L’Accademia di Self-publishing: una via alternativa alle scuole

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Photocredit: Guido Mattioni

Ci sono scuole e scuole. Eppure, quando si parla di scrittura, tutti sembrano avere la soluzione magica. C’è, invece, un ambiente senza certezze assolute, dove si impara a riconoscere la “propria” scrittura, quella nascosta in ognuno di noi, senza dettami dall’alto. Ce lo racconta Roberto Tartaglia.

Scuola o accademia?

1) Cosa ne pensi della trovata Scrivo.me di Mondadori?

Era inevitabile che i grandi gruppi fiutassero l’importanza di insegnare come autopubblicarsi. Le strade, d’altronde, erano due: farsi soffocare dal self publishing che avanza, o diventare parte del self publishing.

Ma la storia è sempre la stessa: si cerca di conquistare un mondo a cui non si appartiene. Una frase, che si trova sul loro sito, la dice lunga: “Vogliamo testare un modo nuovo di fare quello che da sempre fa l’editoria, e cioè assistere gli autori nella creazione di opere di qualità”. Se si scompone questa frase, si trovano diverse anomalie.

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La prima è “vogliamo testare”: sono coscienti, dunque, che si tratta di qualcosa che non conoscono poi così a fondo, mi sembra di capire.

La seconda è “quello che da sempre fa l’editoria”, di nuovo si tenta di comparare il self publishing all’editoria tradizionale, di affrontare questo nuovo universo con le regole di prima. Ma non funziona così e lo abbiamo già visto. Il self publishing appartiene al Web, non ai grandi gruppi editoriali. Le leggi che governano il self publishing sono nuove, diverse dalle precedenti, incompatibili con gli interessi economici dei “big”.

La terza è “creazione di opere di qualità”. Cioè? È solo un’altra scuola di scrittura? E una volta scritto il libro? Come mi pubblico e promuovo? Chi mi insegna come fare web marketing e personal branding? Come faccio a farmi conoscere e a conquistare un nutrito numero di fan?

 

2) La tua Accademia può definirsi una “scuola di scrittura”? Se sì, quali obiettivi si propone?

L’Accademia del Self Publishing, in realtà, non è una scuola di scrittura. Ci sono anche lezioni di questo tipo, certo, ma sono solo una parte residuale della scuola. Per l’aspetto “scrittura” sto preparando altro, sempre legato all’Accademia, ma non posso dire di più. Posso solo dire che, questa appendice, non sarà la solita “scuola di scrittura” di cui parlavo prima. Sul Web, ormai, ci sono decine di corsi di questo tipo, anche molto buoni e gratuiti. Io punto a fare qualcosa di ben diverso.

Comunque, tornando a bomba sull’Accademia: è un luogo particolare. Bisogna immaginarla come un grande social network, dove c’è una “home” generica, in cui ciascuno studente pone i propri dubbi, le proprie domande sul suo progetto. Domande a cui ottiene pronte risposte, sia da me che dal mio staff e dagli altri studenti. Così, sarà possibile seguire, passo passo, ogni singolo sviluppo dei vari progetti presenti nella scuola e creare interazione tra gli studenti.

Peraltro, se qualcuno volesse mantenere segreto il proprio progetto, potrebbe anche contattarmi in privato, proprio come accade su Facebook.

Ma è solo l’inizio.

Poi c’è una sezione dedicata alle videoguide, dove insegno, nel minimo dettaglio, come creare il proprio business online fondato sulla scrittura, nonché una sezione dedicata agli esercizi. Sotto ogni esercizio, ciascuno studente potrà inserire il suo svolgimento e ottenere immediati feedback da me, dal mio staff e da altri studenti che gli permetteranno di migliorarsi sempre più e affinare le proprie tecniche. Infine, c’è la sezione “strumenti”, in cui ho inserito una lista infinita di tool online (per lo più gratuiti) che io stesso utilizzo per il mio lavoro.

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L’Accademia del Self Publishing, dunque, ha come scopo quello di formare nuovi scrittori autopubblicati di talento e permettere loro di essere completamente autonomi e indipendenti, tanto nella stesura del testo, quanto nella creazione delle copertine e del proprio blog, tanto nella scelta del servizio di pubblicazione, quanto nelle strategie di web marketing, personal branding e altro.

Per tutti coloro che raggiungeranno buoni risultati, poi, ci saranno interessanti sbocchi di visibilità.

3) La tua esperienza di self-publishing ti ha portato a visitare l’Italia in lungo e in largo. Qual è stato il momento che ricordi con più emozione?

Di sicuro ne ricordo due, tra tutti.

Il primo è quello relativo alla presentazione de “Lo scacciapensieri” al Balubà di Milano, con Andrea Carlo Cappi e Andrea G. Pinketts. Due incontenibili simpaticoni, due grandi professionisti, due amici. Mi dispiace solo che la distanza non mi permetta di vederli più spesso.

Il secondo fa riferimento, invece, alla conferenza sulla Sindrome di Tourette che ho tenuto, congiuntamente con il Prof. Gianfranco Morciano dell’Associazione Sindrome di Tourette – Siamo In Tanti, a Castroreale (ME). Un centinaio di presenti, tantissime copie de “Lo scacciapensieri” vendute ma, soprattutto, una grande partecipazione e un grande interesse al tema da parte di tutti, dai presenti alle istituzioni.

Davvero esperienze emozionanti.

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4) Ma sarà vero che tutti scrivono e nessuno legge, oppure è una maschera che stiamo creando?

Direi entrambe le cose.

Sai, in un periodo di austerità come questo, in un Paese come il nostro, dove i libri sono sempre stati visti come qualcosa di non indispensabile, i primi tagli alle spese famigliari toccano proprio questi aspetti, a favore dei bisogni primari. È ovvio.

Poi, qui da noi esiste anche una scarsa “cultura della cultura”, c’è da dirlo. Basta studiare i comportamenti dei vari governi, d’altronde: appena c’è possibilità di tagliare, si tagliano i fondi a cultura e istruzione. Se sono loro i primi a demolire questo castello, andiamo bene!

Dall’altro lato, però, c’è anche una corresponsabilità dell’editoria tradizionale, che continua a sfornare libri troppo costosi e, purtroppo, non sempre all’altezza delle premesse, che si va ad affiancare a una nutrita schiera di aspiranti scrittori i quali credono di poter realizzare il nuovo “Nome della Rosa” senza leggere prima fiumi di capolavori.

Per approfondire, ho affrontato diffusamente questo tema nel seguente articolo.

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5) Quale consiglio daresti a chi inizia nel self publishing oggi, diversamente da ieri?

Il consiglio che ho sempre dato, sin dal 2009, quando ho cominciato questa bellissima avventura: punta sulla qualità!

Non bisogna lasciarsi prendere dalla foga di vedersi pubblicati, di fare presentazioni, di dire in giro che si è scritto un libro. Peccare nella qualità presto diventerebbe un pericolosissimo boomerang. Se il lettore dovesse rimanere deluso dal tuo primo libro, non comprerebbe mai il secondo. Semplicemente dimenticherebbe il tuo nome, tra insulti e imprecazioni.

Bisogna prendere tutto il tempo di cui si ha bisogno. Non importa pubblicare ogni anno, ci sono altri modi intelligenti e onesti per far parlare di sé e “rimanere sulla cresta dell’onda” (ad esempio, pubblicare racconti gratuiti sul proprio blog o creare contenuti virali). L’importante è uscire con un libro solo quando si è certi che ne valga la pena. Che tutto sia a posto. Che la qualità del testo sia al top.

A quel punto si lascerà una traccia nel cuore del lettore. E questo aspetterà le tue prossime pubblicazioni con ansia e passione. Anche se dovessero passare 4 o 5 anni. Credimi!

6) Lasciaci i contatti della tua Accademia 🙂

Volentieri. 🙂

È possibile prenotare un posto nell’Accademia (la prenotazione è gratuita e non vincolante, lo ricordo), collegandosi a Vivere di Scrittura.
Al momento dell’apertura dell’anno accademico, chi avrà riservato un posto verrà contattato per una conferma definitiva e avrà priorità su chi è arrivato dopo. Perché, ovvio che sia così, i posti sono limitati, altrimenti non riuscirei a garantire un’assistenza di qualità a tutti gli iscritti.

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

Founder e direttrice del progetto Il Piacere di Scrivere, copywriter e scrittrice.

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