Cosa scrivere su un blog aperto da tempo

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Questo articolo non sarà su come aprire e pianificare un blog (sono post già presenti, gli ultimi sono di Michele Papaleo e Alessandro Scuratti, ma ognuno di noi ne ha scritto uno), oppure come darsi un obiettivo (che vedremo essere già presente), ma su come debba essere affrontata la questione “blogging” nel lungo periodo.

Il principio era il telefono

Ci sono tre cose che amo nella vita oltre scrivere: il caffé, gli anime e le chiacchierate al telefono (anche azzeccare una lettera in katakana…). Una di queste tre cose mi rende una persona felice, mentre le cavie dall’altra parte forse lo sono di meno.

Comunque, due anime prave webcose, nelle chiacchierate degli ultimi giorni mi hanno chiesto (senza parlarne tra di loro) la stessa cosa, ovvero come gestire uno spazio che loro hanno comunque ottimizzato e con un obiettivo.

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Di cosa stiamo parlando

Allora, in entrambi i casi stiamo parlando di un sito portfolio aziendale, ovvero un sito che mostra cosa quell’attività/quella persona sa fare. Questi siti, con buona pace di LinkedIn (che si può affiancare nella cosa), si fanno per rendere subito chiari al cliente obiettivi e competenze.

Per diversi motivi (il cui primo è dimostrare di avere le competenze evidenziate), questi siti hanno un blog interno di supporto, dove si possono fare guide, case study, o semplici opinioni sul proprio lavoro e su quello che succede intorno. Ora, dopo aver scritto tutti gli evergreen possibili (come si apre un blog, come si scrive un post, come si apre una pagina Facebook, ragazzi basta con questi post hanno scocciato), le anime prave si chiedevano che fare.

Poi mi sono messa nei panni anche di chi ha un blog letterario e non sa più che scrivere (soprattutto quei siti fatti per promuovere il proprio libro e per ospitare altri autori). Allora, per prima cosa, sono andata dalla persona che oggi viene nominata come il webcoso più fantasioso del web (no non sono io). Ecco cosa mi ha risposto alla domanda “Tu hai mai difficoltà nel pianificare i tuoi contenuti?”:

"Io cerco di mantenere un anticipo di almeno un mesetto nei miei post.
Ovviamente, utilizzo a questo scopo argomenti che so essere evergreen.
Se poi ci sono news importanti, quelle passano ovviamente avanti.
Ultimamente sto cercando anche di scrivere post "seasonal" (tipo quello di halloween, per intenderci),
e quelli hanno ovviamente pianificazione fissa.
Le idee me le faccio venire ovviamente da ciò di cui si parla (o si dovrebbe parlare) in Rete,
dalla mia passione del momento (vedi House of Cards), da spunti su cui inciampi per caso...
Cerco sempre di avere almeno 5-6 articoli "in scrittura" in freezer per i momenti bui.
E comunque sì: ogni tanto mi capita pure di rimanere senza idee, e di dovermi fermare a riflettere.
In quel caso, parto dalla ricerca delle keyword più importanti e mi muovo da lì,
finché non ho trovato qualcosa che mi ispira. "
Fabio Piccigallo

In sintesi:

  • Usa gli evergreen quando non sai cosa scrivere;
  • Cerca tra i social gli argomenti di maggior interesse per la tua nicchia;
  • Stacca per recuperare la creatività;
  • Approfitta delle ricorrenze;
  • Metti da parte qualche post per quando non riesci a scrivere.

Facciamo un passo avanti

Ok, fin qui abbiamo detto la base. Cosa facciamo se gli evergreen li abbiamo finiti, tempo per spulciare o per fare 1000 parole non lo abbiamo, se ormai abbiamo detto tutto lo scibile della webcosità? Gli articoli “La mia opinione” non sono contemplati ogni cinque minuti, si finisce alla Moncler. E allora?

Trova quella parte di te che nessuno conosce e trasformala in arte.

Ok, bella frase fatta, ma cosa vuol dire? Allora, c’è un motivo per cui siamo entrati nel Web, così come c’è un motivo se abbiamo aperto un blog letterario. Avevamo una passione e l’abbiamo declinata in questa maniera. Il nostro modo di vedere è completamente diverso da quello di un collega, con cui possiamo anche condividere obiettivi e interessi.

Butta all’aria il calendario editoriale e torna a disegnare

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C’è un evergreen: declinalo a modo tuo, in base ai tuoi tempi. Riesci a fare un articolo che ti appassiona una volta ogni due settimane? Meglio quello rispetto a un articolo di 300 parole buttate tutti i giorni. Non ci sono evergreen? Meglio ancora, lascia che la carta scorra: musica a palla e inizia a scrivere. Anche un semplice diario, del tipo “Oggi ho fatto questo e ho risolto questo problema” come lo hai risolto?

Non ho risolto nulla nelle ultime due settimane, ho semplicemente lavorato. Bene, hai portato avanti progetti, gestito la tua vita e magari una famiglia: come si avvia un progetto, come te la sei cavata? Il bello di questi articoli è che non sai mai dove vai a finire. Non improvvisare, semplicemente dimostra al tuo cliente di essere una persona, non una macchina da condivisioni.

Cambia obiettivo se serve un nuovo corso

Il “nuovo corso” mi ha dato grandi soddisfazioni, ma il cambio di rotta non è stato indolore: se il tuo blog letterario è nato per il tuo libro e il periodo promozionale è finito, non lasciare un vuoto incolmabile nel tuo blog, ma punta a creare qualità. Spesso, le idee te le ispira la stessa utenza in PVT.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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