Intervista alla Infinito Edizioni

casa editrice

Ritornano le interviste alle piccole e grandi realtà editoriali. Quella di oggi è la storia della Infinito Edizioni, che ha scelto come linea editoriale di parlare di temi importanti per informare e scuotere le coscienze. Ci risponde la responsabile Maria Cecilia Castagna.

A tu per tu con l’infinito

1) Come nasce la casa editrice e quali sono state le difficoltà iniziali?

Infinito Edizioni nasce da un sogno e da un’urgenza: il sogno di creare un’impresa nel campo della cultura e della comunicazione e l’urgenza di diffondere e far conoscere temi e argomenti a noi cari. Abbiamo subito fatto i conti con il nostro Paese, in cui qualunque cosa è quanto meno complessa e difficile: i mille giri in uffici diversi per rendere operativa l’azienda, i preventivi delle tipografie, la scelta del distributore dei libri, i software e le macchine da comprare, le utenze da attivare…

Contratti, atti carte e bolli sono stati i nostri compagni per i primi tempi. Contemporaneamente iniziava il lavoro visibile, la produzione, distribuzione e promozione dei primi libri, che ci ha scaraventato con forza nella realtà in cui viviamo da più di dieci anni. Ripensarci ha un che di epico, con lo spirito del folle volo di Ulisse raccontato da Dante nella Divina Commedia, e mi fa provare allo stesso tempo un forte orgoglio e una dolce tenerezza.

casa editrice responsabile infinito2) Perché vi siete specializzati nella saggistica dai temi forti e non nella più commerciale narrativa?

Abbiamo intrapreso la strada della saggistica perché abbiamo intercettato il desiderio dei lettori di approfondire, capire e saperne di più su una serie di tematiche che occupano spazio sui giornali per alcuni giorni, poi scompaiono lasciando il posto ad altre emergenze e poi ritornano.

Per esempio il tema dei migranti che arrivano sulle nostre coste non è solo legato alla stagionalità estiva, è un complesso fenomeno che ha radici profonde e motivazioni articolate. Allo stesso modo la guerra nella ex Jugoslavia dei primi anni Novanta, a un passo dal nostro Paese, è stato un triste momento su cui era ed è necessario parlare e far luce.

3) In cosa consiste il Premio Barbara Fabiani?

Il Premio Barbara Fabiani è il nostro modo di ricordare e onorare la memoria di un’appassionata e preparatissima giornalista e studiosa della storia sociale, nostra amica e autrice, prematuramente scomparsa. Attraverso questo Premio vogliamo fare in modo che il tema delle relazioni di genere, il cuore del lavoro di Barbara, rimanga al centro dell’attenzione.

4) Come si rapportano i lettori sui social?

Nell’era dei social network i lettori sono attivissimi sia su Facebook che su Twitter. Abbiamo oltre 5000 tra amici e followers e ogni giorno la nostra web community cresce sempre di più. Ogni giorno promuoviamo le nostre iniziative e i nostri libri, con ottimi riscontri e apprezzamenti. Stiamo inoltre collaborando a iniziative web live che possono abbattere in un’istante il muro tra scrittore e lettore, permettendo a tutti di porre domande e sciogliere curiosità sui nostri libri e su come lavoriamo.

5) Cosa dovrebbe fare un autore che vuole proporre il suo libro a voi?

Come prima cosa dovrebbe vedere il nostro catalogo e centrare con la sua proposta di pubblicazione le nostre linee editoriali. Con questa affinità, noi valutiamo il lavoro che ci arriva in cartaceo e vediamo se può rientrare nella nostra programmazione editoriale.





6) Per riprendere il filo online, avete selezionato diversi blog. Qual buon vento vi ha portato su Il Piacere di Scrivere?

Come dicevo in precedenza, per noi i social network sono molto importanti. Da circa un anno abbiamo dato nuova vita al nostro account Twitter, perché crediamo sia un mezzo importante e universale per la diffusione della cultura. Nella nostra ricerca di account culturali, appunto, abbiamo trovato subito il vostro ,@PiacereScrivere, e viste le tematiche trattate e gli hashtag di tendenza con molto piacere e interesse abbiamo cominciato a seguire il vostro blog, ricco di contenuti e iniziative che hanno solleticato la nostra voglia di collaborare con voi.

7) Un consiglio per chi inizia, sia nel mondo editoriale che in quello della saggistica.

A tutti quelli che hanno il sogno di aprire un’attività in questo campo riporto quello che ci disse il nostro commercialista più di 10 anni fa: “Ma non sarebbe meglio aprire una pizzeria?”. La battuta non è peregrina perché le difficoltà di fare impresa, per di più in ambito culturale in Italia e in questo momento storico ed economico possono far rivalutare seriamente il settore in cui operare. Ma, si sa…

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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