Detti da copy: i mantra dei freelance

mantra freelance

Il post n°400 del Piacere di Scrivere è dedicato a quelle espressioni che comunemente si usano tra freelance e che i professionisti offline non saprebbero come identificare! Buon divertimento!

Content is the king/the kingdom

Questa espressione, tipica dei webcosi, si è evoluta nel tempo. Inizialmente, si diceva: “Content is the king” (poi ognuno ha declinato la frase a comodo in millemila articoli) per dire che il contenuto identificava il suo autore e i servizi che poteva offrire per quell’azienda.
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Successivamente, la prospettiva è cambiata: il contenuto (inteso in senso generale come: articolo, video, infografica, ecc.) è diventato il “kingdom”, cioè il regno del cliente. Ovvero, si è pensato correttamente che un contenuto ben scritto, ma inutile per il cliente, fosse fatica sprecata. Un po’ come se su questo blog cominciassi a scrivere di aumento di Pil (cosa assolutamente fuori target, tra l’altro…). Quindi, quando sentirai questa frase, sappi che il freelance ti sta dicendo di trovare una strategia più efficace per i tuoi contenuti…

Per la qualsiasi

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Questa espressione è arrivata con una chattata con Benedetto Motisi e ricordo che ne rimasi sorpresa e divertita. Il freelance è abituato ad avere “capacità di problem solving”, che in lingua umana vuol dire “a vedersela da solo se succede qualsiasi imprevisto”.
Nel caso il freelance stia avendo a che fare con un nuovo contatto e questo contatto avesse bisogno di informazioni, allora il freelance dichiara di essere a disposizione “Per la qualsiasi”, cioè se servissero chiarimenti o ulteriori spiegazioni in merito. Inutile dire che l’espressione si accompagna spesso ai preventivi…

Come se non ci fosse un domani

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Questa espressione è arrivata da Beatrice Verga, sempre via chattata di Facebook: significa che il freelance non capisce perché Tizio o Caio stia facendo qualcosa senza pensare alle conseguenze. Alternativamente, l’espressione si usa anche nei confronti del freelance stesso, quando l’ispirazione lo porta a occupare troppo tempo in una questione, piuttosto che occuparsi delle scadenze più urgenti.

Ma chi è ‘sto cuggino?

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Il “cuggino” è una figura mitica, nata dai clienti del freelance. Ovvero, quando questi presenta la propria offerta, ecco spuntare dal cliente espressioni del tipo: “Mio nipote/ mio zio/ mio cugino lo fa uguale e non si fa pagare quanto te!”.

L’espressione si è declinata anche qui in millemila articoli, per la serie “Non fidarti del cuggino” e ogni volta che una webagency sbaglia nel messaggio da dare in una campagna (oppure quando ci sono da affrontare ondate di troll), ecco spuntare il freelance che, per commento o per post, esclama: “Ma chi è ‘sto cuggino che ha fatto questa campagna di scarpe?”. In ogni caso, chiamare un freelance “Cuggino” è una grave offesa, quindi non farlo.

E tu, quali mantra usi da freelance? Quali hai sentito più spesso?

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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