Come creare un personaggio e farne un brand: intervista Momosa a Momo Kuro

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Oggi ti racconto la storia di una studentessa che, scarabocchiando tra gli appunti universitari, ha creato un brand… Momoso!

Come si crea un personaggio: l’esperienza di Momo

1) Come nasce Momo e come ti rivoluziona la vita?

Era l’8 febbraio di 3 anni fa.
Lo ricordo bene perchè era un periodo di esami, e non ero sicura delle scelte della mia vita.
Nevicava, e devo ammettere che odio la neve! Quindi non potevo muovermi di casa, era proprio una giornata bianca e insipida come i fiocchi di neve che cadevano sulle strade.

Stavo studiando per un esame, e ad un certo punto la mia testa si è persa su un foglio bianco, con una Bic nera mi sono messa a scarabocchiare.
Ho sempre disegnato nella mia vita: vignette ironiche, volti e personaggi creati da chissà quale angolo della mia fantasia.

E da quel giorno è nata lei: Momo. Piccola figurina, spettinata ma dall’energia vulcanica e sempre pronta a mostrarsi al momento giusto.
Ogni giorno appare su un piccolo post-it, o su un angolo di un quaderno mentre studio , su un foglio A4 o su una grande tela.

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E’ una piccola Grande compagna di questo viaggio che è la mia vita: ironizza, mostra lati della vita che spesso verrebbero trascurati dalla solita routine, rende la quotidianità colorata e speciale.

2) Recentemente, hai trasformato in chiave momosa i capolavori dell’arte: puoi raccontarci questa esperienza?

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Questa è stata e continua ad essere un’esperienza interessante.
Amo sperimentare con i materiali e la manualità (forse il fatto che un giorno vorrei diventare insegnante di scuola dell’Infanzia è una motivazione in più!), così dai classici fogli ruvidi e lisci colorati con pastelli e pennarelli, ho pensato di gettarmi sulle tele e rappresentare Momo e il suo Mondo Momoso con l’uso di acrilici, acquerelli e olio.

Devo dire che l’approccio è differente e complesso, da cui ho ancora molto da imparare, ma è molto più d’impatto e intenso rispetto ai semplici fogli: più vado avanti nel mio percorso artistico da autodidatta (dato che di corsi non ne ho mai fatti, nemmeno ho frequentato il liceo artistico), più sento l’esigenza di dover esprimere me stessa al mondo nella maniera più chiara ed esplicita possibile.
I colori, i personaggi e le forme sono la miglior rappresentazione in questo caso del vissuto e delle proprie esperienze su cui poter riflettere.

3) Spesso e volentieri organizzi dei piccolo concorsi per promuovere il tuo lavoro: hai qualche suggerimento utile per chi volesse fare lo stesso?

Per prima cosa consiglio di pensare ad un tema che possa piacere o incuriosire chi legge il concorso; poi si deve essere chiari nelle indicazioni per la partecipazione, bastano anche pochi punti; e infine consiglio di proporre premi che siano piccoli, ma efficaci (nel mio caso: spille, disegni, pupazzi inerenti al tema del blog).

Ovviamente consiglio di diffondere la notizia del concorso almeno una volta al giorno, massimo ogni due giorni, e sfruttate il più possibile i social network più conosciuti e di comune utilizzo, come Facebook e Twitter.

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4) L’universo momoso ha una miriade di personaggi: dove trovi l’ispirazione?

L’ispirazione viene dal mio vissuto quotidiano: eventi piacevoli o spiacevoli, amore, amicizia, concezione del Tempo e della famiglia, ostacoli facili o difficili da superare. Emozioni e sensazioni che trasmettono forme, colori e partoriscono le momose “Creature”, alcune delle quali anche antagoniste di Momo.

Ad esempio Sorriso Tagliente, l’uomo dai denti aguzzi che spesso ritraggo, è tratto da un incubo che ho avuto due anni fa, e rappresenta l’Ansia.
Un po’ inquietante, ma devo dire che si impara molto anche affrontando i cattivi come lui!

 

5) Studi, lavori e blogghi: come gestisci il tuo tempo?

Con tutte le cose che faccio ho pensato molte volte di clonarmi, ma dato che sono unica e insostituibile non l’ho fatto…Ahahah! Scherzo, ovviamente.
Devo ammettere che non è facile cercare di rimanere costanti tra studio, blog, lavoretti occasionali, lo sport e la casa da mantenere.
Mi hanno sempre chiesto in tanti come facessi a mantenere la costanza nel fare così tante cose.

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Il segreto è quello di dare il massimo ogni giorno, ponendosi sempre almeno un obiettivo da raggiungere e pensare che c’è sempre un Domani per poter fare ciò che non si è potuto fare quello stesso giorno.

Ho sempre l’agenda a portata di borsetta, devo ammettere che è un mio grande alleato per poter gestire il Tempo e le cose da fare.
La vita d’altronde è una continua corsa ad ostacoli, un continuo cercare di catturare gli Attimi importanti o anche semplici che ci realizzino.
Comunque ho sempre in mente il mio Tempo come una scaletta sempre rivolta verso l’alto: mattino studio, pomeriggio lavoretti e altri doveri, e la sera disegno o blog. La sera reputo sia il momento più importante per poter impegnare la mia Arte e dare sfogo alla mia creatività.

 

6) Adori leggere e scrivere: un connubio imprescindibile, ma forse poco conosciuto della tua attività. Raccontaci i tuoi libri!

Sì, amo scrivere le “Momostrocche” o meglio delle filastrocche in chiave “Momosa” (ne hanno pubblicata una sulla raccolta di racconti “LA principesca Rompiuova e altre storie da mangiare” realizzata per il progetto di scrittura creativa “Baobab” di Reggio Emilia), e qualche volta lettere, indirizzate a persone o per simboleggiare momenti particolari della mia vita, sempre sul mio blog.

La mia vita spesso è mossa dall’ispirazione, e così lo sono anche le mie letture.
Prima di tutto parlo di “Momo” di Michael Ende: molti, vedendo il personaggio Momo, mi hanno chiesto se avessi mai letto questo libro e se il mio personaggio fosse ispirato a quel libro…ebbene non lo avevo mai letto!

 

Così la mia curiosità era salita al punto che non potevo non leggerlo.Questo libro posso dire che è la conferma che ognuno di noi percepisce o “vede” le stesse cose ma con strumenti diversi: Michael Ende le vedeva con questo libro, io le vedo con i disegni.Michael Ende vedeva gli uomini grigi, io vedo Sorriso Tagliente e i suoi simili ansiosi; Momo sono alla fine due bambine o entità piccole ma dedite all’Ascolto che sia dell’altro ma anche di se stessi , una pratica quotidiana difficile e rara.

Poi come grandi amori ho “La meccanica del cuore” e “L’uomo delle nuvole” di Mathias Malzieu: a parte che Malzieu è per me un artista completo, dato che ha realizzato la colonna sonora del suo stesso libro “La Meccanica del Cuore” con il suo gruppo “Dyonisos” (che consiglio di ascoltare), ma il libro “La Meccanica del Cuore” e “L’uomo delle nuvole” hanno per me in comune un elemento centrale, anche se trattato in maniera e stile differente: il sogno.
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Il sogno di volare, il sogno di essere perfetti per se stessi ma anche per gli altri. L’amore e le aspettative deluse in una realtà completamente opposta alle proprie ambizioni, tratte in una chiave quasi fiabesca e con sfumature alla Tim Burton.

Penso anche a ” La Solitudine dei numeri Primi”, un romanzo che mi ha colpita sia per la semplicità che per l’angoscia o quel senso di smarrimento che mi ha lasciato. Un sentimento che sarebbe anche questo da disegnare, ma non basterebbe una sola tela, nemmeno a dimensione parete!

Poi c’è “Kitchen” con Mikage e il suo posto più bello del mondo, appunto la sua cucina. La leggerezza di come viene trattata la solitudine, i sogni e la famiglia, letto in un periodo in cui non facevo altro che guardare anime e leggere manga.
Poi ce ne sarebbero altri, ma reputo che questi siano i miei veri e piccoli tesori emozionali e scrittevoli.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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