Come aprire una casa editrice digitale: i 5 anni di Dbooks

casa editrice digitale dbooks

La casa editrice digitale Dbooks compie cinque anni di attività e Il Piacere di Scrivere ha deciso di dedicare questa guida per augurare buon compleanno a tutta la squadra capitanata da Luigi Lo Forti, dando anche qualche consiglio su come portare avanti una casa editrice digitale.

Fiscali, ma non troppo

Tutto, naturalmente, inizia dalle piccole pratiche fiscali, dall’apertura della partita Iva alle fatture che comunemente si fanno per fatture e pagamenti.

La fiscalità è qualcosa da tenere sempre d’occhio, così come i costi per la realizzazione del libro (che non devono mai essere richiesti all’autore, come abbiamo detto proprio stamattina su #5minutidi), senza far sentire troppa pressione su chi lavora fianco a fianco. Ricordiamo che la tassazione sulle case editrici digitali è ancora altissima, anche se i costi di distribuzione e di realizzazione sono notevolmente ridotti.

Nicchia e mercato editoriale

La nicchia è per molte case editrici più di un semplice motivo di esistenza: si tratta della linea editoriale, del ritmo che scandisce anche l’anima di quella realtà editoriale in un panorama più indistinto che mai. Per esempio, da cinque anni Dbooks si occupa di horror/giallo (e sottogeneri) e ha perseguito questa strada anche nella realizzazione della rivista Altrisogni.

assalto alla luna ribelle dbooks

Coltivare la nicchia non significa però smettere di evolversi: tantissime le iniziative che si sono succedute negli anni, dal Premio Crawford al Purgatory Lounge, sempre a contatto con lettori e mondo online. Ora, dopo una prima valutazione del cartaceo, chissà cosa ci aspetta… La morale della favola è cambiare sempre qualcosa, migliorarsi sempre e avere la forza di svoltare anche quando il lavoro che si fa è già ottimo.

Professioni e professionisti on/offline

L’epoca dei professionisti multi-tasking è finita, ma nelle realtà editoriali è quanto mai importante che tutti sappiano fare tutto, in modo da ottimizzare i tempi e avere la certezza delle persone giuste al momento giusto. Poi tutto si può fare, senza dimenticare che anche le classiche presentazioni (magari con un aperitivo) sono sempre il primo passo per attirare nuovi lettori e salutare le vecchie conoscenze.

I professionisti sono un po’ 友 (=tomo, compagni di viaggio) in questa avventura e che nulla ti appartiene se vuoi che un progetto diventi più grande di te.

Qualche sorpresa folle…

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Senza follia non si scrive, ma nel caso di Dbooks (ma anche di Nativi Digitali eh) questo aspetto diventa una molla per la creatività. Il lettore ne resta sorpreso, divertito e affascinato: soprattutto si ricorda di quella realtà anche se non è grandissima.

Non stiamo parlando di grandissime cose: stiamo parlando di brand che hanno saputo valorizzare la propria unicità. Per questo, Il Piacere di Scrivere augura a questi simpatici folli tanti, tanti, tanti anni di pazzia convulsa, magari condita con qualche bestseller. 頑張って (=Ganbatte, Buona fortuna)!!!

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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