Belle parole, Guest di Giuliana Pitti


“Le parole hanno sugli esseri umani un effetto dirompente e fondante”, ad esempio la parola cancro evoca “un’entità simbolica che si materializza anche solo pronunciandone il nome” .

Potrebbe avere senso allora riempire le nostre vite di parole belle e luminose, esse certamente influiranno positivamente sul profondo di noi stessi.

Le parole sono come dei semi, d’altra parte.

Piantarne di buoni vuol dire far crescere in noi e negli altri piante buone, fruttuose.

Il risalto che si dà alla nostra cronaca nera riflette la società che siamo, buia e pessimista.

I Sami, invece, popolo della Lapponia, hanno al loro interno degli sciamani chiamati “dottori della parola”, essi portano guarigione col potere delle parole e con l’armonia delle canzoni.

Dio, in fondo, ha creato il mondo con le parole “sia fatta la luce”.

“in principio era Braham col quale era la parola”, c’è scritto nei Veda. Gli induisti si che riconoscono appieno il potere delle parole con l’importanza che danno al suono primordiale “om”, con i mantra, i canti vedici.

Non un uomo qualunque disse “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Cambia le tue parole, dunque, cambierai il tuo mondo!

Un mio amico che vive in uno dei libri più cari che ho (La mia distanza dalle stelle), giocava con sua nonna a tradurre in parole il verso, il suono di certi rumori di vita (“Era un gioco che ricordo con dolcezza, quello di mettersi ad ascoltare il silenzio scovandovi rumori nascosti e trovare le lettere per scrivere come fa il vento … come suonano le campane … come lo scacciaspiriti … scaccia gli spiriti maligni”).

Era una terapia, così come quella di riempire la sua vita delle parole amate, come mantra appunto, anche senza tanta consapevolezza, giusto per imitare il suo amico che ne aveva diverse, di parole preferite.

Mio figlio, due anni, e mia figlia, cinque anni e mezzo, hanno inventato una canzone che ripetono come un altro mantra “Soleee Soleeee Soleeee vieni quaaaa”, chiamiamola danza del Sole, lo preferiscono e lo chiamano, anche se pioggia vuol dire per loro pozzanghere e calosce.

Allora via, da oggi un nuovo esercizio quotidiano: riempire la vita di belle parole, di parole che evocano il bello, mi do tempo un mese e vediamo se davvero anche certi eventi della mia vita brilleranno al Sole di certe nuove parole.

Questo post partecipa al “Commenta & Vinci”, quindi potrete già da ora commentare e ottenere il vostro numero per l’estrazione di una valutazione gratuita del vostro libro fino al 06/09/2013. Buona fortuna!

 

“La mia distanza dalle stelle”  http://mytherapy.it/argomenti/shopping-therapy/libri/

 

 

 

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