Cosa fa un editore: la dura vita dei publisher italiani

cosa fa un editore

Cosa fa un editore? Come si apre una casa editrice e quali sono i costi che l’editore deve sostenere? Ecco qual è la dura vita di un publisher italiano.
Oggi partiamo una nuova “rubrica” all’interno delle guide “How to”. Queste guide saranno sulle “Dure vite” di chi lavora a vario titolo nel mondo dei libri e della scrittura in genere.

Partiamo da quelli che sono gli obblighi di un editore italiano dall’inizio alla fine e quali sono le spese che ogni editore affronta nella vita di tutti i giorni. Hai deciso di aprire la tua casa editrice, anche piccolina, anche digitale, in barba a tutte le statistiche delle fiere di settore? Ecco cosa ti aspetta.



Prima di tutto, si parte con le scartoffie di routine, ovvero necessarie ogni volta che si apre qualsiasi attività commerciale. Serve la partita Iva, l’iscrizione alla Camera di Commercio e un ottimo commercialista, magari che ha già delle case editrici come clienti, tanto per non sbagliare.

Mandati via i primi soldini, sarebbe bene far creare a un grafico un logo originale, da utilizzare per creare il marchio collegato alla tua casa editrice per registrarlo poi come marchio ufficiale. Non si sa mai, arrivasse qualche bontempone che si vuole spacciare per editore…

Ora, l’aspirante editore deve trovare un tipografo che faccia ottimi preventivi e un bravo grafico per le copertine dei suoi libri. Un libro non è valido senza ISBN, quindi sarà necessario acquistarne un pacchetto. Parte così la ricerca di autori esordienti.

L’autore dovrebbe avere disponibilità a promuoversi, non fare brutte figure alle presentazioni e non creare problemi con il diritto d’autore. Per sicurezza, però, meglio chiamare un avvocato per la stesura del contratto da utilizzare. La firma dal notaio non conviene per ogni pubblicazione, ma anche una PEC o una raccomandata con ricevuta di ritorno andrà benissimo.

Ora che hai trovato gli autori nel vasto mondo editoriale, le strade si dividono. Se sei un editore digitale, devi trovare un distributore che sia ovunque negli store online. Dovrai spiegare al tuo autore perché non si trova in una libreria tradizionale, perché non fai cartaceo e perché sei sempre su Facebook (il più delle volte per promuovere lui…). Il distributore online trattiene il 30-40% del libro, incluse le spese dello store (per esempio, Amazon prende una commissione sul venduto, ma non è il solo).

Se sei un editore in cartaceo, dovrai trovare un distributore per andare in libreria e dire così addio al 60% del prezzo di copertina del libro. Andare in libreria significherà che la libreria, se vuole, potrà ordinarlo. C’è chi fa da sé, creando una rete di librerie locali, ma bisogna investirci diversi anni di tempo.

In ogni caso, se sei un editore a pagamento dovrai spiegare perché vuoi un contributo (e ti assicuro che dire che non ce la fai con i costi non ti basterà), mentre se sei un editore NoEAP ti chiederanno cosa c’è sotto, additandoti che la causa è lo scarso diritto d’autore. Facci l’abitudine.

Devi promuovere i libri che hai pubblicato, sennò che razza di editore sei? Contemporaneamente, tra mail e scartoffie che ci sono sempre, ci sono le tasse da pagare, le copie da lasciare a Roma e alla biblioteca regionale e le spese di macero se tutto va male.

Oltre a questo, dovrai staccare un bonifico annuale all’autore, al quale devi comunque il diritto d’autore. Sul prezzo di copertina di un libro in cartaceo queste sono le percentuali:

60% distributore.
4% Iva.
7-10-15% diritto d’autore.
29% va a te

Di quel 29% devi ripagarti di tutti i costi sostenuti lungo la traversata (copertina, ISBN, editing, ecc.). Per l’e-book, invece, la situazione va più o meno così:

30-40% distributore.
4% Iva.
10-20% diritto d’autore.
36% va a te.

Qui stiamo facendo degli esempi medi, non è detto che l’editore digitale guadagni più di uno cartaceo. Anche questo esempio non tiene conto dei costi di realizzazione del libro. Questa è, al momento, la situazione in Italia, senza fare riferimento ai problemi di distribuzione legate ai colossi editoriali. Quindi, se trovi un editore, cerca di essere gentile con lui.

Dedichiamo questo articolo a Lisa e Luca, due editori coraggiosi.



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Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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