Come gestisce i social un brand letterario internazionale

come usare i social

Oggi ti propongo un gioco: ti parlerò di un brand molto importante, sia a livello nazionale che internazionale, dalla lunga Storia, che è stato capace di usare al meglio i social network. Per scoprire di chi sto parlando, dovrai leggere fino in fondo questo articolo, ma per ora “accontentati” con qualche strategia che puoi utilizzare per i tuoi canali social.

Facebook

Memevertising

come usare i social

“Memevertising” è una strategia di comunicazione che consiste nell’usare i meme per dare immediatezza al messaggio che si vuole dare e renderlo virale. Il brand in questione usa il memevertising per promuovere in pagina articoli di approfondimento su una certa tematica: il meme rappresenta il punto chiave dell’articolo, mentre nello stato si inserisce un piccolo cappello e il link per saperne di più.

Ora, la strategia link+immagine sulle pagine ha lasciato il tempo che trova, come ha spiegato bene Fabio Piccigallo nel parlare della visibilità dei post in pagina. Nel caso specifico, però, l’organizzazione della pagina fa da contraltare a questo difetto. Se vuoi usare il memevertising, assicurati che il tuo messaggio sia chiaro.

Per il resto, ci sono tantissimi generatori di meme online che puoi sfruttare per la tua strategia. I meme non vanno messi a ogni post che pubblichi: cerca di utilizzare il memevertising come quella ciliegia che impreziosisce la torta e ricorda che il troppo stroppia.

Una perfetta organizzazione della pagina

come usare i social

Il brand era sicuramente conosciuto prima dell’avvento dei social network, almeno per un target dalla cultura medio-alta, di età variabile (studenti e accademici sicuramente, ma anche persone che desiderano chiarirsi dei dubbi). Ora, come presentare in modo innovativo il brand su un sistema come Facebook? La chiarezza compare ancora una volta, questa volta dalle prime battute, nell’organizzazione della pagina.

Facebook consente di creare pagine studiate in base all’attività di riferimento: il brand oggetto della nostra analisi ha giustamente optato per “Organizzazione governativa”, ha permesso le recensioni e i commenti da parte del pubblico, ha aggiunto il proprio indirizzo per essere facilmente contattabile, ha inserito persino la data di fondazione per renderla disponibile nella timeline della pagina, raccontando così ogni giorno un pezzo di Storia.

Prima di tutto ha scelto la pagina. Insisto su questo punto perché ultimamente ho visto cose… Se vuoi promuoverti, devi CREARE UNA PAGINA. Non un gruppo che impedisce i commenti, non un profilo fake con 5000 amici e un nome aziendale, UNA PAGINA. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Poi ha dato alla pagina una ragione di esistere, curando ogni dettaglio, dalla descrizione al singolo post: un tempo ben speso.

Comunicazioni diverse per social differenti

Il brand in questione ha anche un account su Twitter. Ora, il crossposting (= cioè il condividere l’identico contenuto nei due social) è stato severamente bandito dal brand. Una scelta che dire opportuna è un eufemismo: a social diversi comunicazioni targhettizzate in modo differente.

Chi volesse passare da un social all’altro può farlo con un click: per chi parte dalla pagina c’è l’applicazione, per chi parte da Twitter c’è il profilo.

Twitter

Mi trovo nell’ingrato compito di portare avanti un discorso già intrapreso da Luisa Carrada, cercando di darne ulteriore approfondimento… Vedrò cosa posso fare. Per riassumere indegnamente, ogni tweet è frutto di ore di ricercato lavoro, per mostrare al meglio il contenuto e incentivare il click. Mi focalizzerò quindi su altri aspetti e non nel tweet in sé.

Retweet coinvolgenti

Chi segue questo brand probabilmente ne segue altri affini per argomento: quindi non solo ogni citazione viene retweettata, ma contenuti di terze parti vengono retwettati con generosità calibrata alla qualità che offrono. Un modo per offrire di più agli utenti è anche gratificarli, preferendo o retwettando i tweet migliori per qualità e valore aggiunto.

Non essere fisso sulle tue posizioni, insegui la qualità e gratifica chi ti sta intorno se lo merita.

#Cartoline…

come usare i social

Non posso darti l’hashtag completo, altrimenti il gioco finirebbe qui. Anche se forse hai già capito di chi parlo, preferisco spiegarti come funziona il discorso #cartoline…, anzi rubriche su Twitter. Ora, le Twitter Cards hanno sdoganato le immagini su Twitter. Il “nostro” ne approfitta per fare una rubrica che si focalizza su alcuni dubbi (magari partendo dalle stesse domande degli utenti).

Per realizzare una rubrica, hashtag e contenuto sono tutto: parti da un’idea e fai un briefing per capire dove ti porterà. La praticità è tutto.

YouTube

come usare i social

Finalmente un canale YouTube degno di questo nome: un video introduttivo con uno storytelling incredibile, gestione impeccabile non solo delle informazioni del canale per il collegamento social, ma anche nelle PLAYLIST (molte case editrici ne ignorano l’esistenza!). I video sono dei veri gioielli in sé: stiamo risolvendo un dubbio? Bastano tre minuti per dare un’informazione completa e coinvolgente!

Naturalmente, se la situazione lo impone, ci sono anche video di durata superiore all’ora, ma fa parte del gioco. L’attenzione e la cura per i dettagli fanno la differenza e si vede anche nel cercare un argomento trattato dal brand.

Ma di chi stiamo parlando???

Bene, ora che il gioco si è concluso, se non ci sei ancora arrivato, sappi che questo è il mio personale studio sulla gestione social dell’istituzione più importante per la lingua italiana: l’Accademia della Crusca.

come usare i social

Fonte immagini: Accademia della Crusca; Pixabay.com

Commenta sui social.

image_pdfimage_print

ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

Calendario

dicembre: 2016
L M M G V S D
« Nov    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: