A tu per tu con il brivido

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Da E. A. Poe a Stephen King, quattro passi (al buio) alla scoperta del genere Horror

Amore o odio: non ci sono vie di mezzo. Perché il vasto, sconfinato genere Horror non è davvero per tutti.

Se fate parte di quella schiera di persone che nutrono un pizzico di curiosità nei confronti del mondo del terrore, ma fino ad ora non avete mai avuto il coraggio di addentrarvi in materia, sappiate che questa potrebbe essere l’occasione giusta per saperne un po’ di più.

Da sempre l’Umanità è stata condizionata dalla paura, già da quando i nostri antenati sussurravano storie fantastiche e terrificanti attorno al fuoco, nelle notti senza luna, con il piacere perverso di spaventarsi a vicenda. Non è strano pensare che nemmeno la Bibbia è immune dal fascino dell’orrore.

Questo tipo di letteratura, già figlio della corrente gotica settecentesca, vede i suoi albori nel Romanticismo: quando, cioè, si sente il bisogno di prestare voce alle emozioni umane. E quale emozione è più forte e immediata della Paura?

Il capostipite indiscusso è senz’altro Edgar Allan Poe, che con le sue opere ha reso insonni le notti di molti lettori. Indimenticabile il suo “La caduta della casa degli Usher” – conosciuto anche come “Il crollo della casa Usher” – che getterà le basi del genere horror con l’utilizzo della narrazione in prima persona (ricorrente tuttora in molti romanzi del terrore, dal momento che permette facilmente l’immedesimazione e il coinvolgimento emotivo del lettore).

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I suoi lavori cambieranno per sempre questo modo di narrare: ne sa qualcosa H. P. Lovecraft. Un nome, una garanzia: in italiano il suo cognome significa letteralmente “amore, passione per il proprio lavoro, per la propria arte”. E di amore nello scrivere ce ne mette davvero tanto, quando, imprimendo i propri incubi sulla carta, fa nascere capolavori come il “Ciclo di Cthulhu”.

A lui si deve il leggendario “Necronomicon”, mitico libro di magia nera che compare in moltissime produzioni cinematografiche e letterarie. Ancora oggi i più pensano che si tratti di un testo realmente esistito, senza lontanamente immaginare che si tratta esclusivamente del frutto della fantasia di questo genio, e questo la dice davvero lunga su di lui.

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Non si può parlare di genere horror senza citare Mary Shelley. Cresciuta a pane e filosofia, ebbe una vita senz’altro movimentata, e non nel senso buono del termine.

Le sofferenze causate dal crescere senza una madre (morta dopo averla data alla luce), dal secondo matrimonio del padre, dalla fuga insieme ad un uomo già sposato (poi impalmato dopo il suicidio della moglie ufficiale), la grande miseria e la perdita di una figlia appena nata, hanno forse condizionato la Shelley tanto da far partorire al suo immaginario il mostro per antonomasia: la Creatura di Frankenstein, battezzando in un colpo solo il precursore degli attuali zombie (per la gioia degli appassionati dei film di George Romero) e l’archetipo dello scienziato pazzo.

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Mary Shilley Photocredit to Biography

 

Pensando al romanzo dell’orrore, molto probabilmente vi verrà in mente un altro tipo di mostro terrificante: il vampiro. Già presente in leggende e tradizioni di molti popoli, prende le fattezze decisive con il romanzo Dracula, magnificamente scritto da un Bram Stoker ispirato da un personaggio storico realmente esistito, famoso per la sua inaudita ferocia: Vlad Ţepeş Dracul, meglio conosciuto come Vlad il sanguinario o Vlad l’impalatore. Non è difficile pensare che tutti, almeno una volta nella vita, abbiano faticato ad addormentarsi al pensiero di un affascinante personaggio pronto a trasformarsi nel più spietato dei mostri, che potrebbe togliere la vita o mutare chiunque in suo servitore con un solo morso.

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L’horror oggi

Saltando a piè pari al giorno d’oggi, la letteratura horror ha subito una notevole evoluzione, suddividendosi in molteplici categorie e sottocategorie, andando anche spesso braccetto con altri generi letterari.
Inutile dire che il più grande esponente attuale è Sthephen King, con la sua sconfinata produzione. Non si fa fatica a immaginare che anche i non amanti del genere potrebbero tranquillamente aver visto la trasposizione cinematografica di un suo romanzo, senza nemmeno sapere che l’autore è lui.

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Probabilmente, passando davanti alla rivendita di una nota catena di fast-food, nel guardare il pupazzo-testimonial, avrete pensato a “IT”, il romanzo emblematico di King. Ma se non avete mai letto nulla di suo e volete cominciare, il consiglio migliore sarebbe quello di iniziare dal “Ciclo della Torre Nera”, che senza dubbio si può definire l’eccellenza della sua Opera Omnia.

Autori da ricordare ce ne sarebbero a bizzeffe e per farlo degnamente ci vorrebbe lo spazio di una enciclopedia!

Non resta che augurarvi di lasciarvi assorbire dal tunnel dell’incubo, sperando di avervi instillato almeno un briciolo di curiosità.
Una cosa è certa: una volta catturati dall’orrore non si torna indietro indenni. Ma questo non è necessariamente una cosa negativa.

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ABOUT THE AUTHOR

Nasce 35 anni fa a Taranto - la città che preferisce ricordare per i suoi due mari piuttosto che per l'acciaio - dove vive tutt'ora con la sua famiglia. Vincitrice di diversi concorsi letterari, ha pubblicato prevalentemente sul web e in antologie, ma ha un suo blog online.

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