’accesso al sito.

La festa è finita, gente!
La festa è finita, gente!

Ora, l’Agcom tutela il tuo lavoro. Se scopri che il tuo contenuto è stato copiato, puoi inviare un’istanza presso l’Agcom, inviando sia il tuo articolo (con data),  sia l’articolo che pensi sia copiato (con data). Entro 30 giorni lavorativi, l’Agcom deciderà se è il caso di passare alle vie legali. Se sì, entro tre giorni dalla sentenza (se è a tuo favore), il sito sarà costretto a cancellare il contenuto copiato.

Il nuovo diritto d’autore digitale tutela gli autori

Gli autori che pubblicano online un e-book sono ulteriormente tutelati dal diritto  d’autore digitale. Se è vero che Facebook sta cercando di diventare un aggregatore di notizie, è anche vero che chi si permette di copiare e incollare le poesie presenti nei vari gruppi rischia di vedersi oscurato il sito.

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Gli autori che hanno paura a diffondere il proprio testo in PDF o senza l’inutile protezione DRM (che ha allontanato il mercato internazionale dagli e-book italiani) ora sono tutelati: basta che qualcuno abbia preso il proprio testo copiandolo di sana pianta.

Ovviamente la procedura in tribunale non è semplicissima: se il “copione” dimostra di non aver copiato, rischiate una denuncia per diffamazione.

Il diritto d’autore digitale e il panico del giornalismo

Non ho sinceramente compreso il tono polemico de Il Fatto Quotidiano : non è vero che qualunque cosa scriva oggi un giornalista possa diventare, per futili motivi di ripicca, motivo dell’oscuramento della testata online. Chi apre la procedura con la nuova legge sul diritto digitale è obbligato a dare le prove di quello che dice, e nessuno va in tribunale perché non ha niente da fare!

Per farvi un’idea più serena, vi consigliamo di leggere il comunicato stampa dell’Agcom e il regolamento ufficiale.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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